Lettere al direttore: Galeotto fu quel bacio...
di Luigi G. de Anna   

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Caro Nicola,

oggi mi arriva una mail da parte di una associazione di cattolici integralisti che mi invita a protestare vivacemente e a non acquistare i prodotti Benetton. Lo sdegno è indirizzato alla nuova campagna pubblicitaria della nota ditta, in cui compare una serie di personaggi dello stesso sesso, ma non solo, che si baciano sulla bocca. Il mondo cattolico si è indignato e il Vaticano ha ottenuto il ritiro del manifesto in questione, nel quale il Sommo Pontefice Benedetto XVI bacia l’Imam del Cairo.

 

 

 

 

Ammetto che, alla mia età, non mi scandalizzo più di niente. Devo peraltro aggiungere che questa campagna di Benetton mi incuriosisce, infatti un argomento che da tempo studio è quello della pubblicità “trasgressiva” (ho una studentessa che fa la tesi proprio su Benetton e le sue campagne shock, quelle di Oliviero Toscani, per intenderci). Dunque (per ora), non eleverò alcuna protesta. Ma ho una domanda: la foto è autentica o è un fotomontaggio? Se è un fotomontaggio, allora è una cosa, se è autentica, è un’altra. Se è autentica, e quindi non una voluta e artefatta provocazione, onestamente non mi scandalizza affatto, anzi. Il bacio con l’Imam, rappresentante di una grande religione monoteista, mi pare ottima cosa e indica quella fratellanza con l’Islam che personalmente (e non solo io, visto che poco tempo fa si è tenuto l’incontro interreligionario di Assisi) caldamente auspico e rientra bene nel tema della campagna contro l’odio di religione o politico. Il tema di Benetton fa infatti riferimento alla campagna “unhate”, di cui, indubbiamente, abbiamo un grande bisogno. Peraltro, la storia del bacio (anni fa comparve un ottimo libro di Hannu Salmi, Suudelma, sul tema) ci insegna che baciarsi sulla bocca è, in molte culture, gesto di pace e non ha nulla a che fare con la sessualità. Il significato che però il bacio assume anche come gesto di amore fisico ha confuso le acque, e questo spiega l’assurdità del “gesto della pace” che si offrono i cattolici durante la Santa Messa. E’ una delle tante innovazioni dei modernisti. Il vero, unico segno della pace tra cristiani era appunto il bacio, che al limite poteva essere sostituito dall’abbraccio. Siccome né l’uno né l’altro sono permessi dalla pruderie clericale, si è passati a quella stravagante stretta di mano, che non solo contribuisce a diffondere le più virulente epidemie, ma ricorda troppo da vicino lo scambio di promessa di acquisto fatto nei mercati agricoli. Era molto più serio quanto si faceva durante la Messa Tridentina, cioè si guardava a Dio e si lasciava stare il vicino di banco.

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Certo, di baci scandalosi ce ne sono nella società di oggi e magari il Vaticano poteva ricordare con un po’ più di energia quelli dati dal nostro ex primo ministro non sempre a rappresentanti di grandi religioni monoteiste, a meno che non fossero marocchine e minorenni. Tutto questo non diminuisce di un millimetro la mia stima per Benedetto XVI, cui va il grande merito di avere riportato la Chiesa di Roma sulla retta via dottrinale e perfino politica riguardo alla liberazione della Palestina. Magari grazie anche ad un bacio.

Luigi G. de Anna

(La Rondine - 17.11.2011)