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Cartolina di Natale
Ciao!!! Mi chiamo Anna Chiara e vi scrivo
dall'Abruzzo. Sono di Chieti e vorrei raccontarvi tante cose
soprattutto adesso che è Natale. Qualcosa di economico, basta il
pensiero. Anna Chiara Anna Chiara D'Agnone
Cara Anna Chiara, lettere come la tua si possono scrivere solo sotto Natale, quando la presenza di dolcificanti nell'aria è così alta da risultare inebriante. L'intossicazione da miele, cannella, zenzero e così via genera sogni, a volte deliri, in cui elfi piccoli piccoli con barbe imbarazzanti (perché evidentemente posticce) scorrazzano vestiti di tuniche rosse e pelliccioni tra sogni e schermi televisivi, destando desideri e aspettative indicibili nel resto dell'anno.
Cara Anna Chiara, vorrei mandarti un pensiero, ma tu mi chiedi qualcosa di "economico". E lo faccio subito. Mi vengono in mente i dati, pubblicati dall'UNICEF, sulla povertà dell'infanzia, da cui si apprende che in Europa l'Italia viene prima col 16,6 per cento di bambini poveri. All'altro estremo, sotto il 3 per cento, figurano Danimarca e Finlandia, seguiti dalla Francia con il 7,5 per cento. Si tratta di bambini che non solo non ricevono mai un vestito nuovo, ma non sanno cosa siano le vacanze o una palestra. Nel 2004, secondo l' ISTAT, le famiglie definite povere in Italia erano 2 milioni e 674.000 (l'11.7 per cento dei nuclei famigliari), con una crescita significativa rispetto al 2003, quando erano 2 milioni e 360.000. Cara Chiara, non è facile sfuggire alla retorica della Finlandia felix, me ne scuso. Ma questi sono numeri, e parlano di attenzione per le cose che contano: la tutela dell'infanzia, l'attenzione per i più deboli, il rispetto del lavoro, e fanno parte della vita delle persone per 365 giorni all'anno. Poi, per una settimana, anche i finlandesi si mettono barbe posticce e diventano elfi e babbi natali. Ma tutti sanno chi sono, sono le stesse persone che per il resto dell'anno non vendono ponti sospesi sul nulla. Per questo li amano, ci credono. Il Natale, l'abbiamo imparato anche da Dickens, è una cosa che ha a che fare con la nostra interiorità, anche quella del portafogli. Scusami, cara Anna Chiara, se non ce l'ho fatta ad essere consolatorio, come tu forse mi chiedevi. Non fa parte della mia natura, nemmeno a Natale. Ma credi che ti sono vicino, che capisco i tuoi problemi, che sono quelli di tanti, anche tra i nostri connazionali. Auguri, di cuore, perché trovi solidarietà tra quanti condividono i tuoi problemi, e perché il nostro diventi un paese con gli gnomi solo a Natale. Nicola |
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