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Una nuova rivista annuale di
studi italo-finlandesi
E sottolineo “if”... Uscito il primo numero di “IF”, a cura del Dipartimento di Semiotica dell’Università di Helsinki con il patrocinio dell’istituto Italiano di Cultura di Nicola Rainò ![]() “If”, acronimo per “italo-finlandese” che è il campo d’azione di questa nuova rivista trilingue (italiano, finlandese e inglese), risponde nelle intenzioni del suo motore primo, il semiotico Dario Martinelli, e della codirettrice Lina Navickaitè, a un proposito metodologico, “dare alla rivista un taglio umanistico, riflessivo e propositivo”, e a un impegno etico, “de-esoticizzare i due Paesi, l’uno rispetto all’altro”. Ottime intenzioni, senza dubbio, a partire dalle quali andrà misurata l’iniziativa, a partire da questo primo numero. A cominciare, nella Introduzione al fascicolo, dalla domanda che Martinelli si pone, “se” sia davvero avvertito il “bisogno” di una seconda rivista accademica, dopo quasi vent’anni di “Settentrione”, la Rivista di Studi Italo-Finlandesi edita all’Università di Turku dal gruppo di italianisti e storici della cultura che fa capo a Lauri Lindgren e Luigi de Anna. La domanda non è affatto accademica, perché IF, questo è indubbio, costringe gli operatori della cultura che operano in entrambi i paesi a porsi ex novo una serie di interrogativi sul loro operare, sul cosa vien fatto, ma soprattutto sul come, dato per scontato l’impegno dichiarato da tutti di contribuire “alla conoscenza e alla comprensione reciproca” come afferma Wanda Grillo, direttrice dell’Istituto Italiano di Cultura di Helsinki, nella Prefazione. Nella quale, per inciso, qualche riferimento al passato tipo, sul versante dell’italianistica, “Studi italiani in Finlandia” lanciata nel 1981 proprio dall’IIC di Helsinki, non sarebbe stato fuori luogo, anche per comprendere meglio la collocazione della proposta attuale. “If” si presenta indubbiamente, nelle intenzioni e nei contenuti, come proposta innovativa, a cavallo tra il passato e il da farsi, tra l’offerta del mondo accademico e la domanda, non solo degli studenti, ma di un ampio pubblico di lettori, curiosi (almeno dal versante italiano) di conoscere il mondo scandinavo e quello finlandese e che l’attività seminale (oggi ventennale) della casa editrice Iperborea ha sdoganato. Vent’anni sono un ciclo significativo, segnano un passaggio generazionale, costringono a fare bilanci, e dunque non è un caso che due decenni dopo la ripresa sistematica di traduzioni della letteratura finlandese (con successi assoluti come nel caso di Arto Paasilinna) si registri la “voglia” sicuramente e probabilmente il “bisogno” di una pubblicazione che racconti qualcosa che è sfuggito finora all’intercettazione di una rivista accademica come “Settentrione” ma anche di una rivista web come “la Rondine” che ha ormai cinque anni. La citazione della “Rondine” non è, credo, solo un gesto di cortesia di un suo vecchio collaboratore. Il fatto è che al semiotico Martinelli non sfugge il diverso genere di pubblico, e di linguaggio, che il nostro sito ha saputo in parte proporre e in parte raccogliere in questi anni, inserendosi in quello gliommero felicemente confuso che sul web, e nei tanti blog, è esploso di recente, segnalando, e in parte creando, aree nuove di interesse, aprendo confini, mescolando idee e persone. Ecco, la scoperta di diversi linguaggi è a parere mio la ragione per cui IF è nata, non a caso, all’interno di un gruppo semiotico “nel senso moderno del termine...: quello di un campo di indagine ad ampio respiro che spesso e volentieri si sovrappone alla filosofia, alla culturologia e alle scienze sociali”. Perché la scoperta della Finlandia, e dell’Italia moderna, non è avvenuta in ambito accademico e istituzionale, nonostante l’impegno (assai vario) dei rispettivi enti universitari e culturali nei due Paesi. Viene dall’estensione degli scambi di beni e persone, dalla maggiore diffusione del cinema e di certi programmi televisivi, dal successo della eno-gastronomia italiana al di là della sua diffusione reale, dalla influenza della moda e del design, ma soprattutto dall'uso di internet e dalla maggiore circolazione delle informazioni. Altri tempi, davvero, meno di vent’anni fa, quando negli Atti di un convegno del 1990 poi pubblicati nel 1997 sulla traduzione della letteratura italiana (appena all’esordio di Paasilinna in Italia e poco prima del commissario Montalbano sulla YLE) una romanista prestata all’italianistica lamentava in Finlandia la “mancanza di interesse per le traduzioni in finnico”, attribuendola in parte al fatto che alcuni libri italiani sarebbero “a tal punto legati alla conoscenza della mitologia e della letteratura dell’antichità da risultare difficilmente assimilabili laddove manca questa base culturale” (cioè la Finlandia, il paese di Veikko Väänänen e Paavo Castrén!). Ecco, IF nasce anche dal “bisogno” di abbandonare certa indagine accademica piuttosto impressionistica, dalla voglia di ampliare la strada aperta da “Settentrione” inglobando nuovi linguaggi (“delle arti visive, della musica, della letteratura e della cultura popolare”, come negli auspici della Prefatrice), senza trascurare le esperienze maturate sul web come dimostrato dalla “Rondine”, ma puntando su un livello “scientifico”, come Martinelli auspica. Che significa ricerca di punti di riferimento, e di valutazione dell’agire culturale, nel mondo più ampio dello studio e della ricerca, fuori del chiuso dei circoli degli adepti. In nome di una cultura aperta, non più timorosa di criticarsi, anzi desiderosa del confronto. Che è una traduzione possibile del triplice taglio proposto nell’Introduzione: “umanistico, riflessivo e propositivo”. “If”, e lo sottolineo, potrebbe essere l’occasione per aprire o rimuovere antichi bastioni, se l’occasione sarà colta. Nel numero 1/2007 si parla di Luchino Visconti e l’angelo della morte di alcuni suoi film; di Italo Calvino e Johanna Sinisalo a confronto; della mostra d’arte in Finlandia del gruppo “Il Novecento italiano” negli anni ’30; di vent’anni di traduzioni della letteratura finlandese in Italia; della ricezione e rappresentazione della musica italiana e delle sue idee in Europa, Finlandia compresa. Questo il sommario: Premessa, di Wanda Grillo Introduzione, di Dario Martinelli The Art of the angels of death, di Henry Bacon Reami letterari d’immaginazione. Viaggi nella Natura dell’Umano tra Italia e Finlandia, di Massimo Berruti Il Novecento italiano vierailulla Suomessa, di Hanna-Leena Paloposki Vent’anni dopo. Per un primo bilancio delle traduzioni dal finlandese, di Nicola Rainò Italia Euroopan musiikin historiassa, di Eero Tarasti Per prenotare la rivista scrivere a: info@umweb.org |