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Una App per mezzi pubblici, taxi e car sharing: a Helsinki non serve più l’auto

Le app per trovare la strada più veloce per arrivare in qualsiasi luogo, per cercare e pagare i mezzi pubblici o per usare un’auto del car sharing sono ormai di uso comune per moltissimi utenti di smartphone, anche nelle città italiane. Helsinki, ora, fa un’ulteriore passo avanti: la capitale finlandese è infatti la prima a integrare in un’unica app mappe, trasporti pubblici urbani, treni, taxi, car sharing e autonoleggio tradizionale, realizzando un vero esempio di mobilità integrata.
Lanciato in modalità test lo scorso ottobre per un numero limitato di utenti, il servizio Whim è stato realizzato dal Comune di Helsinki in collaborazione con l’Autorità regionale per i trasporti. Digitando una destinazione nell’app, si ricevono suggerimenti sul percorso ottimale per raggiungerla utilizzando un mix di sistemi di trasporto, con la possibilità di rielaborare la richiesta escludendo i mezzi che non si vogliono o non si possono utilizzare (ad esempio, il car sharing se non si ha la patente). E soprattutto, una volta selezionato il percorso preferito, Whim provvede automaticamente a pagare tutti i mezzi necessari: sui mezzi pubblici la stessa app avrà la funzione di biglietto.
Ogni utente, sulla base delle proprie esigenze di utilizzo del traporto pubblico e/o condiviso, può scegliere la modalità di pagamento preferita fra il “pay per use” (con addebito delle tariffe per i vari mezzi utilizzati) o un forfait mensile di 249 euro che offre accesso illimitato ai trasporti pubblici e 5.500 “punti Whim” per l’uso di taxi e car sharing, equivalenti a due giorni di noleggio di un’auto o otto corse di dieci chilometri in taxi. In base al test condotto in questi mesi sui primi 100 utenti, il pacchetto da 249 euro è sufficiente a coprire le necessità di trasporto della maggioranza degli utenti urbani. Ed è comunque più economico rispetto ai costi di proprietà e utilizzo di un’auto.
L’ambizione di Whim, oltre che di semplificare la vita agli attuali utenti dei mezzi pubblici, è infatti quella di offrire una reale alternativa all’auto privata, al punto da convincere molti abitanti di Helsinki a rinunciare a possederne una (lo slogan dell´iniziativa è "meglio che avere un´auto"). In futuro, con l’estensione a tutti i cittadini della possibilità di accedere al servizio, i responsabili di Whim assicurano che saranno disponibili anche altre opzioni, con pacchetti tariffari più contenuti o ancora più estesi (quindi con un numero maggiore di “punti Whim”) per soddisfare le esigenze del maggior numero possibile di utenti.
L’esperimento di Helsinki rappresenta un’esperienza importante alla quale guardano con interesse gli amministratori di molte grandi città europee e mondiali: in Italia, in particolare, il Comune e la Città metropolitana di Milano stanno lavorando da tempo a un progetto di mobilità integrata per molti aspetti simile a Whim, ma ancora non si hanno notizie sui possibili tempi di avvio di una fase sperimentale. (www.swzone.it, 23.12.16, Stefano Fossati)

 
Lettere al direttore: Il mio primo, magro Natale in Sicilia Stampa E-mail
di Ritva Toivonen   

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Una lettrice finlandese: anche a Natale bisogna rassegnarsi ad accettare le diversità

Gentile direttore,
mi fa un po' pena l'autore dell'articolo Il mio grosso grasso Natale finlandese. Poverino, con tutte le buone intenzioni, non ha ancora trovato "la via di mezzo" che ogni straniero deve trovare se vuole vivere tranquillo in un paese non suo. Certamente, capitare in una compagnia come questa, non è da tutti! Forza e coraggio per le prossime feste di Natale!

Mi ha fatto venire in mente il mio primo Natale in Italia quasi 40 anni fa, anzi la prima vigilia, che per noi finlandesi è molto importante sia come cibo (leggi: kinkku e i vari sformati!) sia come decorazioni della casa, la musica, le candele ecc.

