Cenni sulla rubrica...
a cura di Antonio Parente e Nicola Rainò
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Il testo in finlandese | Il testo in italiano | Autore |

MAURI KUNNAS
I sette fratelli cani

Traduzione italiana di Emilio Soresi





IL TESTO ITALIANO

Capitolo I

La fattoria di Jukola si ergeva sul pendio soleggiato di una collina vicino al villaggio di Toukola. Nella fattoria abitavano sette cani fratelli, tutti fin da piccoli delle belle canaglie, sempre a scorrazzare in giro per proprio conto con qualche ghiribizzo in testa. La madre aveva cercato disperatamente di tenerli a bada, ma era una bella impresa. Sotto questo aspetto, il padre non era stato di molto aiuto, e nemmeno lo era stato nella cura della fattoria: si divertiva di più nei boschi a caccia di orsi e altre bestie selvatiche.
“Juhani, Tuomas, Aapo, Simeoni, Timo, Lauri ed Eero! Subito qui!” risuonava spesso l’urlo della madre, ma i ragazzi, a tale richiamo, avevano imparato a volatilizzarsi come la cenere.
Più di una volta la madre aveva dovuto fare una bella lavata di capo ai suoi figlioli, ora per avere depredato il pollaio della vecchia del Pineto, ora per qualche altro brutto tiro.
Nella fattoria di Jukola abitava anche il fratello della madre, un vecchio lupo di mare che aveva perso la vista, ma era pur sempre un ottimo zio per quei ragazzacci.
Gli anni della fanciullezza passarono velocemente, d’estate a zonzo per i boschi o per strada a tirare al dischetto di legno, d’inverno a oziare accanto la stufa.
Ma alla morte dei genitori e dello zio, la responsabilità della casa ricadde sui fratelli.
I ragazzi tuttavia continuarono a condurre una vita spensierata le cui conseguenze cominciarono ben presto a farsi vedere. La casa e le altre costruzioni della fattoria cominciavano ad inclinarsi minacciosamente.
“Questa vita da scansafatiche non va più bene”, disse un giorno Aapo. “Dobbiamo cominciare a riparare la nostra adorata fattoria prima che cada completamente a pezzi.”
“Fino a oggi abbiamo condotto una vita scapestrata”, aggiunse Simeoni. “Ma ora tutto questo deve finire. È ora di mettere la testa a posto.”
Si udì un mormorio di approvazione.
“Fratelli, rimettiamo in sesto Jukola senza perdere altro tempo” sbuffò Aapo.
“Ben detto” disse Juhani con entusiasmo. “Cominciamo lunedì prossimo.”
“Perché non già domani?” chiese Aapo.
“No, lunedì prossimo è meglio. Riposiamoci e riflettiamo ancora qualche giorno” rispose Juhani.
“Bisogna prima chiedere se sono tutti d'accordo. Lauri, tu che dici?” domandò Aapo.
“Trasferiamoci nella foresta, ai piedi degli erti monti di Impivaara. Lì costruiremo una bella capanna e vivremo in santa pace, cacciando la selvaggina dei boschi, lontani dalla vita frenetica e dalla collera della gente. Così ho pensato tra me e me.”
Si udì di nuovo un mormorio di approvazione.
“Pazzi!” gridò Aapo. “Andare ad abitare nella foresta? Abbiamo una casa e le nostre camerette, un bel tetto sulla testa, se solo ci decidessimo ad aggiustarlo un po’!”
Di comune accordo fu deciso di cominciare a riparare la vecchia fattoria di Jukola, ma la proposta di Lauri non smetteva di frullare nella testolina dei fratelli.
“Visto che Juhani è il più grande fra noi, è lui il padrone di casa, ma in una fattoria che si rispetti ci vuole anche una padrona” fece Aapo. “Una fattoria senza una padrona di casa che si occupi delle faccende domestiche è come un triste giorno di pioggia.”
“È come infilare una scarpa sola” aggiunse Timo.
“Ben detto, Aapo” disse Juhani. “Non ti preoccupare, credo che il tuo desiderio si realizzerà ben presto, perché la fanciulla che amo disperatamente è Venla, la figlia della vecchia del Pineto, dichiarò Juhani con le guance arrossate.”
La confessione di Juhani fece ammutolire tutti.
“La questione è delicata” mormorò quindi Tuomas.
“Aha! Venla” fece Aapo a voce bassa.
“E allora? che avete da brontolare?” urlò Juhani.
In effetti i ragazzi avevano fatto un pensierino alla giovane Venla. Tutti tranne Lauri.
“Io in questa faccenda non voglio metterci becco” disse.
“Allora volete mettermi i bastoni tra le ruote?” sbuffò Juhani. “Battiamoci adesso, tutti contro uno e uno contro tutti, come sette torelli!”
“Aspettate! la ragazza non può amarci tutti” sentenziò Aapo cercando di tenere a bada i fratelli. “Bisogna chiederlo direttamente a Venla. Sarà lei a scegliere chi ama tra di noi, e gli altri dovranno mettersi il cuore in pace.”
A tali parole, nessuno ebbe niente da ribattere.
“Aapo è sempre così giudizioso” strillò Simeoni.
“Ringraziamolo tutti!”
“Sì, certo! rendiamogli grazie, intoniamo il cantico di ringraziamento di Simeoni” sogghignò Eero.
“Sta zitto o ti becchi una bella lezione” minacciò Juhani.
Oltre alle condizioni della fattoria e alla mancanza di una padrona di casa, c’era un terzo problema che preoccupava Aapo. Il nuovo e severo curato della parrocchia faceva rispettare rigorosamente la legge secondo la quale tutti dovevano imparare a leggere.
“Ma se non conosciamo nemmeno la lettera A” si lamentò Aapo.
“E se non impariamo presto a leggere per bene, nel cortile della chiesa ci aspettano i neri ceppi.”
“È impossibile imparare a leggere”sospirò Juhani. “Ho la testa dura io!”
“Ci sarà da sudare” sbuffò Tuomas.
Ma Aapo non si lasciò prendere dal panico.
“La fede muove le montagne. Procuriamoci gli abbecedari a Hämeenlinna e andiamo dal sagrestano prima che il curato ci trascini lì con la forza.”
E così fu fatto.

