Cenni sulla rubrica...
a cura di Antonio Parente e Nicola Rainò
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Biografia
| Attività letteraria | “Tunnottomuus” |


Pirkko Saisio
INSENSIBILITÀ




Le schede critiche e la traduzione italiana della prima scena sono di Mirella Pane, laureatasi all’Università di Firenze, Corso di laurea in Studi Interculturali, con una tesi di laurea su “Il teatro in Finlandia. Il caso di Pirkko Saisio” (2004-05)


Pirkko Helena Saisio nasce a Helsinki il 16 aprile 1949 da Reino Saisio e Alli Mellberg. Figlia unica, cresce in un quartiere operaio della città, il Kallio, convivendo anche con i nonni e una zia non sposata. Le è dunque prestata molta attenzione, ma deve anche subire la forte pressione delle aspettative che la famiglia ha su di lei.

L’ambiente familiare di Pirkko Saisio era comunista e ateo, mentre le istituzioni scolastiche finlandesi degli anni ’50 cercavano di infondere negli scolari valori cristiani, patriottici e borghesi. Si trova, quindi, fin da piccola, al centro di un conflitto di valori, che la spinge al silenzio, a tenere per sé i suoi pensieri e le sue opinioni. È all’asilo che sente parlare per la prima volta di Gesù, la cui esistenza la sua famiglia negava. La religione e la preghiera diventano per la bambina un rifugio, prima ancora che un modo per ribellarsi alla famiglia. A casa nessuno sapeva che lei segretamente pregava, credeva in Dio e considerava seriamente l’ipotesi di unirsi un giorno all’Esercito della Salvezza. A scuola nessuno sapeva che la sua famiglia era comunista, perché il comunismo era ancora considerato un nemico e una minaccia. La piccola Saisio viveva due realtà distinte, ma in nessuna delle due sembrava riuscire ad esprimersi. I libri cambiano la sua concezione della realtà: il mondo della finzione letteraria diviene per lei più vero di quello in cui viveva, ed i suoi protagonisti più autentici. Per questo motivo, all’età di otto anni, decide di diventare una scrittrice, “una persona che inventa realtà” (Inventing reality. Pirkko Saisio’s introduction to her writing, in “Books from Finland”, 2001, n. 2 ). Questa decisione comporta per lei una scissione: colei che osserva e racconta e colei che è oggetto del suo stesso sguardo. Nel saggio Miten kirjani ovat syntyneet spiega:
    “Non ci guardiamo allo specchio tante volte al giorno per vedere se la cravatta è diritta o il rossetto a posto. Guardiamo nello specchio per vedere il nostro compagno di vita, l’unica figura stabile, per stupirci del fatto che abbiamo la capacità e la necessità di dividerci in due: quello che guarda e quello che è guardato. Io decisi di dividermi in due all’età di otto anni. Così iniziò la mia carriera di scrittrice. […] Il monologo interiore in terza persona, che è così cominciato quaranta anni fa, non si è ancora interrotto.”(R. Haavikko, a cura di, Miten kirjani ovat syntyneet 4, WSOY, Helsinki 2000)
    Dopo aver finito il liceo, nel 1968, convinta che non si poteva studiare “scrittura”, si iscrive all’Università di Helsinki, dove frequenta corsi di letteratura finlandese, letteratura drammatica, sociologia e lingua russa. Questo è per la Saisio un periodo di insofferenza e disagio, che si risolve solo quando una ragazza si innamora di lei e la libera “di quella cupola di vetro che non le permetteva di respirare”. Tuttavia all’inizio il suo atteggiamento di fronte a questi sentimenti è di resistenza: era il 1970 e l’omosessualità in Finlandia era ancora considerata una malattia e un crimine punibile con il carcere. Nel saggio sopra citato racconta:
    “Lottai contro i miei sentimenti e il loro riconoscimento per tre giorni e tre notti in preda alla febbre. Quando cedetti, la febbre svanì. Avevo trovato la chiave di me stessa, la risposta alla domanda sul perché mi ero sempre, da quando riuscivo a ricordare, sentita diversa, sola, in un modo che non aveva niente a che fare con la non socievolezza.”
    Pensando che quel tipo di formazione universitaria non l’avrebbe portata da nessuna parte, e sostenuta dall’autostima che l’amore le aveva infuso, nel 1971 abbandona gli studi e fa domanda d’ammissione all’Accademia Teatrale di Helsinki, dove viene accettata al secondo tentativo. Dal 1971 al 1973 studia drammaturgia e dal 1973 al 1975 recitazione. Dopo essersi diplomata nel 1975, può lavorare come attrice presso il Teatro di Rovaniemi per due anni. Nel 1976 ha inizio la sua collaborazione come attrice free-lance con vari teatri di Helsinki - tra cui il KOM, il Teatro Comunale, il Ryhmäteatteri e il Teatro di Espoo - e la sua attività di scrittrice, drammaturga e regista, per la quale ha ricevuto, negli anni, molti premi e riconoscimenti.
    Nel 1981 ha avuto una figlia, Elsa Saisio, che ha seguito le sue orme nel mondo del teatro. Negli anni ’90 Pirkko Saisio e la sua attuale compagna Pirjo Honkasalo, nota regista cinematografica, hanno parlato pubblicamente della loro relazione a sostegno di una campagna per il diritto degli omosessuali di registrare le loro unioni. Dal 1997 Pirkko Saisio è insegnante di drammaturgia presso l’Accademia Teatrale di Helsinki.



