Donne italiane in Finlandia:
un fenomeno europeo di Stefania Fortino con le amiche del Rompighiaccio Il fenomeno dell'aumento di donne italiane in Finlandia nell'ultimo decennio vede come protagoniste giovani professioniste nei campi più svariati, dall'ingegneria alla musica, dalla chimica all'economia, dalla fisica alle lingue, dalla matematica alla psicologia, studentesse Erasmus, dottorande, insegnanti e così via. Single, mogli, madri di famiglia, le ”nuove” italiane in terra finnica hanno molti punti in comune che nascono dall'interazione tra due culture profondamente diverse. Se vi capita di entrare in un café di Helsinki e di udire un delizioso chiasso fatto di chiacchiere e risate dal tavolo in fondo, circondato da altri tavoli più silenziosi ed anonimi, probabilmente sono alcune di loro: le ”nuove” italiane in Finlandia. Le “nuove” donne italiane in Finlandia sono protagoniste di un fenomeno generato essenzialmente dai programmi europei quali Erasmus, Socrates, etc. (mobilità di studenti/ricercatori/docenti, progetti multilaterali, etc.) e dalla più generale mobilità lavorativa che, negli ultimi due decenni, ha portato un numero crescente di italiani di entrambi i sessi a varcare le frontiere dei Paesi del nord Europa. Alcuni dati ufficiali del Väestörekisterikeskus (centro
anagrafe) sugli stranieri residenti in Finlandia mettono in evidenza un
aumento del 56.63% della popolazione italiana femminile dal 2001 al
2006 contro il 40.37 % di quella maschile [1]. Fino ad una ventina di anni fa le italiane nella terra dei laghi erano soprattutto mogli e compagne di uomini italiani impiegati in aziende finlandesi o negli uffici dell'Ambasciata. Oggi si assiste invece ad un continuo aumento di studentesse, ricercatrici, insegnanti, impiegate aziendali e manager approdate in Finlandia grazie: a) a programmi europei di cui sopra, b) all'incontro col futuro marito/compagno finnico nell'ambito degli stessi programmi o di conferenze internazionali in un'altra nazione europea, c) al reclutamento da parte di grosse aziende internazionali o finlandesi (soprattutto la Nokia). Negli ultimi anni si nota anche un aumento di italiane che decidono di stabilirsi quassù semplicemente perchè attirate dai magici paesaggi nordici e dal sistema sociale nord europeo. Uno dei risultati del fenomeno in questione è la “nuova” coppia mista “solare donna italica-riservato uomo finnico” che si viene ad affiancare alla mitica coppia “maschio latino-bionda finlandese” celebrata in molti libri come “L'italiano e la finlandese, cronaca di un matrimonio” [2]. Si registra quindi un aumento di bambini italo-finnici di madre italiana per alcuni dei quali la fusione delle due culture potrebbe generare lievi differenze rispetto agli amichetti di padre italiano (ordine di preferenza di una delle due lingue madri rispetto all'altra, per esempio). L'integrazione più o meno marcata delle “nuove” italiane nella vita e nella cultura di un Paese così diverso dal proprio, unita alle profonde radici della cultura d'origine, ha rafforzato una serie di caratteristiche comuni a molte di loro come la determinazione nello studio e nel lavoro, la voglia di unità familiare, l'apertura al dialogo sia con i finlandesi che con i connazionali. Ma la caratteristica più interessante è lo sviluppo di una spiccata attitudine al fai da te. Ad esempio le madri, in carriera e non, sono spesso costrette a trasformarsi in donne tuttofare vista la frequente mancanza di aiuto da parte delle famiglie dei mariti finlandesi ed i costi proibitivi di baby sitter, ditte di pulizie, lavanderie e sartorie. Per le famiglie di queste donne l'unico aiuto extra sono gli asili che funzionano piuttosto bene in Finlandia. Sempre nell'ambito del fai da te, molte italiane si sono addirittura appassionate al remontti, ovvero la ristrutturazione parziale o totale di appartamenti, che è uno degli hobby principali dei finlandesi [3]. Ormai dall'inizo del 2000 , nella zona di Helsinki e comuni limitrofi, contatti mediatici (liste email e, di recente, Skype) e reali (incontri nei café, nelle pizzerie del centro, nelle case), moltiplicatisi con la semplice tecnica del passaparola, hanno riunito numerose italiane intorno ad un primo gruppetto di amiche*. E' quindi nata una sorta di associazione virtuale capace non solo di essere fonte inesauribile di consigli e vademecum per italiane residenti e di passaggio, ma anche di promuovere iniziative parallele a quelle di altre associazioni di italiani riconosciute: riunioni di famiglie italo-finlandesi in occasione di feste, viaggi di gruppo, mercatini delle pulci e, per finire, la redazione del Rompighiaccio. Nel gioco ad incastro di più vasti fenomeni socio-culturali europei, anche questa associazione virtuale, che conta già una quarantina di donne, è diventata un fenomeno nel fenomeno. * Nell'agosto 2001 un primo
gruppetto di sette italiane si riuniva in una pizzeria di
Helsinki per festeggiare il compleanno di una di loro.
[1] http://www.vaestorekisterikeskus.fi/vrk/files.nsf/files/4CE91955707748CEC2256ECC00399701/$file/Taskutieto_2002.pdf http://www.vaestorekisterikeskus.fi/vrk/files.nsf/files/8D472F6577A900F6C225730C004EDAFB/$file/Taskutieto_2007.pdf [2] Dino Satriano, “L'italiano e la finlandese, cronaca di un matrimonio”, Ed. Iride, 2005. [3] http://www.larondine.fi/rompi_rem.htm Nella foto: Ritrovo di italiane in un ristorante di Helsinki in occasione del pikkujoulu (festa pre-natalizia) 2007. |