La mia futura suocera, una brava matrona siciliana, non aveva messo in vista nulla che mi segnalasse che era in arrivo la festa più attesa e importante dell'anno. Verso le sette di sera della vigilia sono arrivati dei parenti per fare gli auguri e ho pensato (non capivo ancora tanto bene l'italiano e ancora meno il dialetto siciliano) che lì per lì la suocera e le mie future cognate avrebbero tirato fuori, come d'incanto, tutto l'occorrente per il cenone preparato in anticipo. Invece, cosa successe? La suocera si rivolse a suo figlio (mio futuro marito) dicendo: Andrea, non ho voglia di preparare niente, vai tu a prendere le pizze? Ero talmente shockata che quella sera ho pianto! Ero giovane ma combattiva. L'indomani mattina ho chiesto, se non avessero proprio nulla per dare un aspetto natalizio alla casa, delle candele, portacandele? Le cognate hanno trovato in fondo ad un armadio un vecchio alberello finto pieno di polvere e qualche pallina colorata, un puntale. Dopo una spolverata doveva andare bene. Mia suocera aveva in un cassetto delle candele color verde acqua che sarebbero servite in caso di un'eventuale interruzione della luce. Da tenere in mano s'intende, senza portacandele. Mi ha permesso di prendere un vassoio che come fondo aveva uno specchio. Ci ho posizionato le candele facendo colare della cera per fissarle.

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Un nastro argentato che era nella scatoletta delle palline colorate, ha trovato la sua funzione di dare un po' di scintille al vassoio delle candele che a sua volta è stato messo a centrotavola a pranzo. Era molto bello e mi ha fatto tornare il buon umore.

Diversi anni dopo, mia suocera mi ha fatto vedere il vassoio con le candele ancora a metà, dicendomi: "Guarda, ce l'ho ancora qui!".
Non abbiamo passato altri Natali in Sicilia, io ho sempre preparato il Natale finlandese (compreso alberello vero con candele vere) e anche questo Natale ho preparato il kinkku come si deve (harmaasuolattu)e varie altre cose, senza disdegnare le prelibatezze italiane che bene si addicono con il kinkku.

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Comunque, anch'io cerco di fare l'addestramento dei finlandesi tutte le volte che ne capita la necessità: l'estate scorsa ho dovuto sgridare una commensale che sul piatto di pasta ha aggiunto l'insalata (portata a tavola per sbaglio troppo presto).

Auguri di Buon Anno a tutti, buongustai e no!

Ritva Toivonen

(La Rondine, 15.1.2011)

 
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Viaggi frizzanti, assaggi inebrianti

 

Eventi

Roma 18 e 19 aprile

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Giornate carissimiane

Quinta edizione delle Giornate carissimiane nella ricorrenza della nascita di Giacomo Carissimi, grande musicista del barocco romano, nei luoghi dove visse ed operò: nel complesso dell’Apollinare a due passi da piazza Navona, Lunedì 18 aprile dalle 10 alle 16 si svolge la Giornata di studi nella Sala Accademica del Pontificio Istituto di Musica Sacra con la partecipazione di  Flavio Colusso, Vincenzo De Gregorio, Eddi  De Nadai, Markus Engelhardt, Johann Herczog, Arnaldo Morelli, Ugo Onorati, Paolo Paoloni, Maurizio Pastori, Markus Pillat, Giancarlo Rostirolla, Claudio Strinati, Michele Vannelli, Walter Testolin.

Alle 16:30 una speciale visita all’Oratorio del SS.mo Crocifisso guidati da Claudio Strinati; alle 19 nella Basilica di Sant’Apollinare esecuzione di musiche di Carissimi e, in prima esecuzione moderna, del suo “primo successore all’Apollinare”, il Maestro di cappella tolentinate Giuseppe Spoglia (1639 – 1713) con l’Ensemble Seicentonovecento diretto da Flavio Colusso.
Mercoledì 19 alle ore 20, per il ciclo «L’Orecchio di Giano: Dialoghi della Antica & Moderna Musica» nella loggia di Villa Lante al Gianicolo, l’Ensemble Seicentonovecento interpreta composizioni del Carissimi conservate nella Collezione Santini di Münster e, in prima esecuzione assoluta, un Omaggio a Johann Joachim Winckelmann nel terzo centenario della nascita del grande studioso tedesco: quel “teatro allegorico e fantastico per voci e strumenti” I naviganti del Tempo che Flavio Colusso ha composto su commissione del Festival Wunderkammer di Trieste.

 

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