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Nokia in Italia

115 licenziamenti!

Riceviamo da un gruppo di lavoratori di Nokia Solutions Networks e pubblichiamo volentieri

Dal 3 ottobre 2014, data in cui Nokia ha mandato 115 lettere di licenziamento, nessun lavoratore è più entrato in azienda.
Il blocco dei lavoratori licenziati sostenuti da pochi loro colleghi attivi ha costretto la dirigenza italiana e tutti i dipendenti ad un esilio forzato causato dalla scellerata decisione di Nokia.
Una dirigenza italiana che in questi 7 anni dalla nascita di Nokia Solutions Networks (NSN, prima era Nokia Siemens Networks) ha fatto ben poco o quasi nulla per opporsi alla decisione delle 2 multinzionali: distruggere l’esperienza nelle telecomunicazioni in Italia costruita con oltre 40 anni di lavoro, studi, progetti, produzione, assistenza e tutto il resto che era presente nel nostro paese.
Da 15 giorni questa dirigenza non si presenta in azienda e da quasi 10 non ha voluto ne saputo comunicare con i propri dipendenti di fronte ad un gesto che mai si era visto in NSN e nelle aziende precedenti che l’hanno formata.
Per la 1° volta Nokia ha deciso di non intraprendere un percorso basato sulla condivisione delle scelte adducendo come motivazione che i risultati ottenuti negli ultimi anni non erano stati soddisfacenti.
Dal 2007 ad oggi pur non essendoci mai stati licenziamenti, si sono persi 2600 posti di lavoro su 3000!
Se considerano un risultato insoddisfacente perdere quasi il 90% della forza lavoro in 7 anni cosa dovevamo fare di più noi lavoratori?
Loro invece hanno firmato accordi al Ministero dello Sviluppo Economico che non sono stati rispettati, rilancio della Ricerca Radio Mobile e del Service in Italia, il settore dei Ponti Radio centro mondiale per Nokia.
E cosa è successo ? Ricerca Radio Mobile dismessa, Service ridotto ai minimi termini, Ponti Radio svenduti ad un’azienda canadese senza cedere 1 solo lavoratore !
COSA POTEVANO FARE DI PIU’ I LAVORATORI ?
A questo punto vogliamo delle risposte certe anche dalla politica, dalle istituzioni, dai mezzi di informazione, ma soprattutto dall’azienda :
come possiamo risolvere il problema dei licenziamenti in Nokia?
Rivolgiamo questa domanda Al Presidente del Consiglio Renzi, al Ministro del Lavoro Poletti, al Ministro dello Sviluppo Economico Guidi, al Governatore della Lombardia Maroni, all’Assessore regionale alle Attività produttive, Ricerca e Innovazione Melazzini, ai partiti presenti al Consiglio Regionale Lombardo , al Prefetto di Milano Tronca, al Vescovo della Diocesi di Milano Scola, al management di Nokia Italia, a tutti i lavoratori di Nokia Italia, alle Organizzazioni Sindacali confederali e di base.
C’E’ SOLO UNA RISPOSTA : NOKIA RITIRI I LICENZIAMENTI E SI RIPRENDA LA TRATTATIVA!
Noi le proposte ce le abbiamo per cambiare rotta rispetto ai licenziamenti :
1. rientro delle attività svolte da aziende esterne, come fanno tutte le aziende se vogliono tutelare i propri dipendenti;
2. contatti con una azienda italiana che produce i Ponti Radio per cercare di non disperdere il patrimonio tecnico tutto italiano di oltre 40 anni;
3. contratti di solidarietà in tutti i reparti dove sia possibile inserire da subito i lavoratori;
4. Cassa integrazione per formare tutti gli altri lavoratori da inserire nelle attività rimaste in Italia;
5. assegnazione all’Italia delle attività legate ai Ponti Radio che stanno per o sono state già assegnate in paesi dove non c’è questa competenza;
6. percorsi per tutela delle famiglie e di tutti i lavoratori con problemi economici o di salute.

La nostra non è certo una sterile e non sostenibile opposizione a questo piano di ristrutturazione che porterà solo a lungo andare alla cancellazione della presenza in Italia.
Le nostre richieste daranno una speranza anche ai lavoratori che attualmente non si sentono attaccati dalle decisioni aziendali ma che temono i prossimi tagli, visto la periodicità delle richieste di Nokia.
Invitiamo pertanto TUTTI I LAVORATORI NOKIA a dare il loro sostegno ai loro colleghi licenziati partecipando al presidio che è sempre attivo a Cassina Plaza.
Alla politica chiediamo di fare rispettare gli accordi ministeriali e di promulgare leggi che permettano di premiare le aziende virtuose che promuovono occupazione e sanzionare quelle che la distruggono dopo avere ottenuto aiuti per risolvere i problemi interni ed aiutare la ristrutturazione.
ASPETTIAMO RISPOSTE DA TUTTI, POSITIVE SOPRATTUTTO, MA ANCHE NEGATIVE, IN MODO DA CAPIRE A CHI DOBBIAMO QUESTA SITUAZIONE DI FINTA CRISI, ALMENO NEL SETTORE DELLE TELECOMUNICAZIONI CHE IN TUTTI GLI ALTRI PAESI SVILUPPATI E’ ANCORA UN SETTORE STRATEGICO.

