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Riceviamo da ExpoinCittàPressWay

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"Nojo, vulevàm savuàr..."

Dear Reader,
This is the first issue of ExpoinCittàPressWay. This new monthly online publication aims to provide you with an overview of the thousands of events that will be held in Greater Milan during the six months of the Universal Exposition.
The Municipality of Milan and Milan Chamber of Commerce, creators and organisers of ExpoinCittà, have chosen six masterpieces of the Milanese artistic heritage. These reknown artworks will guide you through the multitude of scheduled events. Each artwork, one for each month of Expo, represents an aspect of ExpoinCittà slogan: Milan a place to be.

ExpoinCittàPressway intends to arouse your curiosity towards the most exciting topics in the calendar, providing at the same time a useful service to the media, with news and information ready to be glanced at and downloaded.
ExpoinCittàPressWay also pays special attention to citizens and tourists. We provide suggestions and direct links to expoincitta.com. ExpoinCittà website is user friendly and rich in contents, it is an effective way to look through the events that will take place in Greater Milan from May to October 2015.
For you to browse the calendar more easily, some highlights have been selected to give you a quick overview of what’s on in town.
ExpoinCittàPressWay brings you closer to Milan. An interesting, open, dynamic and cosmopolitan city. We hope you will enjoy this tool.

Welcome to Milan, a place to BE.
Claudio Artusi, ExpoinCittà Manager

Click here to see the whole calendar of events

We receive, and gladly publish.

Si vede che è stato Totò, a Milano, a inventare il Google Translator...

 

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TEATRO FINLANDESE: SOLIPSO Stampa E-mail
di Laura Ruohonen   
Indice articolo
TEATRO FINLANDESE: SOLIPSO
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Laura Ruohonen

SOLIPSO

Dramma in 10 scene. Titolo originario "Yksinen" (2007)

Traduzione italiana di Nicola Rainò (2009)

In collaborazione col Teatterin Tiedotuskeskus.

Nella stessa serie, Pirkko Saisio, Insensibilità

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Laura Ruohonen

SOLIPSO

Personaggi:
Hilpi K. Korpi-Wikman, oculista in pensione
Juulia Ramona Niva, architetto
Tor Sjölund, giovane marinaio


Buio. Il cono di luce del faro taglia con regolarità la superficie del mare. Lungo, breve breve, lungo, breve.

1. La regata

Regata, Casino. In lontananza le luci di una grossa nave, come un muro, una casa di vetro; una nave spaziale illuminata a festa attraversa la scena, e le sue dimensioni rendono insignificanti, bidimensionali le proporzioni di tutto il resto. Una donna elegante, Hilpi K. Korpi-Wikman, sul pontile con tacchi alti, luci agli attracchi, notte di primavera.

HILPI
È qui che dovresti stare! Qui, con me, su questa riva, dove c'è il Casino, grandi barche a vela, coppie innamorate, risate e rumori, donne con tacchi alti sul pontile, che ridendo fanno attenzione che il tacco non vada a finire nelle fenditure del pontile, ma sempre da qualche parte va a finire, finisce per rompersi, il tacco, così pure la caviglia, ma nemmeno questo è poi tanto pericoloso, non qui, sul pontile, nel conforto di uomini abbronzati in braghe bianche.
E all'orizzonte procede una grande nave – con tutte le finestre illuminate. Oggigiorno si costruiscono case di vetro grandi come navi, ma per noi io faccio una casa, gli faccio costruire una casa nera ed eterna come un sasso sulla riva.

2. Paesaggio

Sull'altra riva una donna più giovane, Juulia, è in attesa sull'acciottolato nella foschia mattutina. Fa freddo.