Attività letteraria

Pirkko Saisio esordisce come scrittrice nel 1975 con il romanzo “Elämänmeno” (Il corso della vita), che descrive, attraverso le vicende di una famiglia, la vita del quartiere operaio di Kallio dalla fine degli anni ’40 all’inizio dei ’60. In particolare la Saisio si concentra sulle figure di tre donne: Marja, una giovane ragazza solitaria e alla ricerca di se stessa, sua madre, oppressiva, decisa e dalla risposta pronta, e sua zia, una donna nubile, equilibrata e di ideali marxisti, unico sostegno per Marja, che in lei trova rifugio dopo le liti e le incomprensioni familiari. L’opera vince il premio J. H. Erkko come miglior romanzo d’esordio (1975); visto l’enorme successo, la Saisio ne realizza anche una versione drammatica che si aggiudica il premio letterario di Stato come migliore drammatizzazione del 1978 e si concretizza in un omonimo film per la televisione diretto da Åke Lindman. Nel 1976 Saisio continua la descrizione della vita nei quartieri operai di Helsinki con il romanzo Sisarukset (Fratelli e sorelle), anche questo trasformato in un film per la televisione diretto da Hannu Tyhtilä nel 1977.
    Nel 1979, influenzata dalla sua esperienza al Teatro di Rovaniemi, scrive “Kadonnut aurinko” (Il sole sparito) - un romanzo sul mondo del teatro e le sue illusioni - e debutta come drammaturga con la pièce “Maailman laidalla” (Ai confini del mondo). Il dramma - rappresentato al Teatro Comunale di Turku e diretto da Tapio Parkkinen - è ambientato in un anonimo paesino sperduto del Nord, che viene presentato come soffocante e sempre circondato dall’oscurità e in cui la felicità non è che una parola.  Su questo sfondo la scrittrice colloca le difficili esperienze di famiglie operaie, che sognano - come molti finlandesi negli anni ’70 - di potersi trasferire in Svezia alla ricerca di una vita migliore.
    Con il romanzo del 1980 “Betoniyö” (La notte di cemento) Pirkko Saisio torna a dar voce alle periferie devastate dal cemento, descrivendo ragazzi che riescono a esprimere i loro sentimenti e stati d’animo solo attraverso la violenza e le armi. Di quest’opera l’autrice realizza anche una versione per il teatro che Pekka Milonoff porta in scena nel 1982 al teatro KOM; la drammatizzazione viene inoltre tradotta in spagnolo e rappresentata a Buenos Aires nella primavera del 2000.
    Con il romanzo del 1984 “Kainin tytär” (Figlia di Caino), Pirkko Saisio affronta per la prima volta il tema dell’amore lesbico. Protagoniste di quest’opera sono due giovani ragazze dal carattere opposto, che proprio per questo si sentono attratte l’una dall’altra. Risku è una pianista romantica, estroversa e istintiva, mentre Anna, sua allieva e figlia di un pastore, è razionale e tradizionalista. Le due ragazze passano attraverso diverse fasi: dall’innamoramento alla colpevolezza, alla scoperta finale del mistero della redenzione. Il romanzo vince il premio letterario di Stato nel 1984.
    Nel 1985 scrive un altro pezzo per il teatro, “Hävinneiden legenda” (La leggenda delle cose perdute), che viene rappresentato al teatro KOM nel 1985 sotto la direzione di Laura Jäntti e che nel 1986 vince il premio Lea come miglior dramma finlandese dell’anno. Il lavoro teatrale successivo, “Hissi” (Ascensore,  1986), che Pekka Milonoff dirige al Teatro KOM nel 1987, è ambientato in un carcere femminile in cui un prete ed uno psicologo cercano di risolvere i problemi e i traumi delle detenute con la teatroterapia. In questo contesto l’ascensore viene presentato come un mezzo simbolico per spingersi nel profondo di se stessi. Le carcerate cercano di aprirsi con lo psicologo ed il prete, raccontando le violenze fisiche e psicologiche subite, sperando in una mano d’aiuto, ma ciò che ottengono sono  nuovi abusi fisici e psicologici. È da notare che nel 1986 esce anche il romanzo di Jukka Larsson “Kiusaaja”, di ambientazione e contenuti molto simili. Negli anni ’80 e ’90 vedono la luce la maggior parte dei drammi di Pirkko Saisio: “Mies ja nainen” (L’uomo e la donna, 1987), “Hernando ja Jumalan kantajat” (Hernando e i portatori di Dio, 1988), “Voiton päivä” (Il giorno della vittoria, 1994), che nello stesso anno si aggiudica il premio Lea, “Ihana ihminen” (Persona splendida, 1995), “Veera, Veerotska!” (1996). 
    Nel 1998 “Pienin yhteinen jaettava” (Minimo comune multiplo) apre una trilogia di romanzi autobiografici. Quest’opera racconta la storia della famiglia della protagonista, Pirkko Saisio, sullo sfondo dei quartieri operai di Helsinki degli anni ’50, oscillando tra i ricordi dell’infanzia e le reazioni della protagonista adulta alla morte del padre. “Vastavalo” (Controluce, 2000) riprende da dove “Pienin yhteinen jaettava” si era interrotto, evocando l’adolescenza della protagonista ed il suo primo viaggio all’estero. L’opera che conclude la trilogia, “Punainen erokirja” (Il libro rosso della separazione, 2003), ambientato negli anni ’70 durante la ribellione studentesca, esplora la scoperta del bisogno di identità sessuale e della vocazione di scrittrice. Tutti e tre i romanzi della trilogia vengono candidati al premio Finlandia, il più prestigioso premio letterario nazionale, ma soltanto “Punainen erokirja” riesce a vincerlo nel 2003; la Saisio decide di devolvere il premio di 26.000 euro al SETA, l’organizzazione finlandese per i diritti degli omosessuali e la parità dei sessi.
    Nel 2002 la scrittrice torna a teatro con “Baikalin lapset”, un dramma - prodotto dal teatro KOM - sul movimento filo-sovietico di Taisto Sinisalo attivo negli anni ’70, mentre l’anno successivo scrive e dirige “Tunnottomuus”, rappresentato al Teatro Nazionale.
    Oltre a romanzi, drammi e drammatizzazioni delle sue opere, Pirkko Saisio ha scritto film per la televisione (Juhannushäät, 1978; Leonardon ikkunat, 1988; Nyrkkeilijät, 1993; Ihmistä isompi asia, 1997; Toni Tiikeri, 1997) e per il cinema (Tulennielijä, 1997), libretti d’opera (Suomi-neiti ja kosijat, 1976; Leonardo, 1996), commedie musicali (Mutsi, mä diggaan  huijaria, 1990; Voima, 1991; Yöihminen, 1991; Rakastuneet lapset, 1992; Pula-ajan Cats, 1993; Kuuhullut, 1997) e ha diretto molti dei propri lavori teatrali.



