Normale sarà lei!
di Stefano Alberico e Nicola Rainò   

Image

Il mondo "supernormale" dei fumetti di Marko Turunen

Il mondo dei comics trova in Finlandia un terreno fertile, per la presenza di scuole, accademie e festival che sanno valorizzare giovani artisti i quali in questo campo trovano modo di esprimere idee nuove. È il caso di Marko Turunen, che abbiamo intervistato dopo il festival del fumetto 2008 di Helsinki.

[ La video intervista ]

Qualche anno fa avevamo intervistato a Radio Fo un gruppo di artisti bolognesi raccolti intorno all’editrice Canicola, e in quell’occasione avevamo fatto conoscenza con Amanda Vähämäki, giovane del 1981 di Tampere che dopo aver studiato all’Accademia di Bologna si era aggregata ai canicolari. Image

Ne era nato un volume, “Campo di Babà”, del 2006, su cui aveva meditato il nostro Giacomo Bottà. Quel libro, scriveva Bottà, “è anche una cosmogonia dell’infanzia: orsi che guidano la macchina, paperino, vecchie emiliane strabiche, dinosauri, grassoni sudati e cani che si lamentano.” I suoi personaggi è “come se fossero lì per la prima volta, come se tutto stesse succedendo per la prima volta”.
Lo stesso sentimento di un evento primordiale si avverte davanti ai disegni di Turunen, ma con un tono diverso. Mentre la Vähämäki utilizza un disegno dai tratti realistici ma “straniato” per storie dal contenuto onirico, in Turunen la realtà è abolita per principio. Quella, ci dice, appartiene alla fotografia. Lui non ci prova nemmeno a distorcerla, ma ci butta a capofitto in un mondo abitato da alieni usciti da metarealtà come i fumetti e i cartoni degli anni ottanta mixati con sagome dei comics televisivi e i videogiochi odierni. Una volta entrati nella sua dimensione, si abbandona ogni regola di causa ed effetto, gravità e prospettiva, normale per così dire, per entrare in una dimensione “supernormale”.

ImageNon è il futuro, quello che presenta Turunen, perché i suoi alieni con occhi da marziano vengono confinati in un paesaggio arcaico, spesso di rovine, dove l’unico appuntamento possibile è quello con la morte. Presagi, più che storie, come in certe tavole medievali. Bosch più che Warhol. Si pensi all’uso dei colori, alla loro invadenza, quando sovente si fanno essi stessi disegno e racconto. Leggerlo, guardarlo, è una scommessa. Dopo, tutto sembra diverso.

Marko Turunen è un giovane (ma è ancora giovane uno del 1973?) artista di Lahti, formatosi all’Accademia di Turku, che si è fatto conoscere nel 1998 pubblicando due riviste, che si chiamavano “Super” e “Normal”: nell’una comparivano supereroi, nell’altra personaggi privi di poteri. Insieme con Annemari Hietanen dirige una piccola casa editrice, Daada. Ha avuto vari riconoscimenti internazionali.
In Italia, per le edizioni Canicola, è uscito La morte alle calcagna, nel 2007.


Volumi pubblicati e loro traduzioni in altre lingue:

- Ufoja Lahdessa 1/4, Daada 2008
- Supernormal, Daada 2008
- Lihat puntarissa, Daada/Kreegah Bundolo 2007
- La Morte Alle Calcagna (Kuolema kulkee kintereillä), Canicola 2007
- L´Amour au Dernier Regard (Rakkautta viimeisellä silmäyksellä), nuova edizione, Fremok 2006
- Base (Pohja), Fremok 2005
- La Mort Rôde ici (Kuolema kulkee kintereillä), Fremok 2005
- Kuolema kulkee kintereillä, Daada 2004,
- Basis (Pohja), Edition Moderne 2004,
- Pohja, Johnny Kniga Kustannus 2003,
- L´Amour au Dernier Regard (Rakkautta viimeisellä silmäyksellä), Fremok 2003
- Tiskipäiväkirja (Super nro 4), Daada 2002
- Rakkautta viimeisellä silmäyksellä (Super nro 6), Ubu 2000