"The Voice of Finland": un'altra star italiana
di Giacomo Bottà   

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Intervista con Andrea Brosio. Sulla strada della vittoria?

Questa cosa ci sta sfuggendo di mano. Per anni la Finlandia ha avuto un’immagine stereotipata e antiquata dell’Italia. Un paese di mammoni, con la pizza in una mano e un mandolino nell’altra, sempre in odore di mafia, anche se magari bolzanini, sempre pronti a gesticolare e ad accennare qualche aria d’opera, o a costruire presepi, sempre alla disperata ricerca della donna nordica, bionda ed emancipata.

Sono passati quarant’anni da quando il tabloid popolare Iltasanomat titolava in prima pagina ‘Erityiskarvainen italialaisrakastaja sai suomalaisnaisen kavaltamaan 150000 markkaa’ (Amante Italiano Iperpeloso scrocca 150000 marchi a una donna, 7 Gennaio 1976), come se si fosse trattato di un animale. Tutto questo fino a qualche tempo fa, dicevamo.

Oggi il talento italiano in Finlandia è riconosciuto e rispettato, ci sono donne e uomini italiani in posizioni importanti nella società finlandese, nella ricerca e nell'impresa, e ci sono talenti che si fanno valere in molti campi. Uno dei quali è la musica rock, specialmente nella versione più dura. Per il terzo anno consecutivo un italiano rockettaro coi capelli lunghi si qualifica per The Voice of Finland. Dopo Luca Sturniolo (intervistato sulla Rondine ) e Paolo Ribaldini (qui l'intervista ), adesso è il turno di Andrea Brosio.

Come Luca, nel team di Michael Monroe (mentre Paolo aveva scelto Tarja Turunen), Andrea sembra avere le doti per arrivare alla finale. Il consiglio de La Rondine è seguire il programma (in onda su Nelonen ogni venerdì alle 20:00) ormai alle semifinali e VOTARLO QUI.

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Naturalmente non ce lo siamo fatti scappare e Andrea si è sottoposto volentieri alla nostra classica intervista:

Come sei finito in Finlandia, dove hai abitato, come ti trovi, cosa ti piace di qui?
Nel 2006 sono arrivato a Savonlinna tramite un progetto-scambio della durata di due mesi. Subito dopo il liceo, contavo di tornare da questa gita finlandese, e trasferirmi in seguito in campagna, a fare il contadino o qualcosa del genere.. Non è andata proprio così, perché poco dopo sono tornato in Finlandia, per rimanerci. Ora è dieci anni che sono qua, anche se il mio livello di conoscenza del finlandese è ancora discutibile... Ho vissuto praticamente quasi tutto il tempo a Jyväskylä, a parte i 6 mesi iniziali a Savonlinna. Non ho mai vissuto a Helsinki, dove prima o poi sembra ci vadano quasi tutti i musicisti... Potrebbe essere quasi ora anche per me.

Raccontaci invece un po’ la tua biografia musicale, come hai cominciato, con chi hai suonato, come ti identifichi musicalmente?
Ho iniziato come chitarrista in una cover band locale. Ci chiamavamo gli Stormrocks, e suonavamo Deep Purple, AcDc, etc... Lì ho iniziato a cantare qualche “coretto”, anche se è solo dopo il mio arrivo in Finlandia che ho iniziato a pensare effettivamente di poter diventare un cantante. Dopo due anni che ero a Jyväskylä, mi chiesi cosa avrei voluto fare in questo paese: notai che c’erano dei test d’ingresso per il conservatorio... Da lì è iniziato tutto.

Ti senti più un chitarrista o un cantante?
Totalmente cantante. Non ho la disciplina necessaria per essere un chitarrista.

Come sta andando The Voice? come sei stato selezionato, perché hai deciso di entrare nel team di Monroe? come è Monroe di persona? cosa ti ha dato questa esperienza? sei anche finito sul palco del Nosturi con la sua band, come è stata quell’esperienza?

