Cartolina di Natale

 

Ciao!!!

Mi chiamo Anna Chiara e vi scrivo dall'Abruzzo. Sono di Chieti e vorrei raccontarvi tante cose soprattutto adesso che è Natale.
Mi domando se in questo momento siete nei vostri uffici o se, magari, state comprando qualche piccolo regalo per i vostri cari.
Io lavoro come insegnante, cerco il famoso "punteggio" in una scuola privata a 4 euro l'ora (lavoro in un liceo scientifico insegnando inglese) e, questo mese non sono stata nemmeno pagata, che ne pensate?
Lo stesso i miei colleghi... o così o niente punteggio, perciò confido in voi, questo è uno sfogo.
Trovo tranquillità pensando al Natale e mi arrabbatto per guadagnare qualche soldino e comprare cartoline natalizie per la mia collezione.
Ci sono gli gnomi, la neve, i biscotti allo zenzero e santa Claus... insomma natale in Finlandia.
Tutte le volte che posso compro anche dei piccoli libri per bambini di carattere natalizio e li metto nel mio comodino come se fosse uno scrigno.... il sogno aiuta a vivere il giorno!
Alle volte sono gli stessi studenti che li regalano in piccoli pacchetti ed io sono felice come se avessi ricevuto il regalo più bello.
Per questo motivo vi scrivo: potreste mandarmi qualcosa per la mia collezione? Anche qualche cartolina mi renderebbe felice poichè non ho quasi niente del Natale in Finlandia.

Qualcosa di economico, basta il pensiero.
Perdonatemi se ho osato ma è pur vero che a Natale si è felici o più soli.
Grazie per il tempo dedicato a leggere questa lettera, grazie comunque.
... Anche solo qualche cartolina, cercherò di contraccambiare

Anna Chiara

Anna Chiara D'Agnone
Via Don Minzoni 1
66100 Chieti


Cara Anna Chiara,

lettere come la tua si possono scrivere solo sotto Natale, quando la presenza di dolcificanti nell'aria è così alta da risultare inebriante. L'intossicazione da miele, cannella, zenzero e così via genera sogni, a volte deliri, in cui elfi piccoli piccoli con barbe imbarazzanti (perché evidentemente posticce) scorrazzano vestiti di tuniche rosse e pelliccioni tra sogni e schermi televisivi, destando desideri e aspettative indicibili nel resto dell'anno.

Ma ci sono esseri che compaiono solo per una settimana all'anno? È possibile. Uno, agli italici, è ben noto. Si tratta di un notissimo gnomo, calvo e ben rasato per il resto dell'anno, che tutti gli anni regala alle italiche masse televisive promesse, profumi, posti di lavoro e abitazioni in zone residenziali con vialetti fioriti anche d'inverno. Quello stesso gnomo, in compagnia di tanti altri ancora più piccoli che lo accompagnano, per tutto il resto dell'anno ti propina il lavoro a "punteggio" e l'umiliazione di farlo per 4 euro all'ora, o addirittura per niente, tanto è natale, e i regali vanno ricambiati.

Cara Anna Chiara, vorrei mandarti un pensiero, ma tu mi chiedi qualcosa di "economico". E lo faccio subito. Mi vengono in mente i dati, pubblicati dall'UNICEF, sulla povertà dell'infanzia, da cui si apprende che in Europa l'Italia viene prima col 16,6 per cento di bambini poveri.

All'altro estremo, sotto il 3 per cento, figurano Danimarca e Finlandia, seguiti dalla Francia con il 7,5 per cento. Si tratta di bambini che non solo non ricevono mai un vestito nuovo, ma non sanno cosa siano le vacanze o una palestra. Nel 2004, secondo l' ISTAT, le famiglie definite povere in Italia erano 2 milioni e 674.000 (l'11.7 per cento dei nuclei famigliari), con una crescita significativa rispetto al 2003, quando erano 2 milioni e 360.000.

Cara Chiara, non è facile sfuggire alla retorica della Finlandia felix, me ne scuso. Ma questi sono numeri, e parlano di attenzione per le cose che contano: la tutela dell'infanzia, l'attenzione per i più deboli, il rispetto del lavoro, e fanno parte della vita delle persone per 365 giorni all'anno. Poi, per una settimana, anche i finlandesi si mettono barbe posticce e diventano elfi e babbi natali. Ma tutti sanno chi sono, sono le stesse persone che per il resto dell'anno non vendono ponti sospesi sul nulla. Per questo li amano, ci credono. Il Natale, l'abbiamo imparato anche da Dickens, è una cosa che ha a che fare con la nostra interiorità, anche quella del portafogli.

Scusami, cara Anna Chiara, se non ce l'ho fatta ad essere consolatorio, come tu forse mi chiedevi. Non fa parte della mia natura, nemmeno a Natale. Ma credi che ti sono vicino, che capisco i tuoi problemi, che sono quelli di tanti, anche tra i nostri connazionali.

Auguri, di cuore, perché trovi solidarietà tra quanti condividono i tuoi problemi, e perché il nostro diventi un paese con gli gnomi solo a Natale.

Nicola