Il nuovo numero di “Settentrione”
di Nicola Rainò   

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Miscellanea in onore dei 70 anni di Luigi G. de Anna

E’ uscito il nuovo numero di Settentrione (n. 28, 2016), la rivista di studi italo-finlandesi che da quasi tre decenni stimola e raccoglie le ricerche relative ai rapporti culturali tra l’Italia e la Finlandia. Nata con questo scopo, Settentrione negli ultimi anni ha ampliato i propri orizzonti, e non solo al Nord in generale. Oramai spazia anche verso altri punti cardinali. E questo numero ne è la conferma definitiva.

La varietà dei temi è comunque dovuto, nel caso specifico, ad un’occasione ben precisa: i 70 anni di Luigi G. de Anna, fondatore e redattore della Rivista insieme a Lauri Lindgren. Non sarà necessario presentare Luigi ai lettori della Rondine, per la quale tiene da anni la rubrica “Dai confini dell’impero”, basterà dire che fino a due anni fa era il titolare della cattedra di lingua italiana presso l’università di Turku, la prima, e purtroppo anche l’ultima cattedra di italiano in Finlandia. A causa infatti dei tagli imposti da questo improvvido governo, non è stato nominato un successore, pur restando all’università di Turku il corso di laurea in italiano.

Questo numero di Settentrione porta quindi la dizione di Miscellanea in onore dei 70 anni di Luigi G. de Anna ed è stata curata da Antonio D. Sciacovelli e Paula Viljanen-Belkasseh (i due attuali docenti del Dipartimento di italiano). Lavoro certamente non modesto il loro, infatti il volume si compone di ben 350 pagine, in cui sono raccolti trentadue contributi. Due sono gli aspetti che più ci colpiscono in questa Miscellanea tutt’altro che tradizionale: l’apparato iconografico e il taglio “amichevole”, che però non diventa autocelebrativo come ad esempio nella Miscellanea in onore di Rolando Pieraccini, altro Grand Old Man della cultura italiana in Finlandia. Sono due modi per uscire dalla rigidità accademica e per entrare nel mondo, piuttosto variegato, degli interessi culturali del celebrando. In altre parole: sono stati invitati, come per tradizione, i colleghi vicini a Luigi, ma sulla base di un criterio di vicinanza che è o “ideologica” (come chiaramente si comprende dai saggi di Franco Cardini e Marco Tarchi) o “tematica”. Praticamente la totalità dei contributi ha un legame con gli interessi passati, presenti e perfino futuri (per un settantenne!) di de Anna. Ma non è semplicemente la raccolta di orticelli ben curati, ma una carrellata sui temi dei quali il festeggiato si è occupato.

Questi sono divisi in sezioni. Dal Baltico all’Italia raccoglie argomenti storici che spaziano dalle crociate baltiche al terrorismo; e quindi uscimmo tratta di letteratura; sui sentieri dei Cavalieri di storia degli ordini cavallereschi; finestra ad Oriente di argomenti afferenti al Sud-est asiatico e navigare necesse est la storia odeporica. Queste sezioni sono accompagnate da fotografie di ambiente asiatico, dal Giappone al Tibet, alla Thailandia, in parte scattate dallo stesso de Anna o da collaboratori alla Miscellanea. Lo stesso de Anna presenta il volume col testo del discorso che tenne il 14 maggio del 2014 in occasione del suo addio all’università come professore ordinario. Discorso, anche questo, molto al di fuori della tradizione accademica.

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The rest has to be lived racconta della passione del professore per la Finlandia, nata nel lontanissimo 1969, continuata per decenni, alla quale oggi si aggiunge, come si accenna appunto nel titolo, quella del professore emerito per il paese del suo otium pensionistico, la Thailandia, i cui banani fanno da sfondo alla foto in seconda di copertina del Settantenne diventato (improbabile, conoscendolo) agricoltore.

Ma passiamo, seppur in sintesi, ai contributi. Il volume si apre col doveroso saluto di Marcello Matera, direttore dell’Istituto italiano di cultura di Helsinki. Doveroso perché per anni de Anna è stato collaboratore e punto di riferimento fondamentale dell’Istituto non solo a Turku, ma nell’intera Finlandia. Un po’ “ingessato”, considerato il taglio della Miscellanea, lo stile un po’ troppo “ufficiale” (ma evidentemente alius non datur: la stessa formula troviamo anche nel saluto del Catalogo della mostra "Renessanssi.Nyt" da noi recensita). Molto più personale, e non poteva essere diversamente, è invece il saluto di Danilo Gheno (“Dio, aiuto!”), già professore presso il Dipartimento di italiano di Turku, che ricorda, altra sorpresa, non il settantenne, ma il figliolo infante di cui lui e la famiglia si presero cura nella seconda metà degli anni Ottanta. Si torna sui binari dell’Accademia col saggio di Stefano Andres su Dioniso e le Amazzoni, in cui Andres, il maggiore studioso italiano di storia amazzonica, allarga l’orizzonte della sua ricerca al rapporto tra le donne guerriere e la divinità greca.