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La scorsa primavera mi trovavo a Copenhagen per un paio di mesi, e Michael Monroe aveva un concerto in programma proprio lì.. Ne rimasi folgorato. Michael ha un’energia incredibile, il palco è veramente “casa sua”. Pochi come lui. Penso a Steven Tyler, ma non mi viene in mente nessun altro. In ogni caso, è proprio in quell’occasione che decisi di provare ad entrare a The Voice. Chiaramente, nel team di Michael... È veramente una persona squisita, ci ha presi letteralmente sotto la sua ala, ed è sempre disponibile a darci consigli. Michael è così come lo vedi, non ti manda a dire niente, ed apprezzo molto il suo modo d’essere. Cantare con lui e la sua band ad Helsinki è stato una specie di battesimo del Rock. Dead Jail and Rock n’ Roll, il brano che abbiamo duettato a Nosturi e ad Ihku, è originariamente cantata con Axl Rose. I Guns N’ Roses sono il gruppo che mi ha iniziato alla musica fin da tenera età, puoi quindi immaginare come mi sia sentito... Se dovessi riuscire ad andare in finale, probabilmente quello sarebbe il pezzo che potremmo fare. Chissà.

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Sei il terzo italiano lungocrinito (n.d.a. Noi de La Rondine abbiamo quasi tutti seri problemi di alopecia, quindi questa domanda è anche dettata da pura invidia) e rockettaro che partecipa a The Voice dopo Paolo e Luca, come te lo spieghi? È perché la Finlandia attrae molti appassionati di hard rock / metal etc.? `È perché siamo il paese del bel canto? Qual è la differenza tra essere un rocker qui e in Italia?
Secondo la mia esperienza e il mio vissuto, in Finlandia la musica rock è di casa, in Italia è un po’ un ospite.. Fare la scelta di trasferirmi qui non è stato difficile. Live-music dappertutto, capelloni in abbondanza, bar Hevi-karaoke... Mi sono sentito subito a casa. Ricordo che all’epoca in Italia non c’erano radio di musica rock. In Finlandia, più di una! Una delle prime volte, mentre stavo guidando, accesi la radio mentre passavano Civil War dei Guns n’ Roses: un delirio... la urlai fino alla fine... ero in estasi.
L’essere il terzo italiano rockettaro a The Voice of Finland direi che è un caso divertente.

Pur avendo tutti e tre capelli lunghi ed essendo appassionati di rock, avete anche delle grandi differenze: Paolo è un accademico e fan del metal classico anni ottanta, Luca è un rocker anni settanta, che ha fatto un disco influenzato dalla psichedelia inglese, dal prog italiano e dalla west-coast, tu invece mi sembri più vicino ai novanta e primi 2000, quindi grunge e un certo tipo di nuovo folk americano, cosa ne pensi?
Il gruppo che mi ha avvicinato alla musica sono i Guns N’ Roses, prima alla chitarra con Slash, e poi al canto, con Axl. Adoro i Deep Purple, ma anche i Muse... È difficile dire.

Quali progetti hai in ballo al momento? quando possiamo vederti dal vivo?
Ho due gruppi rock di musica propria. L’album debutto dei The Scions uscirà a breve, mentre Grey Heron è in programma di far uscire altri 4 pezzi, oltre i 3 già pubblicati, quindi, praticamente un album. Ho anche già materiale per il mio secondo disco acustico da solista. Un bel po’ di roba in ballo... È difficile però capire come cambieranno le cose, dopo The Voice. Non vedo fattibile il continuare a seguire tutti i miei progetti, dovrò fare delle scelte. Oppure, rivoluzionerò tutto. In ogni caso, conto di iniziare un piccolo tour dopo il programma TV appena possibile. Con che band sarà, quello è ancora da vedere.

Sei anche un poeta: quali differenze ci sono tra una poesia e il testo di una canzone? come decidi cosa diventerà una poesia e cosa una canzone?
Solitamente non scrivo mai un testo di una canzone senza una melodia. Ultimamente ho fatto degli esperimenti a riguardo, ottenendo buoni risultati. La poesia è più ispirata e libera, il testo è troppo legato al brano.

La pagina Facebook di Andrea: https://www.facebook.com/andreabrosio/

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(La Rondine – 8.4.2017)