Sciamanesimo, riti dell’orso e tradizioni carnevalesche
di Vesa Matteo Piludu   

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Mostre su orsi e sciamani in Italia e Finlandia

Lo sciamanesimo siberiano e finno-ugrico è un universo spirituale affascinante e misterioso, un crogiolo di credenze basato su una relazione paritaria ed equilibrata con l’ambiente naturale e il mondo soprannaturale. Lo sciamano è un individuo dotato di poteri e conoscenze particolari, un saggio in grado di separare la sua anima dal corpo durante i rituali e di trasformarla in uno spirito animale che viaggia in altre dimensioni del cosmo, dove combatte contro spiriti maligni o salva anime dalle grinfie di fantasmi inquieti.

Non tutti possono diventare sciamani, ma solo coloro che sono prescelti dagli spiriti animali e hanno superato un lungo apprendistato per conoscere i canti rituali, il corretto uso degli strumenti musicali e la topografia dell’aldilà. Il tamburo è indispensabile in molti rituali ed è la sede di uno spirito animale. I popoli di lingua turca dell’Asia centrale lo evocavano col seguente canto: “Trasformo il tamburo rotondo, ne faccio un cavallo possente. Trasformo, creo dal tamburo un cavallo veloce, ne faccio una piuma luminosa, un'aurea ala fragorosa” (da Testi dello Sciamanesimo, a cura di Ugo Marazzi, Edizioni Tea, 1990).

Image I riti sono sempre organizzati per risolvere una crisi che riguarda un individuo, una famiglia o l’intero villaggio: la guarigione dei malati, la necessità di procurarsi selvaggina, il superamento di traumi psicologici, il rovesciamento della cattiva sorte in buona fortuna, la necessità di accompagnare le anime dei familiari nell’aldilà. Lo sciamano non è un sacerdote, ma una persona che svolge comuni attività lavorative e svolge i rituali solo su richiesta della propria comunità.

Uno degli spiriti animali più possenti in cui lo sciamano si può trasformare è l’orso, animale in grado di nuotare nel fiume del mondo infero, di raggiungere gli spiriti della foresta o di arrampicarsi sugli alberi sino a raggiungere le sfere celesti. In tutta la fascia circumboreale, l’orso era circondato da grande rispetto: l’intelligenza dell’animale e la capacità di camminare su due zampe ne facevano un “uomo dei boschi”. Quando lo incontravano nel bosco, gli iacuti della siberia cantavano con umiltà: “Signore zio, non ho calpestato il tuo largo cammino, nè io né i miei antenati abbiamo errato durante il tuo lungo cammino. Modera la tua ira! Sono privo di padre e madre, sono cosí sfortunato, sono tanto misero! Se tu volessi ritirarti nel profondo della foresta, come una crepa nel legno se tu volessi allontanarti solo per la larghezza di un piede, allora ti ammorbidiresti come il fegato del gado, diventeresti simile ad una soffice piuma di zibellino” (da Testi dello Sciamanesimo, a cura di Ugo Marazzi, Edizioni Tea, 1990).

La capacità di “morire” in letargo durante l’invento e di “resuscitare” in primavera rendevano l’orso un simbolo di rigenerazione, guarigione e fertilità. Le unghie e le zanne dell’orso erano utilizzate come amuleti per guarire o durante i riti matrimoniali dei popoli finnici e slavi. Quando un orso era cacciato e ucciso, andavano organizzate lunghe e complesse cerimonie per ringaziare gli spiriti silvestri e per assicurare la reincarnazione del defunto nel corpo di un nuovo cucciolo.

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In Europa gli archeologi hanno trovato molte pitture e incisioni rupestri preistoriche dove viene raffigurato l’orso o la caccia all’animale: è la prova dell’importanza dell’animale nel nostro immaginario sacro e artistico da tempi antichissimi. Al nord i riti dell’orso erano svolti sia dai finlandesi che dai sami (lapponi). Entrambi i popoli avevano tradizioni sciamaniche.

In Italia, nel museo Etnografico Luigi Pigorini di Roma, è conservato uno dei più bei tamburi sciamanici sami, dove è dipinta una mitica caccia all’orso che si svolge fra le costellazioni del cielo. Molti popoli nordici consideravano l’Orsa Maggiore la costellazione dove nascevano gli orsi.

ImageI finlandesi intonavano il seguente canto per calmare un orso inferocito: “Dove Ohto (l’orso) fu generato? Zampa di Miele partorito? Là fu Ohto generato, Zampa di Miele partorito! Su per il firmamento, Sulle spalle della Gran Orsa. Come scese sulla terra? Con un filo fu calato, con uno spago argentato, in una culla dorata, a vagabodar pei boschi, a gironzolare al nord!” (canto del bardo Ukko Timonen, 1894).