JUULIA
Questo paesaggio è incredibile – e al tempo stesso estremamente banale: uno scoglio grigio in mezzo a tanti identici del Baltico. Eppure, su scala mondiale, si tratta di un fenomeno eccezionale; un'isola ai confini del mondo, in un mare che, se ci cadi, ti uccide in pochi minuti, col suo gelo. La luce è abbagliante. Strani riflessi e colori dell'acqua, la roccia rossastra, pesci, sassi e l'ampio cielo pieno degli strepiti degli uccelli migratori, voci di uccelli e voci provenienti dio sa da dove. Presto sarà maggio, eppure di notte gela.
(Squilla il telefono)
Ida! Ma è notte! E tu dovresti dormire. Sono le quattro! È notte. Dormi, così domani mattina, quando ti svegli, la mamma sarà lì. Ci vuole poco. No, papà non è cattivo, lui dorme. Sveglialo, se hai paura. La mamma non sta in un posto sbagliato, sta solo in un altro posto. (Pausa) Ida? Ci sei?

3. Viaggio in barca

Primo mattino. Rumore avvolgente di un motore e musica. Juulia e Hilpi stivano al buio la loro roba in una barchetta a motore alla luce lampeggiante delle torce tascabili, quindi prendono il largo nella notte verso l'arcipelago. Hilpi al timone. Tutt'e due indossano un giubbotto arancione. Juulia è seduta a prua.

4. L'isola

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Un po' di nebbia, un paio di ontani e un grande pado. Ma i ginepri infestano il terreno ovunque, dove non compaia la nuda roccia. Rovine di un lebbrosario. Juulia s'è portata dietro il teodolite, un'asta graduata, la macchina fotografica, strumenti per prendere appunti e altri arnesi da architetto.

HILPI
Eccola qui. Ecco la mia isola. Mia e di A. Wikman. Tutti quelli che ci venivano una volta dovevano tirarsi dietro anche la bara. Qui ci portavano i lebbrosi a morire, all'epoca non ci crescevano alberi. E nemmeno adesso. Si racconta ancora come i marinai fossero terrorizzati dal vento che da qui levava voci sopra le acque, lamenti e invocazioni d'aiuto.

JUULIA
Questo posto è proprio... proprio... esattamente come me l'ero immaginato. Davvero soprannaturale. Guardando la carta nautica, sulle prime non m'ero resa conto di quante linee ondulate ci fossero. Perturbazioni magnetiche! Perturbazioni magnetiche qui in Finlandia! Non ci avrei mai creduto. I radar vanno in tilt come le bussole e la strumentazione. I cellulari a momenti vanno e a momenti no! Brutta roba per qualsiasi lavoro all'insegna dell'efficienza! Bell'accendino.

HILPI
M'è rimasto in mano in qualche museo. In mezzo a tutti quegli altri oggetti d'arte, mi aveva colpito.

JUULIA
Sono incantata del suo lavoro!

HILPI
Figuriamoci!

JUULIA
Non è da tutti, quel che avete fatto. Grandioso. Un settore davvero speciale. Degenerazione oftalmica delle popolazioni artiche? Com'è che c’è arrivata?

HILPI
Ancora negli anni Cinquanta si credeva che i finlandesi fossero una razza artica; assuefatta a vivere al buio e al gelo. Erano tesi del genere che facevano andare in bestia A. Wikman e me. Abbiamo studiato i popoli nordici dagli Inuit agli Eschimesi e i Saami, e li abbiamo confrontati con le tribù che vivono nei deserti sotto un calore spaventoso, e guarda un po', hanno tutti gli stessi occhi! Ora queste popolazioni sono ovviamente tutte estinte, ma non c'è da rammaricarsi, erano gente simpatica e vivevano in posti splendidi. Fu un piacere fare esperimenti su di loro.

JUULIA
È un grande onore che la sua Fondazione abbia scelto proprio me. Un grande ospedale come questo, per un giovane architetto, giovane o no, insomma professionalmente è una fantastica opportunità...

HILPI
Sono stata io, certo, a sceglierti. Gli altri non capiscono niente di niente. Gli ho detto: adesso chiudete la bocca, per prima cosa finiamo su tutti i giornali, dato che è giovane e donna, e poi farà esattamente come vogliamo noi.

JUULIA
Poi dal punto di vista economico per me è un vero trionfo, per dire le cose come stanno, ero in una situazione davvero catastrofica quando m'è arrivato questo salvagente così, di colpo...