“Tunnottomuus”

Con Tunnottomuus (Insensibilità, Lasipalatsi, Helsinki 2003), Pirkko Saisio mette da parte le ambientazioni operaie per dedicarsi alla descrizione di una famiglia borghese di cultura postmoderna. Protagonista di questa opera d’impianto tragicomico è infatti un avvocato, Seppo, la cui priorità nella vita è la carriera. Il suo lavoro e la sua ambizione di arrivare all’Unione Europea sono le uniche cose su cui si concentra. Tra voli e riunioni, non ha tempo da dedicare alla moglie Tuula, che cerca rifugio nella pittura ed in altri hobby del genere, al figlio Marko, che, abituato alla mancanza di attenzioni del padre, ha una sua vita indipendente come medico, e all’anziana madre Toini che, un tempo autoritaria, è ridotta ora sulla sedia a rotelle in stato di demenza. In ogni caso, il problema che tormenta Seppo non sembra essere tanto il rimorso nei confronti della famiglia, quanto il fatto che neanche il lavoro frenetico riesce a riempire il vuoto che ha dentro, il suo non riuscire a sentire niente. L’uomo spiega infatti già nella prima scena di non essere più capace di provare alcun sentimento e di non riuscire ad apprezzare le piccole cose belle della vita, come per esempio una mattina d’estate trascorsa a pescare col suo unico figlio. Seppo confessa a Marko che gli unici pensieri che occupano la sua mente sono gli impegni di lavoro, ma che neanche quelli riescono a  suscitargli emozioni.
    La vita di Seppo cambia quando incontra la fidanzata del figlio Marko, Milva, una fotografa cui nessuno è mai riuscito a dare dei limiti. Milva è una donna che ha sempre ottenuto tutto quello che voleva, con una forte presa sul prossimo, ma che non riesce ad avere una percezione di se stessa. La ragazza è cresciuta in un orfanotrofio e non ha mai avuto una famiglia. Vorrebbe che qualcuno la aiutasse a capire chi è in realtà, qualcuno che cercasse i suoi confini per aiutarla a distruggerli e a cambiare il suo modo di essere. È profondamente insofferente nei confronti di se stessa e per questo cerca in ogni modo di rompere le sue stesse barriere, o meglio cerca qualcuno che la aiuti a farlo. La ragazza sembra vedere in Seppo un salvatore, una guida che le indichi la strada verso se stessa. Tra i due nasce una relazione proibita e a tratti perversa, in cui l’amore è equiparato a giochi sadomasochisti. La verità viene presto a galla, ma caratteristica peculiare di tutti i personaggi di Tunnottomuus è il loro reagire alle situazioni difficili soffocando i propri sentimenti. Nei momenti di crisi l’importante è non innervosirsi e far finta che vada tutto bene. Sia Marko che Tuula intuiscono subito quello che c’è tra Milva e Seppo, ma entrambi inizialmente fingono di non capire. Tuula sa che Seppo l’ha già tradita molte volte ed è ormai abituata all’idea; rivela alla suocera di non provare più sentimenti verso il marito, ma forse è solo un modo per far fronte alla situazione. Anche Marko sa e inizialmente non reagisce, esortando anche la madre al silenzio. Quando però affrontare il problema diventa inevitabile, Marko confessa a Milva di essere disposto a rimanere con lei anche dopo quella storia, naturalmente a patto che la relazione tra la ragazza e Seppo finisca. La vita della famiglia va dunque avanti, come se nulla fosse accaduto, con l’aiuto di conversazioni frivole e prive di sostanza. Ad un certo punto, però, una domanda posta dalla nonna - l’unica che, a causa della malattia che le ha tolto ogni freno inibitore, dice veramente quello che pensa - rompe il silenzio: e se l’uomo avesse un’anima? e se la morte non fosse una liberazione dai problemi e dalle preoccupazioni? Quale sarebbe allora il significato della vita? L’unica risposta che i personaggi riescono a dare è che si dovrebbe comunque vivere e andare avanti. Soltanto la minaccia della morte, che tutti (e Seppo in particolare) vivono attraverso la nonna, sembra restituire alla morale il suo significato, visto che l’amore non è in grado di farlo. Tunnottomuus delinea così le complessità della famiglia contemporanea, in cui la comunicazione, se ancora esiste, ha perso ormai ogni contenuto, e del mondo contemporaneo, in cui l’unica cosa che smuove le persone è l’ambizione ossessiva ed i sentimenti sono ormai solo un ricordo.
    Il dramma, rappresentato per la prima volta al Teatro Nazionale di Helsinki il 19 dicembre 2003 con la regia della stessa Pirkko Saisio, è stato scelto come candidato finlandese al Premio Teatrale Nordico del 2004 ed è stato tradotto in svedese da Gunilla Hemming, in tedesco da Angela Plöger ed in estone da Annus Raud.