Lo svedese Olao Magno, nella sua opera Historia de Gentibus Septentrionalibus (1555), ha trattato di molte storie scandinave assai stravaganti sugli orsi. Nel capitolo 25 si racconta di una caccia all’orso dai risultati catastrofici: il cacciatore riuscì ad ad agitare la povera bestia in tal modo che “prese a lanciare bacche dall’ano come chicchi di grandine”.

Nel capitolo 27 Olao narra dell’assurdo conflitto fra l’orso e il riccio: “il riccio è circondato da spine appuntite. Le usa per raccogliere la frutta, che poi va sempre a nascondere nel cavo di un albero. Ha anche l’abitudine di infastidire gli orsi nelle tane con le sue spine, ma quando l’orso attacca il riccio, quello si fa a palla e non può essere acciuffato”.

ImageNel capitolo 30 Olao scrive malizioso sulle origini bestiali della casa reale di Danimarca: “un contadino in Svezia aveva una figlia assai attraente. Un giorno la fanciulla uscì di casa e un orso enorme la rapì. (...) Ben presto l’orso divenne un focoso spasimante, ansioso di congiungersi con la pulzella. (...) La natura permise la nascita di un bambino normale da quella strana unione: ma anche se il bambino aveva aspetto umano, celava il sangue della bestia. (...) Suo figlio fu Ulf, il progenitore di Sven e di tutto il casato reale di Danimarca”. Come i lettori avranno certamente capito, fra svedesi e danesi non corre buon sangue.

La storia dell’unione fra una donna e l’orso e la nascita di un bambino compare, con molte variazioni, nelle tradizioni di tutta Europa. In Lapponia i sami skolt si consideravano orgogliosamente i discendenti dell’orso. Nel folclore dell’Europa meridionale e orientale il risultato dell’unione bestiale è una figura fantastica, l’uomo-orso o l’uomo selvatico, che compare in molti carnevali. Le maschere degli “orsi” (che a volte sono simili all’animale, a volte all’uomo selvatico) sono un ottimo simbolo per a rappresentare la morte dell’inverno (letargo) e ra rinascita primaverile (risvelglio). Gli orsi di carnevale italiani sono quelli di Valdieri, Caponara, Saponara, Castelnuovo al Volturno, Cortemilia.

ImageNel carnevale sardo di Fonni l’orso, S’Urhtu, aggredisce tutto ciò che incontra sul suo cammino, si arrampica sugli alberi o i balconi, e si avventa soprattutto sulle ragazze nelle vicinanze. Spesso l’uomo orso è accompagnato da un fratello caprone e da altre figure demoniache. Nei carnevali sloveni gli orsi incarnano la natura indomita e sono accompagnati dai kurenti, maschere terrifiche dalla pelle di capra e da Rabolj, il demone invernale.

Il carnevale friulano di Sauris ha maschere assai simili: Rölar è una figura magica e demoniaca, con la faccia annerita dalla fuligine, proprio come l’Urthu sardo; Il Kheirar, il Re delle Maschere, ha una maschera in legno e i vestiti laceri, come gli orsi carnevaleschi di molte tradizioni alpine e balcaniche.

La mostra Miti, sciamani, orsi e animali sacri nel grande nord, un evento del festival Finlandia, è visitabile al Museo Nazionale di Archeologia di Cividale del Friuli (Udine) sino al 16 gennaio 2010. Il pubblico potrà immergersi nell’affascinante mondo degli sciamani siberiani e scandinavi e ammirare i loro costumi, i tamburi, gli strumenti musicali e altri oggetti rituali.

ImageGli oggetti in mostra sono tutti appartenuti a celebri sciamani o sciamane, e sono stati collezionati dal noto docente dell’Istituto di Cultura Nordica e dell'Università di Lapponia Juha Pentikäinen nel corso delle sue numerose spedizioni fra le popolazioni nanai nella Siberia orientale e khanti e mansi nella Siberia occidentale.

Sabato 15 gennaio alle ore 16,30 il professore Pentikäinen terrà al Museo una conferenza ricca di foto e filmati, nonché una visita guidata alla mostra che permetterà ai visitatori di comprendere un universo spirituale sconosciuto e misterioso, che renderà evidente quanto sia importante il rapporto con la natura nelle culture del settentrione asiatico, europeo e americano.
Una mostra sulle tradizioni dell'orso c'è anche in Finlandia, al Museo Vapriikki di Tampere:
Karhun vuosi, chiude il 9 gennaio.

(La Rondine - 26.12.2010)