HILPI
Lasciamo perdere per ora la Fondazione e pensiamo a questa mia casa.

JUULIA
Perfetto! Mi dà la possibilità di far evolvere le mie idee su scala più piccola, è una sfida veramente fantastica...

HILPI
Ascolta, l'ho imparato al primo convegno internazionale di medicina, c'erano esperti, specialisti rinomati, che venivano trasportati in pullman all'aeroporto, e sul pullman gli uomini parlavano e le donne stavano sedute piegando la testolina per ascoltare quel che gli uomini dicevano. Le teste ciondolavano in questo modo fin sul corridoio del pullman. A me nessuno rivolgeva la parola. Fu allora che presi la decisione che non mi va di piegare la testa in quel modo fino alla fine dei miei giorni. E così è rimasto del tempo per fare dell'altro. Togliti questo giubbetto, sembra ridicolo.

Juulia si toglie il giubbetto di salvataggio.

HILPI
(Indicando con la mano) È qui che voglio la casa!

JUULIA
È questo il posto?

HILPI
Qui! Su quest'isola. Proprio in questo punto.

JUULIA
Qui?

HILPI
Qui. Me ne sto qui a guardare verso sud quando sei milioni di anatidi voleranno in questa direzione. È da lì che arrivavano i vichinghi, da lì i russi, e su questa isola marcivano i lebbrosi. Ci troviamo esattamente nell'ombelico della storia.

JUULIA
In base a questa carta... Non c'è qualcosa di strano, adesso?

HILPI
Certo. Qualche piccolo cambiamento.

JUULIA
E cosa?

HILPI
Quest'isola un po' è cambiata. L'isola in un certo senso è... in un certo senso è un'altra. Un altro posto. E dunque un'isola diversa da quel che pensavo nel momento in cui t'ho spedito quella carta.

JUULIA
Qual è il nome dell'isola?

HILPI
Solipso.

JUULIA
Solipso?

HILPI
Esatto. Non è bello?

JUULIA
Non c'è su questa carta?

HILPI
Certo che no, visto che è la carta sbagliata!

JUULIA
Ma io ho fatto progetti sulla base di questa...

HILPI
Si possono sempre modificare. Non è mica qualcosa di intoccabile.

JUULIA
La collocazione di una casa? Ma è... è... forse la decisione più importante nella vita di una persona. Forse l'unica che pesa nel suo destino. Qui casca l'asino. O sta in piedi, almeno spero.

HILPI
Allora non hai ancora pronto questo disegno?

JUULIA
No. Per prima cosa bisogna fare conoscenza con l'ambiente. Poi si trova la collocazione della casa.

HILPI
È qui.

JUULIA
Ma non si tratta mica di teoria, non si spaventi, è solo una questione essenziale della tecnica delle costruzioni. Che l'edificio si inserisca nel paesaggio adatto può essere anche una questione di un decimo di millimetro.

HILPI
Senti, adesso la fai troppo complicata. Mi basta che a me vada bene e gli altri schiattino d'invidia.

JUULIA
In questo non c'è necessariamente contraddizione (mentre parla tira su gli strumenti di misurazione). In questo paesaggio la cosa principale è la stabilità. La casa dev'essere così ben costruita da durare trecento o anche cinquecento anni. È compito dell'architetto, compito mio, fornire al cliente quel che gli serve, anche se non sempre lo stesso cliente lo comprende da sé. E allora può vedere il suo sogno segreto che viene su dal nulla, prendendo forma, nella pietra e nel legno e nel vetro. In un edificio del genere, quando vi entra dentro, comprende di essere finalmente giunto a casa.

HILPI
Ma allora mi spieghi perché gli architetti al giorno d'oggi tirano su edifici così brutti?

JUULIA
Mi scusi, un attimo, io preciserei, non è...

HILPI
Ma hai un eczema?

JUULIA
Eczema?