L’AUTORE


Nato l’11 febbraio del 1950 a Vammala, in Finlandia, il grafico e scrittore Mauri Kunnas è celebre per le sue illustrazioni e i disegni che ornano le pagine di molti libri per bambini. Durante la sua lunga carriera, ha ricevuto numerosi riconoscimenti anche a livello internazionale, come alla Fiera del libro per ragazzi di Bologna.

Dopo aver studiato all'Istituto di Arte e Design di Helsinki, ha cominciato a collaborare negli anni '70 come illustratore per i giornali e come grafico pubblicitario. Al momento Mauri Kunnas è indubbiamente l’autore di libri per bambini più conosciuto in Finlandia, e non solo. Infatti i suoi libri hanno riscosso un grande successo anche all’estero. Finora sono stati pubblicati 42 suoi libri in 22 lingue in 24 Paesi per un totale di circa 5,5 milioni di copie vendute. Il suo libro più conosciuto sulla scena narrativa internazionale è "Nel mondo di Babbo Natale", che è stato tradotto in 17 lingue e ha venduto più di un milione di copie.

Il segreto del suo successo è dovuto senza dubbio alle illustrazioni molto vivaci e ricche di colori, di dettagli allegri e divertenti che catturano anche i lettori più adulti grazie all’atmosfera coinvolgente. L’allegria dei disegni di Mauri Kunnas fa da sfondo alla sua passione per la storia, la tradizione e il folclore finlandesi. Ne è una prova il suo primo libro pubblicato nel 1979, "L'antico libro degli gnomi".
Il successo della prima opera è tale da indurlo a continuare lungo la stessa strada. Mauri Kunnas non si occupa solo delle illustrazioni, ma cura anche scrupolosamente i testi. Un ottimo esempio è il "Koirien Kalevala" (Il Kalevala dei cani), pubblicato nel 1992 e di cui non esiste ancora una traduzione italiana. Mauri Kunnas ha fatto una trasposizione illustrata del celebre poema nazionale finlandese, con personaggi dalle sembianze canine (i più ricorrenti nell'universo narrativo dell'autore). Il risultato è uno dei libri per bambini (e non solo) più amati in Finlandia.