Pirkko Saisio


INSENSIBILITÀ
requiem per cinque

Traduzione italiana di MIRELLA PANE


PERSONAGGI:

Seppo: avvocato
Tuula: moglie di Seppo
Marko: dottore, figlio di Seppo e Tuula
Toini: madre di Seppo
Milva: fotografa




    SCENA I

Mattina d’estate. Il sole sorge durante la prima scena.


Seppo e Marko sbrogliano le reti da pesca. Si sente l’acqua scrosciare e gorgogliare. Gli uccelli cinguettano timidamente; è già agosto.

Seppo    Cazzo. È una bottatrice.
Marko    È grande. Ci si fa la zuppa.
Seppo    Con quelle estive non si fa proprio niente. Hanno i vermi, e sanno di fango.
Marko    Ora l’apriamo e si vede. Non c’era mai finita nelle reti una bottatrice in estate. Almeno per quel che mi ricordo. O sì?
Seppo    Che ne so io cosa ti ricordi.
Marko    Vai a fare il caffè intanto? O prendi un sorso di vodka al catrame?
Seppo    Da quant’è che è a mollo la corda al catrame?
Marko    Quand’è che ce l’ho messa… saranno tre settimane. Da Maritim la vendono a metri, la corda. Quella per i velisti. Guarda, è bella scura. L’ho lasciata a te.
Seppo    È già amarognola. Saprà troppo di catrame.
Marko    Come fai a saperlo senza assaggiarla?
Seppo    Si vede dal colore. Dopo tre giorni è perfetta. Poi comincia a diventare amara.
Marko    Allora vado a fare il caffè?
Seppo    Mi pare che hai una donna di là. Che, lei non lo sa fare il caffè?
Marko    Lasciala dormire. È in vacanza.
Seppo    Ah. E in vacanza da cosa? Non hai detto che è una free-lance? Cazzo se si sono incasinate ’ste reti.
Marko    Non c’è bisogno che le sbrogli tu. Io ho tempo. Lasciamole qui e andiamo a mangiare qualcosa.
Seppo    No, non le lasciamo.
Marko    Aha.
Seppo    Che razza di pescatore è, uno che non sbroglia quello che ha ingarbugliato?
Marko    .Va bene, va bene.
Seppo    Va bene cosa? Hai la luna storta?
Marko    No, no. È che mi sorprende.
Seppo    Smettila di sorprenderti e datti da fare. Mi vengono a prendere con la macchina alle undici e mezza. Guarda quest’alga. Prima c’erano fuchi. L’acqua era chiara.
Marko    In queste acque ci son troppi fosfati. Sono quegli allevamenti di pesce. L’ossigeno finisce.
Seppo    Non finisce proprio niente. È quella bottatrice. Ha trascinato le reti lungo il fondale. Per pulirle ci vorrà la pompa.
Marko    Le posso mettere a bollire nella marmitta della sauna.
Seppo    Usa la pompa quando le lavi, così le puoi riutilizzare.
Marko    Hm. Allora devo andare al Teboil a chiedere se la affittano. La pompa.
Seppo    Per me è uguale. Metti su la marmitta allora. L’hai fatta arrugginire. Si sciupa se ci lasci l’acqua durante l’inverno. Io ogni autunno la spalmo di grasso.
Marko    La mamma l’ha spalmata con la margarina prima dell’inverno. Lo scorso autunno.
Seppo    Mettile a bollire lì, allora. Le reti o quello che ti pare.
Marko    Che c’è ora?
Seppo    Mescola per bene. Mettile a scaldare. È proprio così difficile da capire?
Marko    Ma che cosa?
Seppo    Questo. È questo che mi irrita.
Marko    E che cos’è adesso che ti irrita?
Seppo    Quello che devi capire è che... questo mi irrita… che… cazzo… cazzo… tua madre mi ha fatto leggere un sacco di roba sulla psicologia… tutti quegli ippopotami e quelle altre bestie, che stanno un po’ in soggiorno, un po’ nell’armadio, che… che mi pare, che… che mi ha fatto quasi credere, che sia colpa mia.
Marko    Ma di che stai parlando?
Seppo    Ho letto in quei libri assurdi che quel “tempo prezioso” che avrei passato giocando con te sul pavimento quando stavamo nella casa di Kumpula, in realtà non c’è neanche stato. Il tempo è stato poco, lo ammetto, e neanche sulla qualità potrei garantire. Ma con questi chiari di luna, di qualità non si parla più. Ci vorrebbe tempo. Ci sarebbe voluto. Cazzo. Dimmi dov’è che si compra il tempo, che prendo la macchina e vado a mettermi in fila. E sono pronto a pagare, sai.
Marko    Ma perché ti agiti tanto? Cos’è che ti irrita?
Seppo    Il fatto che mi assecondi.
Marko    Aha. Quando arriva la macchina?
Seppo    Ah, cambi discorso. Heinänen viene alle undici e trenta, e gli offriremo caffè e panini che farò io stesso. Io ho rispetto per la gente, e sui panini ci metto salmone e aneto. Heinänen comincia ad essere l’unica persona che nel mio giro rappresenti la gente. Io ce l’ho nel sangue il rispetto per la gente.
Marko    Applausi.
Seppo    Non ci provare. Non ci riesci ad offendermi. Alle dodici e zero zero la Mercedes, passando per Riistavuori, si avvierà verso Helsinki-Vantaa. Vado a trovare la nonna, visto che non ci va più nessuno. Lei mi critica perché non ha nessun altro da criticare. Durante il viaggio passo a ritirare le camicie alla lavanderia di Lindström, a questo siamo arrivati.
Marko    Arrivati dove?
Seppo    Al punto che le mie camicie le lavano e le stirano somali o ingriani di ritorno. Tua madre dipinge la spiaggia sull’isola di Kökar e si sforza di distinguere con i suoi occhi di cinquantatreenne una crepa della roccia da quella accanto. Che la luce su una si infrange in modo diverso che sull’altra, e se io non riesco a vedere la differenza, significa proprio che non ho il senso delle sfumature. Perché lì, nelle due crepe, c’è la rappresentazione di tutta la vita, come si chiamava?
Milva    (arriva in vestaglia, mezza addormentata) Metafora.
