Un pasticcio in italiano: "La Fenice" a Savonlinna
di Nicola Rain˛   

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Al Festival internazionale l'opera di Kimmo Hakola ispirata all'incendio del teatro veneziano

La sera del 6 luglio, sulle scene del teatro dell'opera di Savonlinna, incastonato nel celebre castello di Olavinlinna, va in scena la prima mondiale di una nuova opera lirica finlandese: "La Fenice", opera tragicomica. Musica di Kimmo Hakola, libretto di Juha-Pekka Hotinen, direttore d'orchestra Jari Hämäläinen. Che c'è di speciale nell'evento? Prima di tutto che da qualche parte, nel mondo, si scrivano nuove opere. Poi che il soggetto riguardi l'Italia. Infine, che la lingua dell'opera sia l'italiano. E il veneziano.

In attesa di conoscere questa opera "tragicomica" alla prima del 6 luglio (repliche il 10 e il 14), possiamo dire qualcosa della trama. Che si ispira, nelle intenzioni del librettista Juha-Pekka Hotinen, agli atti del processo tenutosi a Venezia e che faceva luce sui fatti della notte del 29 gennaio 1996 che avevano portato alla distruzione del celebre teatro lirico di Venezia.

Responsabili due giovani veneziani, Enrico Carella e Massimiliano Marchetti. Titolari di una piccola ditta incaricata di lavori all'impianto elettrico. I due, volendo evitare il pagamento di una penale per un ritardo nella consegna dei lavori, avevano appiccato il fuoco in un punto dell'impianto, sperando di ottenere così una dilazione, e finendo per distruggere uno dei simboli della città.

ImageIl libretto segue da vicino la storia come è emersa dalle indagini, partendo dalla prima, improvvida ideazione dell'incendio. I due artigiani, persone semplici e prive di cultura, vengono invitati dalla madre, Amanda, detta la Padrona (si occupa della ristorazione nel teatro) a un maggior rispetto della bellezza e dell'arte. Ma i due hanno altri interessi, piuttosto materiali, e irridono la madre. Sarà proprio questo aspetto, la loro scarsa comprensione del valore dell'arte e della bellezza, uno dei motivi scatenanti del dramma. Si meraviglierà qualcuno dei finlandesi rivelino un interesse così acceso per un patrimonio culturale verso il quale, a volte, noi italiani dimostraiamo se non altro una certa superficialità?

La parte comica, nel testo dell'opera, nasce proprio dallo scontro tra i grandi Valori a parole celebrati, e una pratica meschina, verbosa e retorica.
Cui partecipano una serie di personaggi del milieu internazionale che popola la città lagunare: Marco, il sindaco, filosofo marxista di famiglia aristocratica; Katharina von Wittgenstein, austriaca, conservatore beni artistici; Luigi, il sovrintendente; Victoria Stone, una vedova milionaria, attivista dell'associazione "Salviamo la Fenice".
Facile riconoscere tra quelli menzionati personaggi storici, alcuni ancora attivi sulla scena reale della vita di Venezia.

Sono certo che il librettista, che ha consultato il materiale processuale, si sarà imbattuto in questo brano che riporta alcune testimonianze relative ai primi segnali dell'incendio:

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"Un supporto testimoniale relativamente all’ora di sviluppo dell’incendio è stato offerto dal fotografo Arici, costui infatti la sera del 29/1/96 si trovò a passare nelle immediate vicinanze del teatro, passando addirittura da campo San Fantin introno alle h 20,05, senza sentire alcun odore di fumo o di bruciato. Tornato a casa verso le h 21, da Rialto ove si era recato, il teste asseriva di essere nuovamente uscito dopo pochi minuti e di aver incontrato in calle della Verona, all’altezza della deviazione per campiello Marinoni tre giovani che correndo gridavano "scampemo" , circostanza questa riferita anche dagli attori Ferzetti e Raho di cui si è detto nel capitolo riservato all’incendio doloso. Arici dichiarava che già all’altezza del campiello Marinoni si sentiva, e si era intorno alle h 21, odore di bruciato ed affermava di essere entrato in campo San Fantin ove scorgeva un poliziotto che parlava con tono concitato alla radio mentre in direzione dell’angolo con l’Antico Martini si notava un altro poliziotto e tre o quattro persone ferme che guardavano in alto e cioè verso l’angolo di Campo San Fantin con Corte San Gaetano. Arici asseriva che dalla seconda finestra affacciata su corte San Gaetano, contata partendo da Campo San Fantin, c’era "un piccolissimo fuoco" ed erano circa le h 21,05, il teste insisteva su tale dato specificando da un lato che le foto scattate non rendevano giustizia avendo egli dovuto utilizzare tempi lunghi di esposizione, dall’altro che il fuoco era talmente piccolo da indurlo in un primo momento a ritenere che riguardasse non già l’interno del teatro ma l’impalcatura prospiciente la finestra..."

