Psycho-matka a Tropea
di Francesco Benedetti   
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Un albergo da incubo per un gruppo di finlandesi in vacanza in Calabria
 
 
Gentile Direttore,
 
vorrei fare partecipe Lei personalmente, ma anche i lettori della Rondine di un fatto spiacevole accadutomi a fine maggio a Tropea, noto centro della Calabria. Il programma di uno dei tanti viaggi che da tempo organizzo per turisti finlandesi, per far loro conoscere e toccare con mano il bello e il buono ancora rimasti in Italia, prevedeva a maggio un soggiorno di due notti a Isola Capo Rizzuto e tre notti a Tropea. Le prime due notti siamo stati benissimo, in una cornice naturale quasi tropicale. Lo stesso dicasi per Tropea, bellissima, antica cittadina arroccata sul Mar Tirreno, solo che la disavventura accadutaci difficilmente riusciremo a cancellarla dalla mente.
L'albergo che avevo prenotato, una struttura a quattro stelle, si è in realtà rivelata una struttura da incubo, incredibilmente dotata di licenza da autorità che dovrebbero invece controllare con maggiore severità gli esercizi alberghieri, soprattutto nelle località di fama internazionale.
Ho fatto partecipe della nostra brutta avventura le autorità in Calabria, l'assessorato al turismo della regione, la provincia di Vibo Valentia, il sindaco di Tropea, la Pro-loco, la guardia di finanza, i carabinieri, i vigili del fuoco e la ASL di Tropea, l'ambasciata d'Italia ad Helsinki, ho scritto al Giornale di Calabria: vuol sapere con che risultato? nessuno mi ha risposto, nessuno ha promesso di prendere provvedimenti, tutto messo a tacere, facciamo finta di non aver ricevuto alcun reclamo, si continua come prima, continuiamo a fregare i turisti, continuiamo a spellarli, abbiam sempre fatto così e guai a cambiare!
Qui di seguito vi elenco cosa ci ha atterrito e scioccato: questo elenco andrà anche alle autorità ed agli indirizzi citati sopra.
 
Arriviamo in hotel e già il fatto di non vedere in nessuna parte la scritta con il nome dello stesso ci mette in allarme.
Giungiamo a quella che generosamente si fa chiamare ”reception”, un banchetto sistemato alla meglio lungo il corridoio, ad accoglierci un tipo assai scontroso, seccato, stressato e poco propenso al sorriso, vestito in jeans e t-shirt rossa: niente in contrario ad un abbigliamento del genere, ma una volta (e fortunatamente ancora in tanti posti) un albergo a 4 stelle, o a 3, imponeva un certo decoro anche nell'abbigliamento del personale, soprattutto per quello preposto al ricevimento.
Arriviamo alla assegnazione delle camere: con orrore ci rendiamo conto che gran parte delle nostre camere sono nel seminterrato, o scantinato o cantina che chiamar si voglia.
Dobbiamo tirarci dietro le nostre valigie su insicure scale di metallo, viscide per la pioggia, scalini, gradini e difficoltà di ogni genere. Qualcuno di noi è anche di una certa età e questa ulteriore fatica non è certo piacevole.
 
Da appartamenti soprastanti la struttura qualcuno ha messo a stendere la biancheria, e l'acqua che ne cola giù ci piove sulla testa.
Quando entriamo nelle stanze, basse e buie, in tutte ci accoglie una disgustosa puzza di muffa, qualche stanza un po' di meno, in qualche stanza l'odore è così forte ed insopportabile che qualcuno di noi chiede di cambiare camera. Il risultato non migliora, perchè quell'odore è dappertutto, unito ad un tanfo di chiuso e stantìo. Diverse camere sono sotto il livello della strada, trafficata e rumorosa, le infiltrazioni di acqua hanno via facile lungo le pareti. Una coppia cambia tre volte la camera. Alla fine bene o male ci sistemiamo.
 
