Lettere al direttore: Il mio primo, magro Natale in Sicilia
di Ritva Toivonen   

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Una lettrice finlandese: anche a Natale bisogna rassegnarsi ad accettare le diversità

Gentile direttore,
mi fa un po' pena l'autore dell'articolo Il mio grosso grasso Natale finlandese. Poverino, con tutte le buone intenzioni, non ha ancora trovato "la via di mezzo" che ogni straniero deve trovare se vuole vivere tranquillo in un paese non suo. Certamente, capitare in una compagnia come questa, non è da tutti! Forza e coraggio per le prossime feste di Natale!

Mi ha fatto venire in mente il mio primo Natale in Italia quasi 40 anni fa, anzi la prima vigilia, che per noi finlandesi è molto importante sia come cibo (leggi: kinkku e i vari sformati!) sia come decorazioni della casa, la musica, le candele ecc.

La mia futura suocera, una brava matrona siciliana, non aveva messo in vista nulla che mi segnalasse che era in arrivo la festa più attesa e importante dell'anno. Verso le sette di sera della vigilia sono arrivati dei parenti per fare gli auguri e ho pensato (non capivo ancora tanto bene l'italiano e ancora meno il dialetto siciliano) che lì per lì la suocera e le mie future cognate avrebbero tirato fuori, come d'incanto, tutto l'occorrente per il cenone preparato in anticipo. Invece, cosa successe? La suocera si rivolse a suo figlio (mio futuro marito) dicendo: Andrea, non ho voglia di preparare niente, vai tu a prendere le pizze? Ero talmente shockata che quella sera ho pianto! Ero giovane ma combattiva. L'indomani mattina ho chiesto, se non avessero proprio nulla per dare un aspetto natalizio alla casa, delle candele, portacandele? Le cognate hanno trovato in fondo ad un armadio un vecchio alberello finto pieno di polvere e qualche pallina colorata, un puntale. Dopo una spolverata doveva andare bene. Mia suocera aveva in un cassetto delle candele color verde acqua che sarebbero servite in caso di un'eventuale interruzione della luce. Da tenere in mano s'intende, senza portacandele. Mi ha permesso di prendere un vassoio che come fondo aveva uno specchio. Ci ho posizionato le candele facendo colare della cera per fissarle.

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Un nastro argentato che era nella scatoletta delle palline colorate, ha trovato la sua funzione di dare un po' di scintille al vassoio delle candele che a sua volta è stato messo a centrotavola a pranzo. Era molto bello e mi ha fatto tornare il buon umore.

Diversi anni dopo, mia suocera mi ha fatto vedere il vassoio con le candele ancora a metà, dicendomi: "Guarda, ce l'ho ancora qui!".
Non abbiamo passato altri Natali in Sicilia, io ho sempre preparato il Natale finlandese (compreso alberello vero con candele vere) e anche questo Natale ho preparato il kinkku come si deve (harmaasuolattu)e varie altre cose, senza disdegnare le prelibatezze italiane che bene si addicono con il kinkku.

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Comunque, anch'io cerco di fare l'addestramento dei finlandesi tutte le volte che ne capita la necessità: l'estate scorsa ho dovuto sgridare una commensale che sul piatto di pasta ha aggiunto l'insalata (portata a tavola per sbaglio troppo presto).

Auguri di Buon Anno a tutti, buongustai e no!

Ritva Toivonen

(La Rondine, 15.1.2011)