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Riceviamo continuamente richieste di informazioni da tante persone, soprattutto giovani, che vorrebbero trasferirsi in Finlandia. C'è chi lo fa per motivi di studio, chi per cercare lavoro, e chi vorrebbe mettere su famiglia. E c'è chi per vocazione "va in giro, vede gente, fa cose". A tutti costoro proponiamo un piccolo manuale con le istruzioni essenziali, proponendoci col tempo di integrarle, o correggerle, seguendo l'evoluzione delle norme e dell'uso. se volete trasferirvi in un altro paese europeo
di Elena Camilletti
Ormai si sa: con il mercato unico i cittadini europei possono viaggiare, soggiornare, studiare e lavorare liberamente in tutti i paesi dell'Unione europea. Tuttavia, chi ha lasciato il suo paese per trasferirsi in un altro angolo d'Europa, ha sperimentato che questa libertà non è incondizionata e che un trasferimento - sia esso provvisorio o permanente - andrebbe opportunamente preparato. Cerchiamo, allora, di vedere da vicino cosa si intende quando si parla di libertà di circolazione all'interno del mercato unico. Il Trattato dell'Unione europea garantisce questa libertà, ma, nel contempo, fa salve "le limitazioni e le condizioni previste dal trattato e le disposizioni adottate in applicazione dello stesso". Quindi, sottraendo condizioni e limiti da una assoluta libertà di circolazione e soggiorno capiremo quanto e come, effettivamente, siamo liberi di spostarci da un paese europeo all'altro. Per fare ingresso in un paese europeo un cittadino (europeo) deve essere munito di una carta di identità o di un passaporto in corso di validità. Niente di più semplice! Se, poi, la permanenza in quel paese si prolunga per un periodo non superiore ai tre mesi, ancora nessun problema: il possesso di un documento di identità è la sola condizione che ci viene imposta. All'interno di quel paese potremo lavorare, studiare e viaggiare. Se, tuttavia, intendiamo soggiornare (da soli o con famiglia) in un paese europeo diverso da quello di appartenenza per un periodo superiore ai tre mesi, allora sarebbe il caso di diventare più familiari con le condizioni che il diritto europeo e poi quello del paese interessato ci impongono. Con opportune informazioni, infatti, arriveremo ben preparati agli adempimenti amministrativi che ci verranno richiesti e sapremo anche quali diritti il funzionario al di là dello sportello non potrà negarci. Infatti, per prolungare il nostro soggiorno oltre i tre mesi, avremo bisogno di dimostrare di non diventare un onere per le casse del paese ospitante e, quindi, saremo i benvenuti a restare se svolgiamo attività lavorativa, se siamo iscritti a riconosciuti corsi di studio o professionali o, in alternativa, se dimostriamo di possedere risorse economiche sufficienti per sostenere noi stessi e i familiari che ci accompagnano e che sono a nostro carico, coprendoci anche con una assicurazione malattia. Quale il limite di queste "risorse sufficienti"? Gli stati membri sono chiamati alla loro determinazione tenendo conto della situazione personale dell'interessato. Tuttavia, la soglia non può essere inferire a quella per cui si avrebbe diritto a prestazioni di assistenza sociale o alla pensione minima sociale. Cosa si intende poi per "familiare"? Quando l'Unione europea parla di familiari che possono seguirci all'estero e godere di un diritto di soggiorno derivato dal nostro, non intende tutti i cugini e gli zii che siedono con noi nei luculliani banchetti natalizi, ma una categoria più ristretta di parenti. In particolare, per familiare si intende il coniuge (o il convivente laddove si tratti di una convivenza registrata), i figli minori di 21 anni a carico e i genitori se economicamente da noi dipendenti. Tornando al soggiorno superiore ai tre mesi, se soddisfiamo le condizioni su citate, lo stato ospitante potrebbe anche richiederci di registrarci presso le autorità competenti. Questo è quello che succede in Finlandia, dove dovremo richiedere il rilascio di un permesso di soggiorno. Come si fa? Andiamo presso l'ufficio della polizia per l'immigrazione con il nostro documento di identità, due foto-tessera e la copia del nostro contratto di lavoro (o le prove circa la nostra capacità economica). Una volta ottenuto questo permesso di soggiorno, potremo iscrivere noi e i nostri familiari presso il "registro della popolazione", ovvero il registro del Maistraatti. Il Maistraatti ci assegnerà un numero sociale che - più efficiente di una carta di identità - ci servirà per la gestione di molte faccende di vita quotidiana: così per ottenere assistenza sanitaria e l'abbonamento ai mezzi di trasporto come per pagare le tasse. Quanto dura questo permesso di soggiorno? Generalmente, un permesso di soggiorno ha la stessa durata del contratto di lavoro o del periodo per cui le risorse di cui si dispone vengono ritenute sufficienti al sostentamento. Alla scadenza del nostro permesso di soggiorno potremo richiederne il rinnovo e questo sarà concesso se soddisfiamo le condizioni per il suo rilascio. La disciplina europea ci dice anche che possiamo soggiornare fintanto che non diventiamo un "onere eccessivo per il sistema di assistenza sociale dello stato" che ci ospita. Tradotto, potremo rimanere se avremo adeguate risorse, ma anche se dimostriamo di essere alla ricerca di un lavoro e abbiamo buone probabilità di trovarlo. Nessuno potrà poi allontanarci dal paese che ci sta ospitando se, rimasti disoccupati - frequentiamo un corso di formazione professionale coerente con la nostra previa esperienza ovvero se ci iscriviamo nelle liste di collocamento (in questo caso il "bonus" per rimanere nello stesso paese può avere una durata massima di sei mesi). Se il nostro soggiorno legale si prolunga oltre i cinque anni, potremo richiedere il rilascio del permesso di soggiorno permanente, per noi e per i nostri familiari. Una volta acquisito, questo diritto al soggiorno permanente si perde solo a seguito di assenze dallo stato che ci ospita per otre due anni. Concludendo e tornando alla Finlandia, se si arrivasse da queste parti per amore di un "prodotto locale", potremmo avere alcune facilitazioni amministrative per il rilascio di un permesso di soggiorno. Infatti, se fossimo sposati ci verrebbe richiesto semplicemente di presentare il certificato di matrimonio; se fossimo conviventi, di dimostrare che la nostra convivenza ha una durata di almeno due anni.
