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A sua insaputa

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Se la Finlandia è l'Eden, perché non attira nessuno? si domandava ingenuamente Sergio Luciano su ItaliaOggi del 19 agosto. Ingenuo, diciamo noi, perché le masse di turisti italiani che invadono la Finlandia, sbarcando da aerei e navi nel periodo ferragostano, sono non solo numericamente rilevanti, ma anche qualitativamente significative. Ormai l'interscambio è almeno alla pari. E se la Finlandia si permette di mandare in Italia addirittura la sua Presidente col marito dottore e il ministro alla cultura e allo sport e alle pari opportunità, che è come averne tre al seguito, noi rispondiamo da par nostri. Proprio stamane, negli uffici del Centro Informazioni di Unioninkatu, con vista sul Kappeli, un nostro inviato ha pescato in mezzo alla folla di turisti vocianti, ovviamente a sua insaputa, un uomo che non sarà presidente, non sarà (più) ministro, rappresenta comunque un bel pezzo della nostra Italia. Quella che ci fa piacere vedere altrove.

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(Helsinki, 28.10.2010)

 

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Il Dalai Lama, Markku Napa e Stefano Ricucci Stampa E-mail
di Redazione   

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A proposito dell'ultima scheda del nostro Markku Napa da Pechino riceviamo da un noto politologo queste riflessioni che volentieri pubblichiamo. A seguire, un commento inviatoci da Luigi G. de Anna.

Nel n. 25 l'eroe dei fumetti italiani Tex Willer ha una delle sue avventure tra la tribù degli Hopi dove la casta sacerdotale, in combutta con dei malvagi ‘visi pallidi’, costringe la maggioranza degli indiani ad estrarre dell’oro da un fiume. 

Per raggiungere i loro scopi, Talikay (il sommo sacerdote), gli altri stregoni e i bianchi cattivi, si avvalgono dei miracoli (oltre a pistole e fucili) che compie il ‘sacro bisonte bianco’, il dio posto alla sommità del tempio. Dalla bocca del bisonte bianco esce l’acqua di fuoco e dai suoi occhi esce il raggio della morte. Tex, suo figlio Kit e Tiger Jack capiscono immediatamente che è tutto un trucco il cui scopo è di accumulare oro grazie al lavoro degli schiavi Hopi. Aquila della notte, nome indiano di Tex, distrugge il bisonte impagliato, libera gli indiani schiavi e dà la giusta punizione ai sacerdoti e ai bianchi fuorilegge.
Sembra, però, che non tutti hanno la sagacia e la saggezza dell’intrepido Tex Willer. In particolare, non hanno le sue doti le centinaia di intellettuali occidentali, di destra e di sinistra, i quali, da vari anni, non perdono occasione per denigrare la Repubblica Popolare Cinese e – nel contempo - manifestare il loro appoggio al Dalai Lama, sommo sacerdote del buddismo tibetano e 14esima reincarnazione del fondatore di questa religione. Alla parola reincarnazione, Tex impugnerebbe immediatamente la sua Colt 45 per cacciare i lestofanti che usano dei volgari trucchi per sottomettere il popolo.
Ma tutto serve, per imbrogliare le carte. E così, viene accettata la truffa della reincarnazione, si capovolge la storia facendo credere che il Tibet è sempre stato indipendente (quando è l’esatto contrario), si fa un gran can-can sui ‘diritti umani’, e si accusano i cinesi, anche, di inquinamento.
E non è finita: i comunisti cinesi, ai tempi di Mao, bollivano i bambini per utilizzarli come fertilizzanti. Lo disse il 27 marzo 2006 Silvio Berlusconi, attuale Presidente del consiglio.
Insomma, è in corso un’indegna campagna di demonizzazione della Cina: si agita la bandiera dell’indipenza del Tibet ‘conquistato’ dai comunisti nel 1950. Ovviamente, non è vero: il Tibet fa parte della Cina dalla prima metà del secolo XVIII e da allora è stato considerato parte dello stato cinese da tutti i governi, compreso quello del Kuomintang.
Si accettano le bufale storiche costruite a tavolino dalle agenzie internazionali di disinformazione. Basterebbe leggere, invece, un articolo apparso qualche anno fa a firma di Enrica Collotti Pischel, famosa sinologa e autrice di molti libri sulla Cina, dove abitò per vari anni.
I media occidentali, poi, danno particolare risalto alla figura del Dalai Lama, presentandolo come una sorta di novello Ghandi. Le sue dichiarazioni sono prese come oro colato. Il tutto è molto strano: voler comprendere la ‘questione tibetana’ a partire dalle parole del Dalai Lama e dei suoi seguaci sarebbe come voler ricostruire la rivoluzione francese affidandosi agli scritti della reazione nobiliare a suo tempo rifugiatasi all’estero e che riponeva le proprie speranze nelle baionette delle potenze controrivoluzionarie.
L’Occidente, che si atteggia a ‘Santa Sede’ della religione dei diritti umani non ha speso una sola parola sui pogrom anticinesi che il 14 marzo 2008 a Lhasa sono costati la vita a civili innocenti compresi vecchi, donne, bambini. Mentre proclama di essere alla testa della lotta contro il fondamentalismo, l’Occidente trasfigura nel modo più grottesco il Tibet del passato (fondato sulla teocrazia e sulla schiavitù di massa) e si prosterna dinanzi ad un Dio-Re, impegnato a costituire uno stato sulla base della purezza etnica e religiosa (anche una moschea è stata assaltata a Lhasa).
Il corrispondente dalla Cina della Rondine, l’ineffabile Markku Napa, si unisce al coro del livore anticinese nel suo ultimo articolo.
Il Nostro si lamenta, sostanzialmente, di due cose: primo, ogni tanto non può vedere alla tv i canali statunitensi; secondo, a Pechino l’aria è inquinata. In Cina, aggiunge sdegnato Markku, ci sono ben venti milioni di auto e ogni giorno ne vengono immatricolate altre mille!
Markku Napa fa finta di dimenticarsi che solo in Italia - Paese di 60 milioni di abitanti, mentre la Cina ne ha un miliardo e trecento milioni - i veicoli circolanti sono più di 35 milioni. E in tutto l’Occidente sono centinaia di milioni.
Markku, da buon occidentale, vorrebbe che la Cina non avesse uno sviluppo industriale; vorrebbe che la Cina restasse ferma ad una economia agricola o di sussistenza; vorrebbe fermare il corso della storia.
Stefano Ricucci, furbetto del quartierino ed ex marito di Anna Falchi, qualche tempo fa disse una frase che ben si adatta al pensiero di Markku Napa: “Troppo bello fare il frocio col culo degli altri”.
Pauli Tornainen

