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In Lapponia per il campionato mondiale dello sport d’avventura

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Rogaining a Saariselkä

La suggestiva cornice di Kilopää, nella zona di Saariselkä, una località rinomata per sport invernali e turismo estivo, a circa 200 km. a nord del Circolo Polare Artico, in Finlandia, ospita dal 22 al 23 agosto, la 13a edizione del WRC 2015, il primo Campionato Mondiale di Rogaining a questa latitudine.
La superficie di gara è inserita all’interno ed intorno al Parco Nazionale Urho Kekkonen, la seconda più grande area protetta in Finlandia, un vero Eldorado per escursionisti ed amanti della natura .
L'area di gara prevede un percorso piacevole e facile da eseguire in tundra aperta con colline ma anche zone umide difficili da superare Si tratta indubbiamente di una sfida e di un test approfondito per le migliori squadre rogaining del mondo.
Al momento sono 28 i paesi rappresentati, tra cui l’Italia, con circa un migliaio di squadre ciascuna composte da due atleti. Due i nomi di italiani nell’elenco allo stato: Fabio Ponziani ed Andrea Nevi della OriRoma.
Il Rogaining, denominazione britannica, è una disciplina definita di “sport avventura”, in forte espansione all’estero e da poco praticata anche in Italia, variante dell'Orienteering e nei suoi contenuti vicina al trail-running, che si svolge su distanza variabile coinvolgendo sia la pianificazione del percorso che la navigazione tra determinati punti di controllo prestabiliti chiamati check-point, utilizzando varie tipologie di mappe. In un Rogaining, le squadre formate da 2-5 persone devono cercare di raggiungere i punti citati, all’interno di una determinata area (nessun ristoro e nessuna tracciatura di percorso), entro un termine stabilito dall'organizzazione con l'intento di massimizzare il proprio punteggio.
La federazione italiana di riferimento è la FISO.
Il clima insolitamente caldo e soleggiato di questa settimana, favorisce un evento sportivo ma anche di interesse turistico che prevede di attirare un buon numero di appassionati e di curiosi. (Gianfranco Nitti)

http://wrc2015.rogaining.fi/

 

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Holi Festival a Tampere Stampa E-mail
di Claudia Cannatà   

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La Festa dei colori: “Let the colors shower joy”

Lo scorso 17 marzo è stato celebrato, a Tampere, l’Holi Festival. L’evento si è svolto, nel primo pomeriggio, a Keskustori, la piazza principale della città finlandese dove si respirava uno stato d’animo all'insegna dell'euforia. Le tante persone, che hanno preso parte all’evento hanno portato nella grigia Tampere di fine inverno una luminosa esplosione di colori.

L’Holi, anche conosciuto come Festival dei Colori, è generalmente celebrato sotto il sole, sull'erba in fiore, e la gente, insieme ai colori, si lancia secchiate d'acqua. A Tampere, invece, i partecipanti hanno dovuto accontentarsi di una battaglia di palle di neve. L’evento è stato promosso dalla RASMUS, la settimana contro il razzismo, che ha deciso di chiamarlo “Holi for Equality” con lo scopo di fornire una piattaforma per l’interazione fra culture diverse. Come si legge sulla pagina facebook ufficiale dell’evento “durante l’Holi Festival, ciascuno è spalmato o spruzzato di una miriade di colori che rendono impossibile distinguersi per il colore della pelle, la religione, il paese, il sesso o le convinzioni. Così, siamo giunti a questa innovativa idea di celebrare l’Holi per promuovere una piattaforma multiculturale comune”. Lo scopo principale era, dunque, quello di creare un evento colorato che potesse fornire un’opportunità per le interazioni multiculturali per tutte le nazionalità presenti a Tampere.
Holi, il cui significato letterale è “ardente”, è una festa celebrata principalmente da Hindu, Buddhisti e Sikh ed è osservato soprattutto in India, Nepal, Sri Lanka e altri paesi sedi di una grande diaspora di popolazioni indiane. Si crede che esistesse diversi secoli prima di Cristo, ma il suo significato sarebbe cambiato col tempo. Inizialmente era un rito speciale eseguito da donne sposate per garantirsi la felicità e il benessere delle famiglie. Oggi, è la seconda festività più importante del mese di Phalguna (febbraio/marzo), celebrata nei giorni immediatamente precedenti la luna piena. E’ il festival di primavera, momento dell’anno durante il quale c’è abbondanza di colori e frutti. La sua popolarità sembra aumentare col passare degli anni, dal momento che nessuna altra festa dà così tanta libertà alle persone di far emergere il proprio lato fanciullesco. Durante le celebrazioni, le differenze di ogni genere sono cancellate dai colori e la gente si lascia andare alla sfrenatezza, cantando e ballando sul ritmo delle tradizionali canzoni folk. I bambini, in particolare, si divertono a lanciare palloncini riempiti d’acqua ai passanti. Dopo una giornata piena di eventi, le serate si concludono facendo visita ad amici e parenti e scambiandosi dolci e abbracci per augurarsi un caldo Holi. Una delle tradizioni più significative è l’allentamento del rigore delle strutture sociali,che normalmente includono età, genere e casta. L’Holi chiude, infatti, l’ampio divario tra le classi sociali e unisce gli Hindu che, ogni anno, vi partecipano in migliaia, anche perché uno dei suoi scopi è a sfondo religioso, dal momento che commemora molti eventi presenti nella mitologia Hindu. Anche se tra le feste religiose è quella meno importante, è probabilmente, però, una delle più divertenti.