Cosa succede se, ottenuto un permesso di soggiorno superiore a tre mesi in quanto lavoratore nel paese ospitante, perdo la mia occupazione per infortunio o, comunque, per una causa non a me imputabile? La disciplina europea prevede che - una volta rimasti disoccupati - si conserva lo status di lavoratore in diversi casi: quando si perde il lavoro a causa di malattia o infortunio; quando, dopo aver lavorato comunque per almeno un anno, ci si trova in uno stato di disoccupazione involontaria e ci si iscrive presso l'ufficio di collocamento (nel caso in cui si sia in precedenza lavorato per un periodo inferiore ad un anno, si conserva lo status di lavoratore per un periodo non inferiore ai sei mesi); quando, infine, rimasti disoccupati, ci si iscrive ad un corso di formazione professionale. Cosa succede in caso di divorzio se il mio diritto di soggiorno dipende da quello del mio ex-coniuge lavoratore? I familiari a carico che beneficiano di un diritto di soggiorno derivato da quello del coniuge lavoratore non perdono il loro diritto di soggiorno in caso di divorzio, ma, prima di poter acquisire un permesso di soggiorno permanente devono dimostrare di avere risorse sufficienti per non diventare un onore per le casse del paese ospitante. Come vengono considerate le assenze dal paese ospitante ai fini del calcolo dei cinque anni di soggiorno per ottenere il permesso permanente? Agli effetti del rilascio di un permesso di soggiorno permanente, la continuità della residenza nel paese ospitante non viene pregiudicata da assenze che, complessivamente, non superino i sei mesi all'anno né da assenze più prolungate a causa dell'espletamento del servizio militare o a motivi rilevanti, quali maternità, grave malattia, studi, distacco per motivi di lavoro.
COSA DOVETE ASSOLUTAMENTE FARE prima di partire
1. pratiche automobilistiche: - portare con sé i c.d. "Attestati di rischio" (dichiarazioni "bonus malus") relativi a precedenti polizze assicurative auto. Le compagnie di assicurazione finlandesi ne tengono conto per applicare eventuali sconti alla polizza; - l'eventuale radiazione della propria autovettura dal P.R.A. può essere effettuata tramite la sezione consolare; 2. documenti anagrafici, di studio: - se provvisti di solo passaporto, è consigliabile comunque richiedere la carta d'identità presso il proprio Comune di residenza (il Consolato è competente al rilascio del solo passaporto). Può infatti essere utile essere provvisti di un secondo documento di identità, per es. nel periodo di attesa del permesso di soggiorno o in caso di smarrimento o furto del passaporto; - può essere utile portare con sé copia di eventuali documenti personali (stato di famiglia, documentazione scolastica, etc.), che potrebbero servire presso uffici locali, al fine di iscrizioni, etc.;
3. assistenza sanitaria: - i residenti in un Paese europeo hanno diritto all'assistenza sanitaria locale, ma potrebbe essere utile essere provvisti di modello E111, da richiedere (per sé ed eventuali familiari a carico) presso la propria ASL di appartenenza, per evitare di essere "scoperti" durante il periodo di prima sistemazione; 4. pratiche amministrative: - prima della partenza, è utile (anche se non indispensabile) notificare all'ufficio anagrafico del Comune il proprio trasferimento di residenza (anche indicando soltanto genericamente il Paese e/o città di destinazione); - comunicare il trasferimento all'ufficio tasse R.S.U. (rifiuti solidi urbani) del proprio Comune; - disdire eventuali abbonamenti TV; - successivamente al trasferimento recarsi presso la sezione consolare per l'iscrizione all'AIRE (adempimento obbligatorio, da effettuarsi entro 90 giorni dall'espatrio) e relative pratiche; 5. informazioni: - può infine essere anche utile prendere contatto con l'Ambasciata di Finlandia a Roma o uno dei Consolati finlandesi in Italia (www.finland.it) per informazioni di tipo generico o specifico sul Paese.
Uffici Consolari di Finlandia in Italia
Roma (Ambasciata)
* Ringraziamo per la competente e cortese collaborazione la signora Daniela Di Napoli dell'Ambasciata d'Italia a Helsinki. |