Rassegna stampa al 1.2.2013
di Paola Colleoni   

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Le osservazioni di Rehn sollevano polemiche in Italia

Elina Kervinen, Helsingin Sanomat 31.1.2013

Il segretario del partito di Berlusconi condanna l'intervento del commissario. In Italia suscitano critiche i commenti sulla gestione dell'economia del paese fatti dal vicepresidente della Commissione europea Olli Rehn.

Martedì, al parlamento europeo, Rehn ha affermato che il governo Berlusconi non ha rispettato, quando ancora era in carica nell'autunno 2011, gli accordi stipulati con l'UE per la stabilizzazione economica. Questo ha portato a un prosciugamento dei finanziamenti e all'arresto della crescita.
Infine si è arrivati alla crisi politica guidata e al cambio di governo.
”Nell'autunno 2011 il governo Berlusconi decise che l'Italia non avrebbe più rispettato gli impegni presi e, di conseguenza, i finanziamenti si sono prosciugati, con conseguente arresto della crescita”, afferma Rehn secondo quanto riportato dall'Ansa.
Rehn ha anche ribadito che i mercati sono stati calmati dagli interventi riparatori operati dal governo di Mario Monti.
Tali commenti sono stati interpretati come un'ingerenza nella politica interna italiana. Questa primavera in Italia si svolgeranno le elezioni parlamentari e Berlusconi è candidato nella lista del PDL, partito di centrodestra.
Monti, da parte sua, sostenuto dalle forze di centro, ambisce all'incarico di Primo ministro.
Il segretario del partito berlusconiano (PDL), Angelino Alfano, ritiene i commenti di Rehn ”inaccettabili”.

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”Questa chiara interferenza sminuisce l'immagine della Commissione europea, incentiva populismo e sentimenti avversi all'Unione stessa in un momento in cui i rapporti tra l'UE e gli stati membri sono delicati”, ha detto Alfano.
Renato Brunetta, ex ministro del governo Berlusconi, considera necessaria un'inchiesta del parlamento europeo sulle affermazioni di Rehn.
Anche Monti ha subito commentato la questione. Secondo lui le dichiarazioni dei commissari sono facilmente interpretabili, in tempo di elezioni, come intromissione nella politica interna dei paesi membri, anche se l'intento non è quello di interferire.
”In quanto commissari bisogna essere prudenti. Rehn lo è stato ed è anche molto rigoroso e puntuale”, ha detto in un'intervista a Radio24 l'ex commissario europeo per la concorrenza.
Il gabinetto di Rehn ha reso noto in un comunicato che i commenti non dovrebbero essere letti in connessione alla campagna elettorale italiana. ”Il vicepresidente Rehn è responsabile degli affari economici e monetari nella Commissione europea e le sue dichiarazioni in parlamento riguardo gli eventi dell'autunno 2011 vanno interpretati in questo contesto”.

(La Rondine - 1.2.2013)