Indubbia la puzza di bruciato. Ma il fuoco era talmente piccolo...

Come può sfuggire, alla mente geometrica di uno Juha-Pekka, l'aspetto grottesco di questo quadretto di vita veneziana, cioè italiana? Sullo sfondo, una tragedia incalcolabile, e in primo piano le ciacole di funzionari e testimoni che contribuiscono involontariamente al comico nel tragico. Quello "scampemo!" ficcato lì come per caso è da solo una scena di commedia.

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E che pensare, poi, della commedia seguente, quella cioè della ricerca delle concause del pasticcio, che sulla cronaca locale, un anno dopo, veniva così compendiata?

"I due elettricisti in bolletta col cannello della fiamma ossidrica lasciato acceso sopra i vecchi legni, o i due mafiosi in trasferta intenti a bruciare gli antichi velluti con i loro accendini. Si muove tra queste due ipotesi l' inchiesta sul rogo del teatro La Fenice, andato a fuoco la sera del 29 gennaio 1996. (25 maggio 1997, La Repubblica, Roberto Bianchin).

Quando un finlandese pensa all'Italia, inevitabilmente gli scappa da ridere.

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Lo fa anche il serissimo compositore Kimmo Hakola, classe 1958, di Jyväskylä, allievo del celebre Einojuhani Rautavaara. In una serie di interviste si lascia scappare battute del tipo "sapete come vanno le cose, in Italia...". Verrebbe voglia di ricordargli che La Fenice siamo stati capaci di ricostruirla in pochi anni, e non si trattava di robetta da poco. Ma a che servirebbe? Dovrebbe forse scusarsi? E di cosa?
Non sarà meglio che siamo noi a ringraziarlo, lui e il festival di Savonlinna, per aver riportato il nostro paese e la nostra cultura sulla scena di quell'opera lirica che, almeno sulla carta, dovrebbe essere cosa nostra?

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Ecco un'anteprima del libretto italiano, la scena in cui viene scoperto l'incendio:

CAPO POMPIERE

Mancando l’acqua
come ci arriviamo?

VICTORIA

Ma l’acqua è in ogni dove –

CAPO POMPIERE

I canali son svuotati –

Si cerca di far arrivare i tubi da un lontano canale secondario facendoli passare per le finestre delle case. I pompieri cercano di collegare i tubi fra loro, ma i raccordi non si adattano.

VICTORIA

Perché non fate nulla?
Sant’Iddio,
fate allor qualcosa –

CAPO POMPIERE

Non c’è acqua –

VICTORIA

Portatela coi tubi
da lontano –

CAPO POMPIERE

I tubi non ci arrivano –

VICTORIA

Aprite le cisterne!
Lì acqua ce n’avrete –

CAPO POMPIERE

Acqua con noi non la portiamo –

VICTORIA

Ma allora sul barcone –

CAPO POMPIERE

Il barcone è all’ arsenale –

VICTORIA

Allor dai bocchettoni –

CAPO POMPIERE

Acqua non celiam nelle fondamenta –

VICTORIA

E dunque i pozzi,
lor vanto medievale –

CAPO POMPIERE

Ormai soltanto pei turisti –

I tubi dalle case vicine son portati in mezzo al campo, ma la pressione è così bassa che i getti d’acqua sono appena delle fontanelle e non arrivano alle finestre del primo piano.

VICTORIA

La speranza mia non cede
prima che s’arresti il fuoco.
Salviamo i tesori!
Il portone!
Apritelo, presto!

Si cercano le chiavi,
si spinge il portone, ma resta chiuso.


SOVRINTENDENTE

La chiave non si trova!
Son perduto!
La chiave non si trova...

CAPO POMPIERE

Si spari sul lucchetto!
Fate largo!

Sette agenti cercano di abbattere il portone del teatro. Due pompieri attendono di poter entrare dentro.

CORO

Bussate e sarà aperto!!

Gli agenti estraggono la pistola dal fodero e sparano tre colpi sul lucchetto. Il portone si apre.
Due pompieri penetrano all’interno, ma subito fanno marcia indietro.


PRIMO POMPIERE

Troppo tardi!

SECONDO POMPIERE

Non si vede nulla!
Nemmen se stessi, nulla!

PRIMO POMPIERE

L’allarme per gl’incendi
disattivato...

Il Capo pompiere Alvaro Velli è sul punto di crollare.

CAPO POMPIERE

La Fenice è perduta,
si salvi la città!


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(La Rondine - 2.7.2012)