(trad. it. di N. R.) (News 3.11.2008)

Caro Nicola,
ho appena letto l'articolo di Pauli Tornainen, trasparente pseudonimo di un giornalista italiano freelance residente a Helsinki. Non entro in merito al medesimo, visto che ognuno ha il diritto di esprimere le proprie opinioni, in ogni caso non condivido quelle espresse dal "torrettano" (traduco liberamente "Tornainen") dato che tra l'altro mi risulta che dal 1912 il Tibet era indipendente de facto dalla Cina, ma piuttosto mi incuriosisce la traduzione in italiano fatta da N.R. Ma come, l'Autore dello scritto non poteva mandartelo direttamente in italiano senza far perdere tempo al povero traduttore? Misteri del moderno giornalismo.
Permettimi un ricordo personale: in conseguenza della mia grande ammirazione per il Dalai Lama, tre anni fa lo proposi come doctor honoris causa dell'università di Turku. La proposta fu bocciata perché considerata "politically non correct" (e cioè per timore di una reazione della Cina, dimenticando però che lo stesso Dalai Lama era stato nominato doctor h.c. dall'università di Tarto senza che fosse stata suscitata alcuna protesta da parte del governo cinese). Venne invece nominato doctor h.c. il Console Benito Casagrande per meriti scientifici o sociali rimasti alquanto oscuri. Da qui si dimostra la bontà e magnanimità della 14a incarnazione di Buddha, ovvero grande sacerdote come lo avrebbe chiamato Tex Willer, che non scagliò alcun fulmine sulla mia università, che in verità l'avrebbe ben meritato.

Cordiali saluti
Luigi G. de Anna






 
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Eventi

Corso di Fotoreportage

Biblioteca dell'Istituto Italiano di Cultura

18.9 – 4.12

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Alessandra Garusi, fotografa e giornalista, in 12 lezioni insegna a raccontare una storia attraverso le immagini, che si tratti di una partita di calcio come di un reportage a sfondo sociale.
Il corso si rivolge a un pubblico molto vario di qualsiasi età, a chiunque sia appassionato di fotografia e desideri imparare attraverso un approccio molto pratico, con ampio spazio alla sperimentazione.
Non è necessario essere dotati di un’attrezzatura particolare, è sufficiente una macchina fotografica reflex, analogica o digitale.
Le lezioni si terranno in italiano. La docente è disponibile su richiesta a dare spiegazioni ed approfondimenti in inglese.

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Biblioteca dell'Istituto Italiano di Cultura - Ullankatu 3 A 2, Helsinki
Sabato ore 10.00 – 11.30

lezione di 90 minuti

Iscrizioni: Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
Costo del corso: 120 €

 

Eventi

Mostra fotografica

Francesca Galina Serena

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Telakka Pub, Tampere 1-31 agosto

Se passate da Tampere fino al 31 agosto, presso il ristorante-pub Telakka potrete visitare una mostra fotografica di tre giovani fotografe emergenti. La particolarita’ di questa mostra sta nel fatto che le tre ragazze sono due italiane e una russa: tutte in Finlandia per motivo di lavoro (un architetto, una grafica e una ricercatrice) si sono conosciute scoprendo di condividere la passione per la fotografia.

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Ognuna con il proprio stile, Serena, Galina e Francesca hanno riunito in questa mostra tre punti di vista sul mondo, cogliendo anche l’occasione per dimostrare che l’integrazione in Finlandia e’ possible se si ha la volonta’ di farsi conoscere attraverso canali diversi: l’arte puo’ essere un buon punto di partenza. Grande successo alla vernice del 1 agosto.

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Tampere, Tullikamarinaukio 3 - tel. 03 225 0700

 

Eventi

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