Seppo    Sì, quello. Proprio così. Buongiorno. E i soldi se ne vanno.
Milva    Dove se ne vanno?
Seppo    Nel pagamento dei corsi e nel vino rosso. Fare arte è una faccenda bagnata, con tanti festini.
Milva    Ho messo su l’acqua. Facciamo il caffè. È una bottatrice quella? Io vado a farmi una nuotata. (se ne va)
Seppo    Una donna gagliarda.
Marko    Come no.
Seppo    Robusta.
Marko    Troppo robusta secondo te?
Seppo    Cristo santo. Goditela ora, finché te la puoi ancora godere.
Marko    Cosa intendi?
Seppo    Come cosa? Spalle larghe. Da dietro sembra un uomo. È andata a nuotare nuda?
Marko    Sì. Certo. Perché non avrebbe dovuto? I vicini dormono ancora. E anche se non dormissero...
Seppo    Sì. Sì, certo.
Marko    Sì.
Seppo    Sì, sì.
Marko    Sì. Che hai adesso?
Seppo    Ho perso sensibilità dalla mano. O qualcosa del genere.
Marko    Cosa? Riesci a piegare le dita?
Seppo    Certo che ci riesco. Certo. Che diavolo!
Marko    Fammi vedere.
Seppo    Cosa?
Marko    Fammi vedere.
Seppo    Che cosa? Ah, così.
Marko    Senti un formicolio alle dita? Sono insensibili? Ti cadono le cose dalle mani?
Seppo    Non metteri a fare il dottorone adesso.
Marko    Era un chiurlo? Che voce malinconica.
Seppo    Certo che sono sensibili. Nel senso che mi bruciano se mi brucio o se un oggetto è troppo caldo. Proprio non lo capisci? La mano brucia se la metto sui fornelli e si ghiaccia se la infilo in un buco nel mare ghiacciato, tutto qui. Ma non sento niente di niente. Per esempio se tocco una donna, è il pensiero che mi dice che sto toccando la sua pelle.
Marko    Il chiurlo è un uccello migratore?
Seppo    Ma sembra di gomma. Tutto sembra gomma o plastica… o una pellicola ... o teflon. Nelle dita. E nelle mani. E in tutti i posti. Hai capito o no?
Marko    Ti posso mandare da un neurologo.
Seppo    Per esempio in una situazione come questa, una mattina d’estate… che c’è la nebbia e gli uccelli cantano, e il sole sta sorgendo e roba del genere… che uno vorrebbe dire retoricamente che è bello…  che il significato della vita è qui adesso, in momenti del genere, che… e invece non si sente niente. Quando non si dovrebbe fare altro che starsene seduti in barca e i primi raggi del sole e bla bla bla e il proprio figlio, già… e invece il pensiero è da un’altra parte… alle relazioni e agli appuntamenti di lavoro… e non si sente nient’altro, capisci che voglio dire?
Marko    Qualche volta ho pensato che…
Seppo    E quando c’è una bella donna, come nel tuo caso, si sta a pensare se le spalle sono troppo larghe, se la sua digestione funziona bene, ci si chiede se non sia vegana, visto che è così magra, che… quando si toccano per esempio… le donne… la mamma o… è così si capisce se sono… ma… non si sente. La sensazione. E le sensazioni. Io mi ricordo delle sensazioni, ma non le sento.
Marko    Quello che posso fare è mandarti a fare gli esami del sangue. Per stare tranquilli.
Seppo    Ma no… è come se non sentissi più i sapori e… esami del sangue?
Marko    Per stare tranquilli. È così… che funziona la medicina.
Seppo    … si va per esclusione. E poi si guarda quello che rimane. Appunto.
Milva    (arriva bagnata) L’acqua sta diventando proprio fredda.
Seppo    Ma va là! L’acqua è come latte d’uccello.
Milva    Gli uccelli non hanno latte. E nemmeno mammelle.
Marko    Credo che andrò a verificare. Voglio dire l’acqua. (se ne va)
Seppo    È… l’estate. Credo che stia finendo. Anche il chiurlo…già. E quindi.
Milva    Già. E quindi.
Seppo    È… non lo so. Un uomo solido. È andato a nuotare nudo.
Milva    Già.
Seppo    È bello guardare. In un certo senso. A modo proprio.
Milva    Aha.
Seppo    Il proprio figlio. Quando è tutto a posto.
Milva    Sì.
Seppo    È… tu non puoi capire. Sei così giovane e…
Milva    …del sesso sbagliato. Non ce la faccio più, davvero. Lasciamo perdere queste cose e pensiamo a tirare avanti. C’era un chiurlo e se ne stava andando e l’atmosfera era triste e tante cose venivano in mente e…
Seppo    Ok.
Milva    Ok. Bella luce. Proprio adesso.
Seppo    Sì. Perché le donne parlano tanto della luce?
Milva    Lo fanno?
Seppo    Mia moglie almeno. Cioè la mamma di Marko. Guarda, si sta schiarendo il cielo.
Milva    Peccato.
Seppo    Perché? A me piace quando si vede bene.
Milva    Uomo di chiare prospettive.
Seppo    Può darsi. E c’è qualcosa di male?
Milva    Non starai mica cercando la mia approvazione? Stai per andare a Berlino?
Seppo    Si, vado a Berlino. Tra quattro ore e mezza.
Milva     Non guardi l’ora?
Seppo    Non porto l’orologio.
Milva    Perché non ti fidi di quegli aggeggi?
Seppo    Io non ho uno di quegli aggeggi. Mi fido del mio orologio interno. È sorprendentemente puntuale. E anche io.
Milva    Non sei proprio un esempio di modestia.
Seppo    Un suocero simpatico.
Milva    Non siamo ancora a questo punto.
Seppo    No? Peccato.
Milva    Davvero?
Seppo    Sì. No. Non lo so.
Milva    Sono uccelli migratori quelli?
Seppo    Penso di no.
Milva    Volano a cuneo.
Seppo    Potrei…
Milva    No.
Seppo    Che? Non sai nemmeno cosa volevo chiederti.
Milva    Certo che lo so.
Seppo    Aha.
Milva    Chiedi il mio numero a Marko se vuoi che qualche volta ci andiamo a prendere un caffè.
Seppo    Ah. Va bene. Io vado… i panini…