ImageMa non c'è solo l'odore di muffa: nella stanza assegnata a me c'è l'intonaco scrostato, conseguente ad una abbondante infiltrazione di acqua, dal soffitto pendono pericolosamente dei cavi elettrici che forse dovrebbero servire ad allacciarvi un lampadario, ma il lavoro non è mai stato fatto e sono lì ad aspettare il compimento della loro missione.
Le camere hanno finestre piccole che, gonfiate dall'umidità, non chiudono bene. Stessa cosa per molte porte. Muri, alberi, piante, impediscono alla luce di farsi strada ed entrare nelle stanze.
Cambiamo in una seconda camera, una suite da 200 euro per notte, come mi informa per ben tre volte l'addetto in t-shirt rossa. Che generosità! Il letto è stato infilato in un quadrato scavato per mezzo metro nel pavimento, ed è così vicino alla parete che si fa fatica a passare. Anche qui le finestre non chiudono bene, vicino alla finestra sulla parete c'è una macchia di muffa di 30 cm di diametro.
 
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Nel frattempo una signora mi dice che dal suo WC manca il coperchio. Lo faccio presente all'impiegato che se ne dimostra stupefatto ed incredulo: ma come, fa, qualcuno se l'è portato via...
Si, perchè è ben risaputo che il coperchio dei water è uno dei trofei più ambiti di quelli che passano la notte negli alberghi. Infatti si vede spesso della gente che gira con un coperchio del WC sotto braccio. Però ipocritamente c'era sul WC la fascia di carta che garantisce l'igiene dello stesso.
Un'altra signora mi dice che quando tira l'acqua del WC si ode un concerto di rane: effettivamente sembra di essere in uno stagno, dalla vaschetta del WC esce un rumore fastidioso che ricorda molto il gracidare delle rane.
 
Torniamo alla mia camera da 200e per notte: dal bagno manca la spazzola per il WC (anche qui però l'ipocrita fascia di carta che garantisce l'igiene), lo faccio presente all'impiegato: non lo dice, ma vedo che pensa che anche qui ha colpito il collezionista perverso: se lo sarà portato via come souvenir, così come il coperchio del WC.
 
ImageDopo 10 minuti ritorna con una spazzola …. troncata, nel senso che manca il manico superiore, quindi bisogna usarla con le mani. Una cosa piacevolissima,credetemi!
Accendo il faretto sopra lo specchio, non funziona. Lo dico all'impiegato, mi promette di provvedere subito. Quando usciamo per cena glielo ripeto una seconda volta perchè non è successo nulla, all'indomani il faretto sarà nelle stesse condizioni.
Vogliamo fare la doccia, ci troviamo davanti un impianto tanto moderno e ridicolo quanto assurdamente complicato, quasi una presa in giro. Non tutti siamo ingegneri, e quindi quelli che non lo sono non riescono a farsi la doccia. Dopo prova e riprova riesco finalmente ad aprire l'acqua, ma c'è solo acqua fredda, alle mie rimostranze l'impiegato mi dice che l'acqua calda arriverà dopo dieci minuti. Di dieci minuti ne passano almeno una decina, non succede nulla, all'impiegato si è aggiunto ora un secondo personaggio, che si dice essere il direttore. Mi spiega che il loro idraulico al mattino ha fatto la manutenzione alla caldaia e poi ha dimenticato di rimetterla in moto: c'è da crederci? Sinceramente no, a meno che non fosse un idraulico di occasione; e così faccio la doccia con l'acqua fredda, molto velocemente.
Sul pavimento, negli angoli, soprattutto in bagno, la pulizia non è stata, secondo me, dettata dal massimo della cura, a giudicare dalla polvere, così come la rifinitura di probabili lavori di ristrutturazione: residui di gesso sulle mattonelle, cavi elettrici che escono ed entrano dai muri a proprio piacimento.
 