L’amore di Mauri Kunnas per le tradizioni e la storia finlandesi trova un'altra espressione nel libro "Seitsemän koiraveljestä" (I sette fratelli cani), pubblicato nel 2002. L’opera è una divertente trasposizione del più noto romanzo finlandese, I sette fratelli, scritto da Aleksis Kivi nel 1870 e considerato uno dei grandi capolavori della letteratura nordica. Nella descrizione dei sette diversi caratteri si spazia dal tragico al lirico, fornendo un ritratto accattivante dell’identità dell’uomo finlandese: individuale, indipendente, amante della natura e dello spazio. Umorismo, realismo, fantasia e grande conoscenza della natura umana si fondono in questo capolavoro. Il romanzo tratta fra l’altro dell’industrializzazione e di come i rozzi abitanti delle campagne possano sopravvivere nella civiltà urbana in corso di espansione. Elementi che nella versione di Mauri Kunnas si ritrovano in chiave rilassata e divertente, nelle illustrazioni delle avventure dei sette indisciplinati fratelli cani, i quali preferendo il fascino della vita spensierata nei boschi, cercano di sottrarsi all'istruzione e alla civilizzazione. I disegni riproducono fedelmente le vecchie abitazioni nei boschi, gli attrezzi tipici della vita agreste, usanze e atmosfere d'altri tempi. (e.s.)



IL TESTO FINLANDESE

ENSIMMÄINEN LUKU


Jukolan talo seisoi aurinkoisella mäenrinteellä lähellä Toukolan kylää. Talossa asui seitsemän koiraveljestä, jotka olivat kaikki olleet pienestä pitäen aikamoisia viikareita, aina kolttoset mielessä vilistämässä omille teilleen. Äiti yritti kovasti pitää heitä kurissa, mutta vaikeaa se oli. Veljesten isästä ei ollut apua kurinpidossa eikä talonhoidossakaan: hän viihtyi parhaiten korvessa karhuja ja muita petoja pyydystämässä.
- Juhani, Tuomas, Aapo, Simeoni, Umo, Lauri ja Eero! Heti tänne! kuului tuon tuosta äidin huuto, mutta pojat olivat oppineet katoamaan kuin tuhka tuuleen tämän huudon kuullessaan.
Kerran jos toisenkin joutui äiti toru-maan poikiaan, milloin Männistön muorin kananpesän rosvoamisesta, milloin jostain muusta kolttosesta.
Jukolan talossa asui myös äidin veli, näkönsä menettänyt vanha merimies, poikien oiva eno.
Veljesten lapsuusvuodet kuluivat sukkelaan, kesät metsissä samoten ja maantiellä kiekkoa lyöden, talvet uunin päällä laiskotellen.
Kun vanhemmat kuolivat ja enokin nukkui pois, vastuu talonpidosta jäi veljeksille.
 He jatkoivat kuitenkin huoletonta elämänmenoaan, jonka seuraukset rupesivat pian näky-mään. Kotitalo ja sen piharakennukset alkoi-vat kallistella uhkaavasti.
- Tällainen laiska elämä ei enää käy päinsä, Aapo totesi eräänä päivänä. – Meidän on ruvettava kiinnostamaan annasta koluamme ennen kuin se vallan romahtaa.
- Villitty on elämämme ollut aina tähän päivään asti, Simeonikin sanoi. - Mutta nyt on siitä tultava loppu. On aika viisastua.
Kuului hyväksyvää mutinaa.
- Veljet, nyt viipymättä rakentamaan Jukolaa taas kunnialliseen kuntoon, Aapo puhkui. 
- Niin teemme, Juhani innostui. – Ensi maanantaina aloitamme.
- Miksi ei jo huomenna? Aapo kysyi.
Vasta ensi maanantaina. Lepäillään ia tuu-maillaan vielä muutama päivä, Juhani vastasi.
- Vielä on kysyttävä, ovatko kaikki nyt samaa mieltä. Lauri, mitä sanot sinä? kysyi Aapo.
- Muuttakaamme metsään, jyrkän Impi-vaaran juurelle. Sinne rakentakaamme iloinen pirtti ja elelkäämme rauhassa metsän otuksia pyydellen kaukana maailman menosta ja kiuk-kuisista ihmisistä. Näinpä olen itsekseni tuumiskellut.
Taas kuului hyväksyvää mutinaa.
- Te hullut! Aapo parahti. - Miksi metsään? Meillä on talo ja huoneet, katto kultainen päämme päällä, kunhan vähän sitä korjaamme!
Yhteistuumin päätettiin ruveta korjaamaan vanhaa Jukolaa, mutta Laurin ehdotus jäi silti kaivelemaan veljesten mieltä.
- Juhani vanhimpana on Jukolan isäntä, mutta kunnon talossa pitää olla myös emäntä, Aapo mietiskeli. - Talo ilman aitan polulla aste-levaa emäntää on kuin pilvinen päivä.
- On kuin saapas ilman toista saapasta, Timo säesti.
- Hyvin puhuttu, Aapo, Juhani sanoi. - Vaan äläpäs huoli, toivees täyttyy luullakseni piankin, sillä likka jota armottomasti rakastan on Männistön muorin Venla, Juhani julisti posket punaisina.
Juhanin tunnustus sai muut hiljaisiksi.
- Kiusallinen asia, Tuomas köhisi.
- Vai Venla, Aapo jupisi.
- Mitä te mörisette? Juhani ärjäisi.
Pojat olivat kaikki iskeneet silmänsä naapurin Venlaan, kaikki paitsi Lauri.
Tähän soppaan en pistä lusikkaani minä, hän sanoi.
- Astutte tielleni! Juhani karjahti. - Nyt isketään, yksi kaikkia vastaan ja kaikki yhtä vastaan  kuin seitsemän sonnia!
- Eihän tyttö meitä kaikkia voi rakastaa, Aapo hillitsi veljiään. - Venlalta itseltään on asiaa kysyttävä. Hän ottaa kenet meistä tahtoo ja muiden on tyydyttävä osaansa.
Siihen ei kenelläkään ollut vastaan sanomista.
- Aapo on aina viisas, Simeoni kailotti.
- Kiittäkäämme häntä.
- Häntä kiittäkäämme, veisatkaamme oikein Simeonin kiitosvirsi, Eero virnuili.
- Vaikene tai saat pian saparollesi, Juhani uhkasi.
Talon kunnon ja emännän puutteen lisäksi Aapon mieltä painoi kolmaskin asia. Pitäjän uusi ankara rovasti piti tarkkaan kiinni laista, jonka mukaan kaikkien piti osata lukea.
- Me emme tunne edes A:ta, Aapo voihki.
- Ja ellemme kiltisti opettele lukemaan, kirkon postuassa meitä odottaa musta jalkapuu.
 - Mahdotonta oppia lukemaan, Juhani tuskaili. – Minulla on niin kova pää!
- Saisipa siinä hikoilla mies, Tuomas ähisi.
Mutta Aapo pysyi lujana.
-  Tahto vie miehen läpi harmaan kivun. Hankitaan Hämeenlinnasta aapiskirjat ja lähdetään lukkarin luo kouluun ennen kuin meitä viedään pakolla.
Näin tehtiin.



