Risto Ranta International: Il Forno, Kuwait City
di Risto Ranta   

Image

Ristorante Il Forno
Hotel Marriott Courtyard
Dasman Area, Kuwait City, Kuwait

Risto Ranta International ritorna in Kuwait, questa volta all’ottimo Hotel Marriott Courtyard, situato a poche centinaia di metri dalle iconiche Kuwait Towers, le tre torri simbolo del piccolo stato arabo che si trova tra l’Arabia Saudita e l’Iraq. Il ristorante Il Forno ha un’ottima reputazione in Kuwait, e siamo venuti a verificare che le voci che circolano siano fondate.

L’albergo, composto da due torri bianche, è adiacente al centro commerciale Arraya, che ospita quasi tutte le marche di lusso conosciute in Europa. In cima a una delle due torri si trova una piscina, che dà ai nuotatori sicuramente il panorama migliore di Kuwait City. Il ricevimento si trova al secondo piano, una disposizione un po’ inusuale ma efficace dal punto di vista della sicurezza.

Di fronte all’albergo si scaglia la struttura del grattacielo Al Hamra, che con i suoi 78 piani diventerà, una volta completato, il più alto del Kuwait e uno dei maggiori di tutto il Medio Oriente. Accanto all’enorme cantiere si trova ancora il piccolo edificio che ospita Mughal Mahal, rinomato per essere uno dei migliori ristoranti indiani della zona.

Passato il controllo di sicurezza, entriamo nella lobby e ci dirigiamo verso il ristorante, dove abbiamo prenotato per una domenica all’ora di pranzo. Bisogna ricordare che il Kuwait osserva la settimana islamica, e quindi la domenica è un giorno lavorativo. Il ristorante è semivuoto, solo due tavoli oltre al nostro sono occupati. Il gentile cameriere filippino ci chiede se preferiamo un tavolo con vista, offerta che prontamente accettiamo (bonus).

Guida al punteggio

I locali vengono classificati come segue:
- Cucina: da 1 a 30, dove 18 è considerato appena sufficiente (come negli esami universitari).
- Cantina: da 1 a 10, valutando sia l’ampiezza della scelta sia la qualità delle bottiglie
- Servizio: da 1 a 10. Velocità ed efficienza in primis, ma anche cortesia e simpatia.
- Prezzo: da 1 a 10. Rapportato alla qualità.
- Bonus: dato per particolari amenità o piacevolezze.

Il totale del punteggio è espresso in sessantesimi, proprio come al diploma di maturità. Quindi 36 denoterà un locale nel complesso appena sufficiente, 48 un buon locale e 60 l’eccellenza (la troveremo mai?)

Cucina: 25
Cantina: 7
Servizio: 8
Prezzo: 7
Bonus: 3

Totale: 50

Image

L’arredo del ristorante è molto sobrio, con legno scuro e tovaglie bianche, e questo ci piace molto, vista l’abbondanza di tovaglie a scacchi rossi e bianchi in molti dei ristoranti cosiddetti italiani della regione. Il menù è molto esteso, e scritto senza errori di stampa. Si possono ordinare pizze, che verranno cotte nel bellissimo forno a legna, che dà il nome al ristorante e merita un bonus.

La selezione di antipasti è buona e a tratti originale: oltre ai soliti caprese e bruschetta troviamo delle idee originali, come il carpaccio di coregone al pepe rosso, che gustiamo con piacere. Anche le insalate sono valide, la verdura è molto fresca e i condimenti azzeccati. Ci piace il vassoio con pane, salse assortite, olio extravergine e aceto balsamico di Modena che troviamo sul tavolo già al nostro arrivo.

Ci dirigiamo poi su un primo piatto: gli spaghetti allo scoglio, fatti al cartoccio con pomodorini. Anche se non approviamo la scelta dell’aragosta tra i frutti di mare, la preparazione è veramente valida, e il prodotto di indubbia qualità (il pescato in Kuwait è disponibile in varietà impressionante).

Continuiamo con un dolce, la panna cotta ai frutti di bosco, che, nonostante la presentazione di gran classe, ci lascia abbastanza poco impressionati. Sembra che sia stata tolta dal congelatore un minuto prima, e i frutti di bosco sovrastano il sapore della panna in maniera troppo distinta.

Concludiamo con un caffè alla napoletana, fatto cioè con la moka tradizionale. Sinceramente, ci siamo quasi commossi vedendo la buona vecchia caffettiera del nonno Pasquale. Il caffè è valido, anche se non siamo sicuri che valga il prezzo astronomico (3 dinari, cioè quasi 8 euro).

Come sempre in Kuwait, il discorso bevande è ristretto a cocktail analcolici, acqua e succhi di frutta. Ci attrae l’assortimento di acque italiane (Panna e San Pellegrino), che fa meritare alla cantina un punto in più del solito sei politico.

Il servizio è cortese e celere, anche se i due camerieri tendono a sparire un po’ troppo spesso, e questo non va bene in un ristorante semivuoto. Infine il conto, salato ma tutto sommato all’altezza del modo in cui abbiamo mangiato.

Il ristorante Il Forno si posiziona sicuramente tra i migliori del Medio Oriente, e il cuoco tunisino Wissam deve solo affinare qualche dettaglio per portarlo a livelli di eccellenza.

Copyright 2010, Risto Ranta International