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A Tampere, la giornata è stata divisa in tre momenti topici. Come da tradizione, durante la prima fase, chiunque si trovasse nell’area di gioco ha semplicemente giocato all’Holi. Questo significava prendere dei colori, prevalentemente in polvere, e usarli per “dipingere” i volti e i vestiti dei partecipanti finché non è stato più possibile riconoscersi a causa dei colori sulle facce. Nella seconda fase, ognuno ha ricevuto un grande foglio di carta e colori per scrivere qualcosa nella propria lingua, semplicemente un saluto o anche un messaggio contro il razzismo. Nell’ultima fase, danza e divertimento. I partecipanti, che ormai formavano un grande arcobaleno umano, hanno ballato su alcune delle più avvincenti canzoni Hindi. Nessuna visita finale a parenti o amici, ma per la maggior parte delle persone che erano lì la giornata si è conclusa nei pub della città per celebrare il giorno di San Patrizio. Di cultura in cultura, dalla tradizione dei colori alla tradizione della birra.
Nonostante sia un festival così colorato, ci sono vari aspetti dell’Holi che lo rendono anche molto significativo dal punto di vista socioculturale, religioso e persino biologico. Di sicuro, il festival avvicina le persone alla religione e a certe credenze, è celebrato nel periodo dell’anno in cui i campi sono in piena fioritura e in campagna si aspetta il raccolto e ciò dà una buona ragione per gioire e far festa. Inoltre, come detto, i vincoli sociali ne escono rafforzati. Infatti, per tradizione, durante i giorni dell’Holi anche gli avversari diventano amici, mettendo da parte qualsiasi sentimento di ostilità e lasciando spazio alla fratellanza. Anche la tradizione di far visita ad amici e parenti e scambiarsi doni, durante la serata, aiuta a rivitalizzare le relazioni e a rafforzare i legami affettivi.

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L’Holi, poi, arriva in un periodo dell’anno in cui ci si sente pigri e sonnolenti in maniera del tutto naturale, poiché il corpo prova la stanchezza dovuta al cambio climatico, e per rimediarvi la gente canta e parla ad alta voce. Tutto ciò aiuta a sentirsi più giovani, come sostengono anche i medici. Colori, allegria, buoni sentimenti e buona salute. Ce n'è bisogno anche qui.

(La Rondine - 29.3.2012)

 
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Eventi

Un saggio di Martti Haavio

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Il regno di Biarmia

Il tema della Biarmia, terra periferica e impenetrabile, eppure crocevia di culture, imperi e qanati, mercato fiorente, regno dalle ricchezze immaginifiche o mondo popolato da giganti e creature infere, ha attraversato tutto il medioevo affascinando storici come Adamo di Brema e Saxo Grammaticus, impreziosendo le topografie dei cicli scaldici, ma lasciando tuttavia irrisolte alcune questioni: a quale ceppo appartenevano i suoi misteriosi abitanti? Quale forma di civiltà avevano istituito e quale religione praticavano? La Biarmia storica era dunque la Pohjola dai mille tesori, il mitico “regno del nord” dei cicli epici baltofinnici, reso celebre dal Kalevala?
Nel primo e più completo studio comparato su uno degli argomenti più affascinanti dell’antichità settentrionale l’autore Martti Haavio (1889 – 1971), un grande studioso di mitologia e folklore, storico delle religioni, tenta di rispondere a queste e ad altre domande attraverso una rigorosa analisi critica delle fonti scandinave, russe, finno-permiane, turciche, arabe, greche e latine, proponendo inoltre alcune importanti riflessioni sull’archeologia biarmiana come paradigma della mutua influenza tra storia e mito, là dove la testimonianza materiale cede il passo a quella, non meno autorevole, della tradizione orale.

Martti Haavio
Splendore e scomparsa del regno di Biarmia
Vocifuoriscena 2015
Traduzione di Marcello Ganassini

 

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