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Poi apro a fatica la finestra, e non riuscirò più a chiuderla a causa dell'umidità che ha gonfiato gli infissi, e resto sbalordito da quanto vedo: a tre metri c'è un muro di cemento che provvede a mantenere il sacro buio nella camera, e tra questo muro e la mia stanza ci sono residui di costruzione, sacchi sventrati di cemento, fogli di giornali, teli e borse di plastica ed immondizie varie. Due gatti girano tra queste immondizie, forse alla ricerca di topi. Quindi ripeto: proprio sotto la mia finestra! E questo in una suite da 200 euro per notte!
E tutti si son lamentati della biancheria del letto: le lenzuola soprattutto erano fredde ed umide, conseguenza di un sicuro e lungo stato di fermo in queste stanze umide e maleodoranti.
La notte non son riuscito a dormire, ho tossito praticamente tutta la notte.
Aggiungo ancora che due signore del nostro gruppo soffrono di asma, si può quindi immaginare quale influsso abbiano avuto l'aria e l'odore delle stanze su questo loro problema.
Per fortuna il giorno dopo siamo letteralmente scappati, in un altro albergo, che si può giustamente chiamare albergo, anche a quattro stelle, e siamo stati benissimo.
Qui tutto ha funzionato, le stanze erano luminose ed ariose, il personale corretto e gentile, il servizio come prevede un hotel di questa categoria.
Ora io mi chiedo: ma chi ha dato la licenza a questo esercizio? e con quale criterio? E chi ha classificato questa struttura con 4 stelle, quando una sarebbe già troppo?
E sicuramente anche i prezzi sarebbero adeguati a quanto offre la struttura.
Forse non ci si rende conto a quali disturbi fisici possono portare l'umidità e la muffa.
Una volta negli esercizi alberghieri si facevano dei controlli da parte dell'ufficiale sanitario del comune, o i Nas dei Carabinieri venivano una volta a controllare che le norme igienico-sanitarie fossero consoni alla legge: ma questi controlli non si fanno più?
E la Guardia di Finanza non fa più i controlli sui libri contabili?
Sto ancora aspettando la ricevuta fiscale per questo nostro soggiorno (la notte del 23 maggio), che dovrebbe essere emessa, se non sbaglio, alla partenza del cliente.
Sto ancora aspettando l'accredito per la differenza dell'acconto inviato. Rivedrò un giorno questa somma?
Per tutto quanto ho raccontato, e che corrisponde a verità confermata da testimonianze e fotografie, sarebbe auspicabile che ad una struttura del genere, dopo le necessarie verifiche, fosse imposta la chiusura, in attesa di completa bonifica e ristrutturazione.
E' una vergogna, per una città turistica come Tropea, che esista una struttura del genere nella quale capitano purtroppo clienti da tutto il mondo, ignari di quanto li aspetta, e che magari non riescono, per via della lingua, a farsi capire e devono subire quanto viene loro propinato.
E' un insulto vivente a quelli che a Tropea ed in Calabria in generale esercitano la propria professione con dignità, onestà, entusiasmo ed un sorriso.
 
ImageEd io come italiano che vive in Finlandia e porta i gruppi di finlandesi a conoscere le varie regioni d'Italia mi sono sentito veramente a disagio, e non sono riuscito a spiegare o a minimizzare quanto ci è successo: l'affronto è stato troppo grande!
Se nei viaggi precedenti mi sono sentito orgoglioso di fare vedere, conoscere, gustare la cultura, la gastronomia, il paesaggio delle varie regioni italiane, questa volta mi sono addirittura vergognato di essere italiano.
Spero solo che qualche lettore del Suo giornale, letto il mio resoconto, rifletta bene quando vorrà decidere di fare le ferie in Italia: bisogna stare molto attenti perchè i lazzaroni e i delinquenti non moriranno mai.
 
 
(La Rondine - 23.7.2014)