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Un omaggio alla cittadina natale di Luigi è quello di Luigi Michele de Palma, L’obituario trecentesco della Cattedrale di Giovinazzo, esame filologico e storico di un importante documento che per molto tempo era andato perduto. Un altro collaboratore ben noto ai lettori della Rivista Settentrione è il pratese Piero Bugiani (Le crociate baltiche e la Cronaca rimata della Livonia) che espone la visione della crociata come enucleata nella Livländischen Reimchronik da lui tradotta in italiano. Un balzo nel contemporaneo lo compiamo con Nicola Guerra, La Strage di Bologna nel contesto storico della Guerra Fredda, che, e siamo sicuri che la sua ipotesi potrà suscitare profondo interesse, attribuisce la responsabilità del tragico evento a chi intese destabilizzare l’Italia nel contesto più ampio del conflitto in Medio Oriente. Marco Tarchi, uno dei più autorevoli politologi italiani, chiarisce la distinzione che intercorre tra i due opposti movimenti politici in Destra e sinistra. Due concetti sospesi fra essenze, tipi ideali e convenzioni.

La sezione dedicata alla letteratura si apre con un saggio-fiume (38 pagine! a dimostrazione della libertà che la Rivista concede ai propri collaboratori, in un mondo editoriale che oramai rigidamente limita a 10 il numero massimo di pagine di un articolo) di Cristina Wis, Dalla Selva oscura alla Luce Eterna, in cui la docente di finlandese all’Orientale di Napoli amplia il tema già trattato in precedenza delle fonti nordiche cui attinse Dante Alighieri nella Divina Commedia. Una tesi questa che apre nuovi orizzonti nella ricerca dantesca. Franco Brevini, studioso di letteratura dialettale, esamina il ruolo che nella prima guerra mondiale ebbe la poesia popolare, in particolare quella che portò a scrivere testi di canzoni divenute popolari (La poesia in dialetto e la grande Guerra). Gianandrea de Antonellis tratta di Kaj Munk, un intellettuale danese, drammaturgo e pastore luterano, imprigionato dai tedeschi durante la seconda guerra mondiale, pur essendo stato inizialmente ammiratore di Hitler e Mussolini (Kaj Munk: un martire dei nostri tempi).

ImageNeri Capponi apre la sezione dedicata alla Cavalleria, uno dei più recenti campi di studio di de Anna. Il suo Johannite spiritualism tratta del messaggio che oggi trasmette il prestigioso Ordine di Malta, fedele all’antica tradizione di spiritualità che lo ha animato fin dalla fondazione. Il tema melitense viene esaminato anche da Nicola Roberto Lerario, che mette a fuoco la sovranità dell’Ordine, presupposto tornato di attualità in seguito a recenti polemiche che lo hanno contrapposto al Vaticano (Humanitarian diplomacy: the sovereignity of the Order of Malta). Robert Paul mette invece in evidenza il ruolo svolto dall’Ordine di Malta nel campo dell’assistenza medica, opera svolta in armonia con la tradizione dell’arte medica (Ilnness over Time).

Su due differenti piani si muove il contributo del noto medievista fiorentino Franco Cardini (La storia, il mito e la storia del mito); il primo riguarda i ricordi giovanili che lo legano a Luigi de Anna, il secondo la storia del Templarismo in epoca moderna.

Il filo conduttore non è evidente, ma probabilmente va cercato nel gusto di ambedue per la cavalleria “esoterica”. Andrew Martin Garvey (The International Commission for Orders of Chivalry; ICOC) presenta ai lettori la più importante istituzione “di controllo” nel campo degli ordini cavallereschi, quella che in passato era conosciuta come Commissione di Edinburgo, oggi trasformata in un autorevole consesso di esperti che valutano la legalità e la legittimità delle associazioni che si rifanno alla cavalleria, Commissione in cui de Anna svolge l’incarico di esperto per la Finlandia. Il presidente dell’ICOC, Pier Felice degli Uberti, illustra un tema molto interessante per chi si occupa di araldica, e cioè in quali paesi e tramite quali organismi un nuovo blasone familiare può essere registrato ufficialmente.