IL TRADUTTORE

EMILIO SORESI

Emilio Soresi si è laureato in Lingue e Letterature Straniere (inglese e francese) all'università di Palermo nel 1996, per poi proseguire gli studi nel campo della traduzione e dell'interpretazione laureandosi nel 2002 presso la Scuola Superiore di Lingue Moderne per Interpreti e Traduttori (indirizzo: Interpretazione di Conferenze) di Trieste. La tesi di laurea ha avuto come oggetto una raccolta terminografica di statistica in italiano e inglese.
Subito dopo la laurea si è trasferito in Finlandia, per effettuare uno stage (Programma Leonardo) sul sottotitolaggio dei DVD. Ha quindi iniziato lo studio della lingua finlandese che gli ha consentito di conseguire il titolo di traduttore ufficiale finlandese-italiano. In passato ha insegnato interpretazione consecutiva dal finlandese in italiano all’Università di Turku e ha collaborato attivamente con il Centro di Traduzione e Interpretazione di Turku. Al momento lavora a Helsinki come responsabile della localizzazione per un’azienda che sviluppa e pubblica videogiochi per cellulari; in particolare si occupa di coordinare tutti i progetti di localizzazione dei videogiochi e del loro controllo di qualità attrraverso dei test sui cellulari.
Lavora anche come interprete e traduttore freelance per diverse agenzie di traduzioni in Finlandia e in Europa traducendo generalmente testi tecnici, economici e di marketing.