   
Milva rimane sola, prende in mano la bottatrice. È scivolosa e cade in terra. Milva si sfrega le mani; sono viscide.








    Pirkko Saisio

Tunnottomuus


Ensimmäinen kohtaus

Kesäaamu. Aurinko nuosee ensimmäisen kohtauksen aikana.

Seppo ja Marko selvittelevät verkkoja. Vesi kohisee ja liikkuu. Linnut ääntelevät arasti; on jo elokuu.

Seppo    Saatana. Tää on made.
Marko    Ja iso. Tehdään soppa.
Seppo    Ei kesämateesta mitään tehdä. Se on matonen ja maistuu liejulta.
Marko    Mehän avataan se ja katotaan. Madetta ei ole ennen verkoon uinu, kesällä. Ei muu muistaakseni. Vai onko?
Seppo    Mistä minä sun muistisi voin tietää.
Marko    Mentäskö keittään kahvit välillä? Vai otatko narukossua huikan?
Seppo    Kauanko sulla se naru on siellä uinu?
Marko    Millos mä sen nyt panin... kolmisen viikkoa sitten. Maritim myy tätä metritavarana. Narua siis. Purjehtijoille. Kato, ihan ruskeeta. Säästelin sulle.
Seppo    Se on kitkerää jo. Maistuu liikaa tervalta.
Marko     Mistä sä sen maistamatta tiedät?
Seppo    Näkee väristä. Kolmen päivän päästä se on parhaimmillaan. Sitte rupee meneen kitkeräks.
Marko    No menenko mä keittään kahvit sitte?
Seppo    Sullahan on nainen siellä. Eiks se nyt saa kahvia keitettyä?
Marko    Antaa sen nukkua. Sillä on loma.
Seppo    Ai. Mistä se lomailee?
Etsä sanonu että se on friilaansseri? Perkele että on sotkussa.
Marko    Ei sun näitä tartte selvittää. Mulla on aikaa. Jätetään tähän ja mennään syömään jotaki.
Seppo    Ei jätetä.
Marko    Aha.
Seppo    Mikä kalastaja se semmonen on mikä ei ittejälkiänsä selvittele.
Marko    Nii. Joo. Joojoo.
Seppo    Mitä joojoo? Oletsä pahalla tuulella?
Marko    No en. Ihmettelen vaan.
Seppo    Älä ny ihmettele ku pane töpinäks. Mulle tulee auto puoli kakstoista. Ukonpartaa. Ennen oli rakkolevää. Vesi pysy kirkkaana.
Marko    Täällä on vesissä liika fosfatteja. Ne on noi kala-altaat. Happi loppuu.
Seppo    Sieltä mikään lopu. Se on toi made. Se on vetäny verkon pohjaa pitkin. Tätä ei putsaa ku painepesuri.
Marko    Mä voin keittää nää saunan padassa.
Seppo    Painepesurilla kun vedät, ni saat näistä vielä verkot ittelles.
Marko    Hm. Täytyy sitte käydä Teboililta kysymässä olisko niillä vuokrata. Painepesuria.
Seppo    Sama se mulle. Panet pataan sitte. Oot päästäny sen ruostumaan. Se ei kestä sitä, että sinne jätetään talveksi vettä. Minä oon vetäny sen sian ihralla syksysin.
Marko    Äiti voiteli sen Kultasulalla talvea vasten. Viime syksynä.
Seppo    No keitä siinä sitte. Verkkoja tai mitä lystäät.
Marko    Mitä sä nyt?
Seppo    Hämmentelet oikeen. Hauduttelet siinä. Onko sun niin kamalan vaikea tajuta tätä?
Marko    Mitä niin?
Seppo    Sitä. Sitä niin, että mua ärsyttää.
Marko    Mikä sua nyt taas ärsyttää?
Seppo    Se ärsyttää... tajua tämä... että... ei saatana, ei saatana... äitis on luettanu mulla semmosen määrän psykologiaa... kaikki nää virtahevoset sun muut elukat, joita on millon olohuonessa millon kaapissa, että... että musta tuntuu, että... että se on saanu mut melkein uskomaan, että tämä olis mun syytäni.
Marko    Mistä sä nyt selität?
Seppo    Olen saanu itteäni irvokkaampien kirjoista lukea, että sitä laatuaikaa, jonka mä sun leikkeihis kumpulalaisen omakotitalon lautalattialla aikanaan hakkasin, ei ollu oikeasti olemassakaan. Aikaahan oli niukasti, myönnetään, ja laadustakaan  en menis takuuseen. Mutta nyt puhaltaakin semmoset tuulet, että laadulla ei olekaan väliä. Aikaa pitäis olla. Olis pitäny. Perkele. Kerro mulle missä aikaa myydään, niin mä otan auton alleni ja ajan sinne jonoon. Ja maksan kalliisti kuule.