La sezione dedicata all’Oriente si apre con il saggio di Francesco Surdich in cui vengono presentati brani dell’inedito diario del medico di bordo di una nave della Compagnia Rubattino, Antonio Bottoni, che per prima nel 1875 cercò di aprire una linea di navigazione con Singapore (Il primo tentativo della Compagnia Rubattino di aprire una linea di navigazione con la Malesia). E alla Malesia ci rimanda anche Felice Pozzo con il suo illuminante scritto su Emilio Salgari e l’estremo Oriente, che mette in particolare evidenza la componente anticolonialista del grande scrittore veronese. Sempre in queste acque (letteralmente) si muove Marco Barsacchi con la sua analisi dell’elemento biografico nei romanzi di Joseph Conrad (Ascoltando Marlow), con particolare riferimento ai personaggi che compaiono nei racconti “orientali”.

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All’ultimo libro di de Anna (Tiziano Terzani e la guerra del Vietnam, Turku 2016) si ricollega questo La Francia e la guerra del Vietnam di Nicola Neri, nel quale il docente di polemologia dell’università di Bari analizza la posizione assunta in particolare da Charles de Gaulle a proposito del conflitto che divampò in Indocina negli anni Sessanta. Unico testo in lingua finlandese è quello di Joel Kuortti, Maailmankaupan lolitat: Etnisyys, sukupuoli ja sisäistetty talous (Le lolite del commercio mondiale: etnicità, sesso ed economia interna). Si tratta di un saggio che affronta il tema della narrativa femminile in relazione all’economia del villaggio globale. E’ un interessante intervento “maschile” in un campo divenuto di escluso dominio dei women studies. Volete imparare la lingua thailandese? Ingporn Chithum, che la insegna nelle scuole e negli istituti serali di Turku, ve ne illustra le caratteristiche (Insegnare la lingua e la cultura thailandese in Finlandia), accompagnando l’insegnamento a preziose nozioni su alcuni aspetti della cultura e società thai che vi aiuteranno a non compiere gaffes quando visitate il paese.

La sezione “viaggi” si apre con il fondamentale studio di Piero Gualtierotti sull’iconografia acerbiana (Il ritratto di Giuseppe Acerbi); un contributo che ci conduce tra i vari ritratti del viaggiatore mantovano, da quelli giovanili a quelli della maturità, la cui diversità ci fa veramente meditare sul concetto che siamo “uno, nessuno e centomila” a seconda di chi ci rappresenta. Lauri Lindgren esamina la figura di Pehr Kalm come viaggiatore e non solo come botanico (Il viaggio di Pehr Kalm in Nordamerica) seguendo quanto ne ha scritto recentemente Rosemarie Tsubaki, sia in italiano sia in finlandese. Stefano Benazzo ci porta invece dall’altro capo del continente americano, col suo Del mare e dei destini: relitti di navi sulle coste del mondo; Benazzo, scultore, fotografo, modellista e scrittore dedica infatti buona parte del suo tempo alla ricerca di relitti di navi; quelli di cui tratta nel presente articolo sono stati soprattutto individuati nella Georgia del Sud, a poca distanza dall’Antartide. Un autore poco noto agli studiosi di cose nordiche è Giovanni Domenico Negrini, che nel 1583 relaziona al suo committente veneziano sul regno di Svezia (Le disavventure svedesi di Giovanni Domenico Negrini), un testo analizzato da Alessandra Orlandini Carcreff, che completa quello già noto di Alessandro Guagnini, altro descrittore della Svezia del XVI secolo. Lo studio dell’odeporica femminile è la specialità di Rosella Perugi, che nel suo contributo esamina quanto del Nord scrissero Elisa Cappelli, Giulia Kapp Salvini e Maria Savi Lopez (Quando le italiane arrivarono al Nord), una ricerca originale che rientra nel repertorio “classico” proprio di Settentrione. Un altro viaggiatore da scoprire in relazione alla Finlandia è l’ungherese István Rácz, il cui rapporto con la Finlandia e l’Italia è illustrato da Antonio Sciacovelli, l’attuale responsabile del Dipartimento di italiano dell’università di Turku.

Il volume si chiude con una sintesi di Paula Viljanen-Belkasseh delle diciotto monografie pubblicate da Luigi de Anna (Le sudate carte), che confermano la vastità degli interessi culturali del Nostro che spazia, sempre in maniera scientificamente impeccabile, su argomenti anche molto diversi tra loro. Pauliina de Anna, per anni “colonna” del Dipartimento di italiano di Turku, sintetizza invece il variegato curriculum vitae del festeggiato (Lupus in fabula). Ultima sezione è il Gratias ago che Luigi de Anna dedica ai collaboratori di questa ricchissima Miscellanea; un omaggio a sua volta del festeggiato ai suoi festeggiatori totalmente al di fuori dalla tradizione accademica. Come de Anna ha del resto sempre voluto essere.

(La Rondine - 28.1.2017)