Lettera al direttore: Tutino il semplice
di Giorgio Tricarico   

Se una realtà complessa viena compressa in due scatole

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Caro Direttore,
la lettera apparsa sulla Rondine qualche giorno fa (appropriatamente intitolata “Editto bulgaro 2”) mi pare sia un esempio perfetto di un fenomeno tipico dell’essere umano in ogni tempo e luogo: l’incapacità di pensare la complessità. Questa è un’altra amarissima eredità del berlusconismo, anche se non è certo una sua esclusiva, da aggiungere a quelle che descriveva Luigi G. de Anna su L'Italia che verrà..

Rispetto alle critiche che il povero sig. Tutino rivolge alla Rondine, cioè di essere un giornale “di estrazione sinistrorsa”, di “accanirsi contro Berlusconi”, di “infangare l’Italia e gli Italiani”, addirittura di avere giornalisti “pagati dall’Unità”, si potrebbe ribattere facilmente punto per punto (basti proprio l’esempio di De Anna, che spesso scrive articoli, il quale mi pare appartenere a quell’area culturale della destra che si è interrogata a fondo sul senso del primo fascismo e che ne porta avanti una rielaborazione) ma sarebbe tempo sprecato.
Perchè il vero punto da prendere in considerazione è l’operazione di riduzione della complessità che il signor Tutino ha compiuto.
Complesso” etimologicamente ha a che fare con l'idea di “abbracciare”, cioè tenere tra le braccia vari elementi. La complessità è quindi una realtà fatta di molti elementi da tenere insieme tra le braccia, per poterli com-prendere.
Cosa fa invece il Tutino? Riduce la complessità a due sole scatole: una positiva, in cui c’è Berlusconi e “gli italiani laboriosi e seri”, che hanno a cuore l’Italia, l’altra negativa, in cui c’è la “sinistra”, i “comunisti trasformisti riciclati” e gli italiani che disonorano l’Italia. Compiuta questa operazione, tutta la realtà, che sarebbe invece variegata, fatta di moltissimi elementi, complessa, appunto, viene forzatamente messa nelle due sole scatole concettuali di cui si dispone.
Si prefigura una situazione in cui c’è da una parte il “bene”, ciò che è giusto, dall’altra il “male”, ciò che è negativo. Le due realtà non possono avere altro esito che uno scontro: l’amore deve vincere sull’odio, il bene sul male, i libertari/mutandari sui moralisti puritani, il Bunga Bunga sul Bindi Bindi, tanto per citare degli esempi recenti (e ridicoli) di questo pensiero binario semplificato.
La complessità della realtà è ridotta a Milan contro Inter, a uno scontro tra due fazioni.

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La riduzione della complessità a due sole scatole concettuali è tipica del pensiero primitivo, nel senso proprio del pensiero ai suoi albori. Rimanda alla prima distinzione che la coscienza fa, quella tra piacere e dolore, tra soddisfazione di un desiderio e sua frustrazione con cui il neonato inizia a costruire un senso di sé come essere separato da un mondo intorno a lui. Anche i gruppi umani hanno sempre operato una distinzione tra “noi”, gli appartenenti al gruppo, alla tribù, alla comunità, e “loro”, gli altri, i barbari, i nemici.
La semplificazione della complessità serve a operare una prima distinzione nella realtà. Ma spesso è il primo passo per quella che Jung chiamava la “proiezione dell’Ombra”: una volta che si è fatta la distinzione tra “noi” e “loro”, il secondo passo è proiettare su “loro” gli elementi negativi, attribuire all’altro le caratteristiche negative, l’Ombra, appunto.
L’altro così si fa portatore della negatività e questo è il prerequisito per poterlo attaccare e finanche annientare. Il male si può distruggere nell’altro che lo rappresenta.
Questo è uno degli aspetti del meccanismo del “capro espiatorio” perfettamente descritto da René Girard nel libro omonimo.

Gli estremisti di tutti i luoghi e di ogni tipo di culto operano esattamente questa riduzione della complessità, per cui “noi” siamo il bene mentre gli altri sono il “male” e dunque è giusto distruggerli.
Uno dei presidenti più mentecatti che gli Stati Uniti abbiano mai avuto, George W. Bush, all’indomani dell’11 settembre disse eloquentemente “O con noi, o contro di noi”, esemplificando perfettamente la riduzione della complessità a due soli concetti che si escludono a vicenda. Non c’erano posizioni terze, quarte, quinte. Non era possibile essere contro gli U.S.A. e ANCHE contro Al Qaeda.

Il berlusconismo in Italia si fonda costantemente su questa semplificazione della realtà e sulla contrapposizione tra due elementi.
Visto che io stesso ho scritto alcuni articoli per la Rondine, che ritengo un giornale online interessante, aperto e intelligente, mi sento chiamato in causa dalla lettera del Tutino e perciò desidero affermare a chiare lettere che non sono né di destra, né di sinistra.
Non sono nemmeno di centro, se qualcuno avesse una visione del reale fatta di tre scatole e non di due. La metafora politica così pervicacemente italiana di destra-sinistra mi pare misera e troppo bidimensionale per cogliere altre posizioni del reale. Non si può essere forse anche in alto? In basso? In diagonale? Di traverso?

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Voglio dire a Tutino e alle persone che, come lui, dividono il mondo sempre e solo in due fazioni che non mi serve essere di sinistra per vedere che Berlusconi è un personaggio che si sottrae da 20 anni alla giustizia (come disse il suo fedele Confalonieri, nel 1994: se non entriamo in politica andiamo in galera). Non mi serve essere di sinistra per vedere che l’Italia è dominata da un sistema partitico fondato sulla corruzione come prassi, sul favore, sulle cricche, sulla protezione reciproca. Non mi serve essere di sinistra per vedere che il conflitto di interessi è un pericolo per quella che viene chiamata democrazia, così come non mi serve essere di destra per capire che la sinistra ha partecipato e partecipa pienamente dello stesso sistema.
Basta avere un chilo e mezzo di cervello funzionante, avere la capacità di tenere insieme i diversi elementi (la complessità) senza semplificarla, non avere ideali precostituiti da difendere perchè mi forniscono un’identità e si può vedere con chiarezza chi stia davvero infangando l’Italia da anni.
Tutto un sistema politico/economico/mafioso sta infangando l’Italia, dal dopoguerra a oggi, in misura costantemente crescente, fino a giungere con il craxismo prima e con il berlusconismo oggi, al suo massimo fulgore. Ci sono profonde ragioni storiche a riguardo e se ne potrebbe parlare, ma ciò esulerebbe dal senso di questa lettera.

C’è un grandissimo bisogno di saper vedere la complessità e di smetterla di dividere il mondo in due categorie per poter proiettare il negativo e l’Ombra.
Persino sulla Rondine, alcuni articoli che hanno esplorato alcune ombre della Finlandia hanno immediatamente suscitato lo stesso primitivo meccanismo della riduzione a due scatole, per cui si predisponeva automaticamente uno scontro tra chi è “pro-Finlandia” e chi è “contro la Finlandia”.
Sarà mai possibile guardare alle luce e alle ombre della Finlandia o dell’Italia con uno sguardo più articolato, che tiene insieme elementi diversi? Ne guadagneremmo tutti.

Con stima
Giorgio Tricarico

(La Rondine - 11.3.2011)