13 ottobre 2014

 

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Katainen a Roma Stampa E-mail
di Gianfranco Nitti   

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Il premier finlandese a Monti: sintonia con il governo italiano

Una soleggiata e ventosa mattinata romana ha accolto il giovane primo ministro finlandese Jyrki Katainen, accompagnato dal coetaneo ministro per le questioni europee, Alexander Stubb, e da una delegazione di cui faceva parte anche l’ambasciatore in Italia Petri Tuomi-Nikula, nel suo veloce incontro col premier Mario Monti a palazzo Chigi.

Evitato un probabilmente utile confronto con i giornalisti presenti, forse per la limitatezza dei tempi a disposizione, i due statisti hanno rilasciato brevi ma significative dichiarazioni.
Mario Monti ha affermato che “è stato un vero piacere ricevere il collega Katainen. La Finlandia è un paese non solo tradizionalmente molto amico dell’Italia ma oltre a giocare un ruolo sempre maggiore nella costruzione dell’Unione europea indica anche la strada ad altri paesi forte di una molto notevole competitività. Il lavoro per le riforme strutturali che l’Italia sta conducendo in questi mesi s’ispira anche a ciò che la Finlandia ha saputo fare nel corso degli anni”.
Proseguendo nella sua dichiarazione, Monti ha sottolineato come “Le tensioni delle ultime settimane mostrano che non si deve né si può abbassare la guardia per sistemare le finanze pubbliche su base più sana, il è possibile con le riforme. Ci siamo trovati d'accordo sul fatto che il tallone di Achille dell'Unione europea sia la questione della crescita, ed Italia e Finlandia concordano pienamente sulla ricetta da seguire". Tale ricetta è quella di "riforme strutturali che diano maggiore flessibilità all'offerta, accrescere la competitività e al livello europeo grande sintonia nel chiedere e contribuire con una piena e credibile realizzazione del mercato unico, compresa l'agenda digitale. Vogliamo ottenere che il rispetto delle regole dell'unione economica sia altrettanto incisiva, severa e tempestiva come avviene nelle regole dell'unione monetaria". Nel complesso “con il primo ministro finlandese abbiamo discusso dei principali temi europei, in particolare degli ultimi sviluppi nella eurozona", concordando sul fatto che "la risposta a livello europeo è stata forte soprattutto con l'introduzione di nuove e più credibili regole di disciplina fiscale e la predisposizione di adeguato firewall".

ImageNel suo intervento, il premier Katainen si è detto lieto di aver visitato l’Italia e Monti personalmente, anche perché gli incontri bilaterali hanno una propria precipua utilità sia nell’interscambio e confronto di idee che di esperienze.
Ha lodato l’ottimo lavoro svolto dal Governo italiano per contenere il disavanzo e ripristinare la fiducia nel mercato. “Misure e riforme degne di lode anche da parte di tanti miei colleghi europei; l’Italia ha dimostrato di essere in grado di fare le cose giuste. Condividiamo molte cose, e come e cosa fare per la crescita economica. Il mercato unico è il cuore pulsante dell’UE, ed intendiamo incoraggiare le istituzioni europee a fare concrete proposte per sviluppare e rendere un più integrato tale mercato”
Katainen ha aggiunto che la Finlandia è tradizionalmente un paese industriale e necessita perciò di un migliore mercato unico integrato; “è necessario aiutare le PMI e gli start up in tema di innovazione tecnologica”.
Katainen ha concluso l’incontro con Monti sottolineando l’esigenza di sviluppare insieme riforme strutturali e l’impegno per una più stringente integrazione del citato mercato unico.Image
Successivamente il premier Katainen è stato ricevuto al Quirinale dal Presidente della Repubblica Napolitano. Il ministro per gli affari europei Stubb, a sua volta, ha avuto colloqui col collega italiano Moavero.

Foto di G. Nitti

(Rondine - 17.4.2012)

 
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Eventi

Helsinki, 23-26 ottobre

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Fiera del libro 2014

Quattro giorni di furori libreschi al Messukeskus di Helsinki per la Fiera del libro 2014. Più di 1100 ospiti, tra cui 60 scrittori da 11 paesi.
Ospite d'onore, quest'anno, l'Italia, con una ventina di invitati. Difficile da interpretare la scelta del pacchetto, con figure pop più che cult, dal giornalista Franco di Mare (Rai Uno Mattina) al figlio di Piero Angela, Alberto, all'eterno Beppe Severgnini. Tra gli scrittori, Silvia Avallone e Francesco Piccolo sono le figure più interessanti, insieme con uno stuolo di giovani promesse, che fanno ovviamente sperare. Immancabile chi, in omaggio alla Finlandia mitopoietica, ha scritto un'opera prima su Helsinki. Già visto, lo fanno tutti gli italiani di passaggio...
Subito dopo, per impegno e presenze, la Svezia, con ben 18 scrittori, tra cui Mark Levengood e Boel Westin.

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Più interessanti le figure di scrittori da altri mondi che raccontano storie di rifugiati e tragedie alla periferia del pianeta gobale, come l'iracheno Hassan Blasim. Attesa per Zinaida Lindén, di origine russa, per l'americano David J. Cord, e per il giornalista inglese Michael Booth. Il suo libro The Almost Nearly Perfect People: The Truth About the Nordic Miracle, da poco pubblicato, porge uno sguardo critico sul presunto benessere scandinavo, e sulle sue tragedie in parte celate da un sistema di welfare scricchiolante.

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Per la Finlandia, oltre a Sofi Oksanen, che torna carica di onori e polemiche dalla Fiera di Francoforte, le presenze di richiamo sono Salla Simukka, Leena Lehtolainen, Mauri Kunnas e Timo Parvela.

https://fi-fi.facebook.com/HelsinginKirjamessut

 

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