 
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Eventi

L'Italia alla Stampa Estera

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Laura Boldrini, Presidente della Camera dei Deputati, ha inaugurato il 23 aprile la mostra fotografica "Camera con vista, uno sguardo della Stampa Estera sull'Italia autentica”, curata da Christopher Warde-Jones, presso la sede dell’Associazione della Stampa Estera, ASEI, via dell'Umiltà 83C, a Roma.
Inaugurando la mostra, affollata di giornalisti ed ospiti, dopo la presentazione del presidente dell’ASEI, il tedesco Tobias Piller, Laura Boldrini, apprezzando l’evento, ha dichiarato di ritenere che si sia trattato di ”una scelta mirata, che ha dato la precedenza all’Italia della cultura, dell’arte, della creatività, immagini che ricordano un lungo percorso degli italiani dalla fine della guerra. I ruolo importante di corrispondenti e fotografi e di chi racconta un Paese e può scegliere di dare la precedenza ad una notizia, ad una narrazione più che ad un’altra,dando  di questo paese un’immagine reale, paese che è sicuramente radicato alla sua cultura e alle sue radici, ed a tutto ciò che lo ha fatto andare avanti e che oggi, in alcuni ambiti, lotta per uscire dalla crisi. Un paese ove c’è tanta innovazione, anche se spesso non si vede, creatività innovativa che è importante raccontare e testimoniare”.
La ultracentenaria Stampa Estera non ospita soltanto molti fotogiornalisti i cui scatti dal 1912 documentano Ia vita italiana in tutto il mondo, ma la sua sede è anche il luogo riconosciuto dove si crea e si diffonde l'immagine dell'Italia nelle sue varie sfaccettature nelle televisioni, nei reportages radiofonici, negli articoli dei giornali stampati e su internet, oppure negli approfondimenti dei settimanali, delle riviste e dei tabloids. I 360 giornalisti provenienti da 50 Paesi, soci della Stampa Estera a Roma, come anche i 90 a Milano, rappresentano al momento 116 quotidiani, 30 periodici, 30 agenzie di stampa, 68 radio e 70 emittenti televisive oltre a numerose testate sul web, una eterogenea e variegata ‘legione straniera’ che segue ed analizza gli eventi dell'Italia con lo sguardo dei suoi spettatori, ascoltatori o lettori.
Sono quattro al momento gli organi di comunicazione finlandesi rappresentati nella ASEI, con 5 corrispondenti.
Una foto può immortalare un momento, nell'attimo in cui accade. può documentare un fatto e le sue emozioni. Ma tante volte le foto sono un simbolo che va molto al di là di quello che lo scatto evidenzia.  (G.N.)
Mostra dal 23.4 al 2.5.2015 (per il pubblico il 25.4 ed il 2.5)
http://www.stampaestera.org/

 

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Eventi

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È morta Seita Vuorela

Muore a 44 anni una delle più più interessanti scrittrici della sua generazione. Seita Vuorela (nota in precedenza col cognome Parkkola) aveva visto i suoi tre romanzi tradotti in diverse lingue, tra cui l'italiano. L'editrice San Paolo aveva pubblicato i suoi primi due, intitolati "L'ultima possibilità" (2011) e "Le vetrine del Paradiso" (2012).

Una scrittrice raffinata, che scriveva al mondo degli adolescenti pensando a gente matura. I suoi protagonisti vivono in mondi al limite, tra famiglie disgregate e aggregazioni pericolose, vicine alla criminalità. Ma come tutti i ragazzi sanno inventarsi delle possibilità, ricorrendo all'intelligenza, alla magia se occorre, sempre alla creatività. Mai si ha, leggendola, l'impressione di avere davanti un'educatrice. Un'infiltrata, se mai, in mondi che doveva conoscere perfettamente, dall'interno. Da qui una senzazione di verità, che la rende rara e preziosa.

Intervistata, tempo fa, aveva detto: "Non me ne andrò mai del tutto. Sono una scrittrice, io." Vero. Ma ogni volta, quando uno scrittore se ne va, perdiamo un pezzo del nostro mondo migliore.

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