Marko    Siis mitä sä nyt vaahtoot? Mikä sua ärsyttää?
Seppo    Se, että sä mielistelet mua.
Marko    Aha. Moneltako se sun autos tulikaan?
Seppo    Ai sä menet tähän. Ykstoista kolmekymmentä tulee Heinänen ja sille tarjotaan kahvit ja voileivät, jotka minä teen itte. Minä kunnioitan kansaa, ja panen sen leiville graavilohta ja tilliä. Heinänen alkaa olla ainoa ihminen, joka mun tuttavapiirissäni edustaa kansaa. Kansan kunnioittaminen on mulla verissä.
Marko    Aplodien pauhua.
Seppo    Älä yritä. Et sinä mua pysty haavoittaan. Kello kakstoista reikä reikä Mercedes Benz starttaa Riistavuoren kautta Helsinki – Vantalle. Käyn kattomassa mummia, kun kukaan muu ei käy. Minut se haukkuu, kun sillä ei ole muita haukuttavia. Paidat haen matkan varella Lindströmin pesulasta, että tähän on tultu.
Marko    Mihin on tultu?
Seppo    Siihen on tultu, että mun paitani pesee ja silittää somali tai inkeriläinen paluumuuttaja. Äitis piirtää rantaviiva Kökärin saarella ja kehittää viiskymmentäkolmevuotiasta silmäänsä erottamaan ton  kalliohalkeaman tosta viereisestä. Että valo taittuu tossa niin eri tavalla kuin tässä, ja minä jos en sitä eroa näe, niin se on vaan sitä, että multa puuttuu nyanssien taju. Koska siinähän se on, kahdessa halkeamassa koko elämän kuva, mikä sen nimi nyt oli?
Milva    (tulee aamutakissaan, unisena) Metafora.
Seppo    No tämä. Juuri näin. Huomenta. Ja valuuttaa palaa.
Milva    Mihinkäs se palaa?
Seppo    Kurssimaksuihin ja punaviiniin. Taiteentekeminen on märkää homma, illanviettopitoista.
Milva    Panin veden tulemaan. Keitetään pannukahvit. Onks toi made? Mä meen uimaan. (menee)
Seppo    Terverunkonen nainen.
Marko    Eiks o?
Seppo    Iso.
Marko    Onks se susta liian iso?
Seppo    Jumalauta. Nauti nyt siitä, kun vielä nauttia saat.
Marko    Mitä sä tarkotat?
Seppo    Mitä mitä? Leveet hartiat. Takaapäin vähän miehen näkönen. Meneekö se alasti uimaan?
Marko    Menee. Tottakai. Miksi ei menis? Naapurit nukkuu vielä. Ja vaikkei nukkuiskaan.
Seppo    Niin. Niin tietysti.
Marko    Niin.
Seppo    Niin. Niin.
Marko    Niin. Mitä sä nyt?
Seppo     Multa on menny tunto käsistä. Jotenki.
Marko     Miten? Pystytkö sä kouksistaan sormias?
Seppo    Pystyn tietysti. Tottakai. Miten niin?
Marko    Näytä.
Seppo    Mitä?
Marko    Näytä.
Seppo    Mitä? No näin.
Marko    Pisteleekö niitä? Onks ne tunnottomat? Putooks sulta tavarat käsistä?
Seppo    Älä nyt perkele rupee niin lääkäriks.
Marko    Onks toi kuovi? Alakuloinen ääni.
Seppo    Kyllä näissä tunto on. Sillä tavalla, että poltaa jos poltaa... tai jos kohde on kuuma siis. Ymmärrätkö sä yhtään? Käsi palaa hellalla ja jäätyy jos sen työntää avantoon, ei siinä mitään. Mutta kun mikään ei tunnu miltään. Jos koskettaa vaikka naista, niin ajatus sanoo, että siinä on iho.
Marko    Onks kuovi muuttolintu?
Seppo    Mutta kun se tuntuu kumilta. Kun kaikki tuntuu kumilta tai muovilta... taikka elmukelmulta... tai teflonilta. Sormissa. Ja käsissä. Ja joka paikassa. Ymmärrätkö sä yhtään?
Marko    Mä voin panna sulle lähetteen neurologille.
