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Corrivo

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Language is Culture...

Riceviamo dalla Camera di Commercio italiana in Finlandia la Newsletter di Agosto 2014.

Che si apre con un pezzo intitolato "Why to invest in Finland", appropriato, ci pare, per il target di lettori di questo bollettino, che dovrebbero essere imprenditori interessati al mercato italiano e a quello finlandese.

Quello che non capiamo, e non è la prima volta, è perché quando si parla di Finlandia, sia storia, sia turismo, sia economia, si sente sempre il bisogno di tirarci dentro la sua LINGUA, con le sue origini vaghe, la sua leggendaria difficoltà, i mitici quindici casi... Che ormai sembrano i casi della Vita, tanto sono ripetitivi e insondabili: "whereas German has four cases and Latin six, Finnish has no fewer than fifteen!"

Il pezzo, firmato Pierre Collura, si intitola "Language is Culture". E sin qui, sinceramente, niente di nuovo.

Il problema nasce quando si cerca di coniugare, con non pochi sforzi, la Lingua con gli Affari. Proprio in un bollettino che usa un Inglese non proprio ossoniense per tentare quell'aggancio così improbabile.

"In order to trade with Finland one has to understand the pillars on which Finnish diversity lies.
In this regard, the Finnish language (the Finnic is the linguistic group to which belongs also the Estonian, e the Lappish) is the mirror of the character of the Finnish culture. For this reason I would like to introduce some characteristics of the Finnish language that we stand in front of in a different and intriguing reality
."

Lasciamo stare la filologia, e la relazione dibattuta della parentela tra le Lingue Sami (non esiste il Lappish!) e il finlandese. Lasciamo da parte quel mirror of the character, mirabile nel suo sforzo poetico, per lanciare un'ennesima preghiera, come facciamo da anni.

Italiani, per favore, lasciamo in pace le lingue degli altri. Abbiamo già abbastanza problemi con la nostra lingua, naufraghiamo sistematicamente nell'inglese, almeno risparmiamo il finlandese, questa bella lingua che ha l'unico difetto di essere la lingua di una cultura a noi parecchio ignota. Language is Culture: appunto, diamoci da fare per conoscere qualcosa della cultura di questo paese. Parliamo di affari, di economia, se questo ci interessa. Ma lasciamo in pace la lingua! (Nicola Rainò)

 

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Cultura
Un garibaldino alla Terza Guerra di Indipendenza Stampa E-mail
di Luigi G. de Anna   

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Ricordi di una famiglia pugliese

Le celebrazioni del 150º anniversario dell’Unità sono rimaste, per necessità di cose, soprattutto a livello ufficiale. Sarebbe stato utile ed interessante riscoprire, oltre alle vicende che portarono al compimento di questo processo (magari con maggiore attenzione proprio per il Sud), anche quelle che investirono tanti cittadini il cui ricordo si è perso nei meandri della macrostoria. Di questa guerra ho un ricordo familiare.

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Continuazione, collaborazione, e le tante guerre della Finlandia Stampa E-mail
di Paolo Torretta   

Image Mannerheim e Ryti a Enso, 1944

70 anni fa entrava in guerra. Oggi sappiamo anche come ne è uscita

Alba del 22 giugno 1941: la più possente armata di tutti i tempi inizia l'invasione dell'Unione Sovietica. L'Operazione Barbarossa (nome in codice dell'aggressione nazista all'Urss) si avvale di quasi 4 milioni di soldati, 4.200 carri armati, 46.000 pezzi di artiglieria, 4.850 aerei. Qualche giorno dopo, il 25 giugno, la Finlandia entra anch'essa in guerra contro la Russia sovietica. L'esercito finlandese, composto da 530.000 uomini, è affiancato da 230.000 soldati nazisti.

