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Croci e delizie della provincia finlandese 2
Ho trascorso Juhannus a Rymättylä, isola dell´Arcipelago di Turku dall´amico Mikko. La mattina siamo andati a raccogliere le patate che abbiamo consumato a pranzo con le aringhe e a cena con un luccio pescato nel pomeriggio.
I genitori contadini vivono in una casa-museo. Hanno l´orto con le fragole coltivate in vasi appesi come se fossero gerani. Un quadro di orto è dedicato alle erbe da cucina. Il padre è contadino-cacciatore. Ovunque trofei di caccia. Mi assicura che il frigo è pieno di carne di alce. ”Già un poco Romagna, in odor di Toscana”, come direbbe Guccini. Basta sostituire all´alce il cinghiale e un po´ più di loquacità, ma il rapporto uomo-natura è lo stesso, la stessa rurale nobiltà. La cantina è ben fornita di "Karhu", sul camino il busto del maresciallo Mannerheim. Al ritorno dal cottage siamo ripassati a casa dei genitori e il mio occhio è caduto sul cartello “vendita patate”. All´interno del cortile questa cassetta con su scritto il prezzo.
Modalità di raccolta e pagamento? Self service. Il cliente si raccoglie le patate, se le pesa e se le paga mettendo i soldi nell´apposita cassetta. Incredulo , scherzo sul fatto che questo è un insulto per un ladro.
Ho chiesto all´amico-blogger Roberto Invarchi di farci un sonetto.
La casa di Rymättilä
Nel verde di Rymättylä sorge una casetta
di legno di recupero in mezzo alla semenza,
con un bilancino, un listino di parvenza
dei prezzi d’ogni tubero, ed una cassetta.
Ciascuno se ne va, tra il timo e la violetta,
a coglier le patate secondo l’occorrenza
e avendole pesate di propria competenza,
del giusto in monetine riempie la cassetta.
S’alloca senza spreco, né perdite perché
gli abusi sono pochi, non degni di memoria;
così una casa in legno in una piantagione
prova senza dubbio che, stante la ragione
e rimesse le radici al centro della storia,
la legge del mercato s’estrinseca da sé.
(BaN luglio 2008)
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