Seppo    Kun on vaikka tällanen tilanne että kesäaamu... että on sumua ja linnunlaulua ja auringonnousua ja kaikkea tätä... niin sitä niinkun vanhasta muistista ajattelee, että kyllä on hienoa... että elämän tarkotus olis nyt tässä, että tällasessa hetkessä, että... ja sitten ei tunnenkaan mitään. Kun sen kuuluis mennä niin, että sitä istuu veneessä ja auringon ensimmäiset säteet ja blaablaablaa ja oma poika vielä, niin... sitte ajatukset onkin jossaki... briiffaustilanteessa tai mietinnössä... ja kun sekään ei tunnu miltään, ymmärrätkö sä?
Marko    Mä oon joskus ajatellu, että...
Seppo    Ja kun on kaunis nainen, niin kuin tämä sinun tapaukes, niin sitä ajattelee, että... onpa leveät hartiat ja toimiiko sen ruuansulatus ja maahtaako se olla vegaani kun se on noin laiha, että... kun koskettaa vaikka... naista... äitiä tai... niin sitä tajuaa, että siinä on... mutta... ei tunne sitä. Tunnetta. Ja tunteita. Mä muistan tunteita, mutta mä en tunne niitä.
Marko    Mitä mä nyt voin tehdä on se, että mä lähetän sut verikokeisiin. Kaiken varalta.
Seppo    Kun se ei... niin kuin maku olis menny jotenkin, ja se... ai verikokeisiin?
Marko    Kaiken varalta. Lääketiedehän toimii niin...
Seppo    ...että suljetaan pois asioita. Joo. Ja katotaan sitte mitä käteen jää. Joopa joo.
Milva    (tulee märkänä) Jaakko on heittänyt kylmän kiven veteen.
Seppo    Höpöhöpö. Vesi on kun linnun maitoa.
Milva    Linnulla ei ole maitoa. Eikä rintoja.
Marko    Taidan käydä kokeilemassa. Vettä siis. (menee)
Seppo    Se on... kesä. Taitaa olla luppumaan päin. Kuovikin... no mitä siitä.
Milva    Niin. Mitä siitä.
Seppo    Se on... en tiedä. Terverunkonen mies. Se menee alasti uimaan.
Milva    Niin.
Seppo    Se on kiva katsoa. Tavallaan. Omalla tavallaan.
Milva    Aha.
Seppo    Omaa poikaansa. Kun se voi hyvin.
Milva    Joo.
Seppo    Se on... et sinä voi sitä ymmartää. Sä olet niin nuori ja...
Milva    ...väärää sukupuolta. Mä en jaksa tätä, ihan totta. Hypätään yli tämmöset ja ollaan vaan. Oliks tässä joku kuovi ja se oli vissiin lähdössä ja tunnelma oli ankee ja kaikkea tuli mieleen ja...
Seppo    Okei.
Milva    Okei. Kaunis valo. Juuri nyt.
Seppo    Niin. Miksi naiset puhuu niin paljon valosta?
Milva    Puhuhko?
Seppo    Vaimo ainakin. Markon äiti siis. Kyllä se siitä kirkastuu.
Milva    Harmi.
Seppo    Onko? Minä tykkään kyllä kun näkee eteensä kunnolla.
Milva    Selkeiden linjojen mies.
Seppo    Saatan olla. Onks siinä jotain pahaa?
Milva    Et kai sä haavilla käy? Sä olet menossa Berliiniin?
Seppo    Mä olen menossa Berliiniin. Neljän ja puolen tunnin kuluttua.
Milva    Sä et katso kelloa?
Seppo    Mulla ei ole henkilökohtaista kelloa.
Milva    Koska sä et luota sellaiseen?
Seppo    Mulla ei ole sellaista. Mä luotan sisäiseen kellooni. Se pysyy ihmeen hyvin ajassa. Niin kuin minäkin.
Milva    Sä et ole mitenkään vaatimaton tapaus.
Seppo    Leppoisa appiukko.
Milva    Ei tässä nyt niin pitkällä vielä olla.
Seppo    Eikö? Sääli.
Milva    Onko?
Seppo    On. Ei. En tiedä.
Milva    Onks noi muuttolintuja?
Seppo    Ei kai.
Milva    Ne lentää aurassa.
Seppo    Voisinks mä...
Milva    Et.
Seppo    Mitä? Ethän sä edes tiedä mitä mä aioin kysyä.
Milva    Kyllä tiedän.
Seppo    Aha.
Milva    Pyydät Markolta mun numeron jos haluat että käväistään kahvilla joku kerta.
Seppo    Noh. Katotaan nyt. Mä meen... voileipiä...
   
Milva jää yksin, ottaa mateen käteensä. Se on liukas ja putoaa maahan. Milva hankaa käsiään; ne ovat niljakkaat.