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Un secolo di Opera Nazionale finlandese Stampa E-mail
di Gianfranco Nitti   

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Un calendario straordinario per il 2011, con opere di Puccini e Rossini

L'anno 2011 rappresenta un anno di celebrazioni per l’Opera Nazionale Finlandese (ONF) il cui programma è particolarmente ricco di iniziative in onore del centesimo anniversario della fondazione. Il centenario è contrassegnato da due anteprime mondiali di nuove opere finlandesi e da una serie di altri eventi speciali.

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Sciamanesimo, riti dell’orso e tradizioni carnevalesche Stampa E-mail
di Vesa Matteo Piludu   

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Mostre su orsi e sciamani in Italia e Finlandia

Lo sciamanesimo siberiano e finno-ugrico è un universo spirituale affascinante e misterioso, un crogiolo di credenze basato su una relazione paritaria ed equilibrata con l’ambiente naturale e il mondo soprannaturale. Lo sciamano è un individuo dotato di poteri e conoscenze particolari, un saggio in grado di separare la sua anima dal corpo durante i rituali e di trasformarla in uno spirito animale che viaggia in altre dimensioni del cosmo, dove combatte contro spiriti maligni o salva anime dalle grinfie di fantasmi inquieti.

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Hugo Simberg: tra simbolo e tradizione Stampa E-mail
di Angelo Lo Conte   

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«La natura è un tempio dove pilastri viventi lasciano talvolta sfuggire confuse parole − l'uomo vi passa lungo foreste di simboli, che lo fissano con sguardi familiari» (C. Baudelaire)

Negli ultimi anni del XIX secolo la Scandinavia ed in particolare la Finlandia furono teatro di significativi ed affascinanti momenti artistici: nel corso di pochi anni la cultura simbolista si affermò nei paesi nordici, accompagnandosi ad un gusto romantico, nostalgico e introspettivo che costituì la sintesi di uno dei momenti più alti dell’arte moderna. Come testimonia la grande mostra su "Munch e lo spirito del Nord", a Villa Manin, di cui vi daremo conto tra breve.

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Eventi

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Mika Waltari

Gli amanti di Bisanzio

Pubblicato da Iperborea il romanzo di Mika Waltari che era stato dato alle stampe in finlandese nel 1952 col titolo Johannes Angelos. Ora esce, nella traduzione integrale di Nicola Rainò, col titolo Gli amanti di Bisanzio.

È un grande romanzo storico sugli ultimi giorni di Costantinopoli, in cui una storia d’amore si fa racconto e simbolo dell’eroica resistenza di una città, prima della caduta dell’Impero Romano d’Oriente. È il 1452 quando Johannes Angelos arriva a Costantinopoli. Letterato, mistico, avventuriero, la sua vita è un perenne errare, dal Palazzo dei Papi di Avignone al Concilio di Basilea, dalla ricca Firenze all’ultima crociata, fino a un posto d’onore alla corte di Maometto II. Ma rispondendo al richiamo del destino e delle sue segrete origini, rinuncia a tutto per andare a difendere Bisanzio dai turchi. È lui stesso a raccontare nel suo diario l’epocale assedio, l’impotenza di un popolo che assiste al crollo delle sue mura millenarie, l’agonia di un impero ormai snaturato dagli intrighi di potere tra greci e latini, la timorata lealtà di Costantino XI contro l’astuzia machiavellica del Sultano. Pronto ad affrontare la morte certa, l’ultima cosa che Angelos si aspetta è di trovare l’amore tra le braccia di Anna Notaras, l’intoccabile figlia del temuto megaduca. Un amore tempestoso come la battaglia che imperversa sui bastioni e impossibile come il futuro dell’ultima Roma.

Gli amanti di Bisanzio è il monumentale affresco del tramonto di un’epoca. Racchiudendo in sé la fede, gli ideali e gli universali di un’antichità che ha saputo conciliare Oriente e Occidente, Angelos è destinato a soccombere a un nuovo tempo in cui la materia ha il sopravvento sullo spirito, la legge economica su quella morale, il calcolo sulla passione.

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http://iperborea.com/titolo/384/

 

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