a cura di

Antonio Parente e
Nicola Rainò


Cenni sulla rubrica...


La prima traduzione ufficiale in lingua dei segni finlandese di alcuni brani del Kalevala | Premio per la traduzione dal finlandese 2004 | Biblit
comunità virtuale per traduttori

 

priamo la rubrica "L'angolo di Giano" con una proposta leggermente eccentrica rispetto alle premesse. Si tratta di una assoluta novità, rappresentata da un videoclip con la prima traduzione ufficiale in lingua dei segni finlandese di alcuni brani del Kalevala. A parte presentiamo l'adattamento del testo del Kalevala sulla base del quale la traduzione è stata effettuata, e a fronte la versione italiana classica di Paolo Emilio Pavolini (Edizioni Sandron, 1910).



Clicca sull'immagine per vedere o scaricare il video


La traduzione in lingua dei segni finlandese è stata realizzata nel 2004 da Markus Aro, interprete e traduttore, con la collaborazione di Karoliina Varsio e la supervisione di Päivi Rainò (Humanistinen Ammattikorkeakoulu).

Il brano presentato è quello sulla "Genesi del mondo", runo I, vv. 105-244. È una edizione della Prosign Oy Ab, disponibile in una videocassetta che comprende anche la "Storia di Kullervo". Ringraziamo sentitamente editore, curatori e traduttore per averci concesso di utilizzare questo materiale.


testo finlandese
 

Yksin meillä yöt tulevat,

yksin päivät valkeavat;

yksin syntyi Väinämöinen,

ilmestyi ikirunoja

Kapehesta kantajasta,

Ilmattaresta emosta.

Olipa impi, ilman tyttö,

Kave, luonnotar korea...

Ikävystyi aikojansa,

oudostui elämätänsä

aina yksin ollessansa,

impenä eläessänsä

ilman pitkillä pihoilla,

avaroilla, autioilla...

Jopa astuikse alemma,

laskeusi lainehille

meren selvälle selälle,

ulapalle aukealle...

Tuuli neittä tuuditteli,

aalto impeä ajeli

ympäri selän sinisen,

lakkipäiden lainehien:

tuuli tuuli kohtuiseksi,

meri paksuksi panevi.

Kantoi kohtua kovoa,

vatsantäyttä vaikeata

vuotta seitsemänsatoa,

yhdeksän uroa ikeä.

Eikä synny syntyminen,

luovu luomaton sikiö.

Vieri impi veen emona.

Uipi iät, uipi lännet,

uipi luotehet, etelät,

uipi kaikki ilman rannat

tuskissa tulisen synnyn.

Vatsanvavoissa kovissa;

eikä synny syntyminen,

luovu luomatoin sikiö.

Itkeä hyryttelevi:...

"Oi, Ukko, ylijumala,...

päästä piika pintehestä,

vaimo vatsanvääntehestä!"...

Tuli sotka, suora lintu.

Lenteä lekuttelevi

etsien pesän sijoa,

asuinmaata arvaellen.

Niin silloin veden emonen

nosti polvea merestä

sotkalle pesän sijaksi,

asuinmaaksi armahaksi.

Tuo sotka, sorea lintu,

keksi polven veen emosen,

luuli heinämättähäksi,

tuoreheksi turpeheksi.

Siihen laativi pesänsä,

muni kultaiset munansa:

Kuusi kultaista munoa,

rautamunan seitsemännen.

Alkoi hautoa munia,

päätä polven lämmitellä.

Jopa tuosta veen emonen,

veen emonen, ilman impi,

tuntevi tulistuvaksi,

hipiänsä hiiltyväksi,

luuli polvensa palavan,

kaikki suonensa sulavan.

Vahahutti polvensa,

munat vierähti vetehen.

Karskahti munat muruiksi,

katkieli kappaleiksi.

Muuttuivat murut hyviksi,

kappalehet kaunoisiksi:

munasen alainen puoli

alaiseksi maaemäksi,

munasen yläinen puoli

yläiseksi taivahaksi;

yläpuoli ruskuaista

päivöseksi paistamahan,

yläpuoli valkuaista,

se kuuksi kumottamahan;

mi munassa kirjavaista,

se tähiksi taivahalle,

mi munassa mustukaista,

sepä ilman pilvilöiksi.

 


testo italiano

 

...sole a noi vengon le notti

e risplendon soli i giorni

e pur solo Väinämöinen

il cantore eterno nacque

da Kave sua genitrice,

da Ilmatar la madre sua.

Kave, la figlia dell'aria,

Luonnotar, vergin leggiadra,

lungo tempo visse pura,

casta sempre si mantenne,

nei recinti ampi dell'aria,

nella volta solitaria.

De' suoi giorni sentì noia,

sazietà della sua vita,

di star sempre sola sola

e di viver verginella

nei recinti ampi dell'aria,

nella volta solitaria.

E dal ciel discese in basso,

si calò fin sopra l'onde,

sopra il mar dal chiaro dorso,

sull'aperta superficie:...

Cullò il vento la fanciulla,

spinse l'onda la donzella

sopra il mar dal dorso azzurro,

sopra i flutti spumeggianti:

fu dal vento fecondata,

fu dal mare ingravidata.

Portò quella il grave peso,

la penosa gravidanza,

la portò settecent'anni,

per ben nove età d'eroi:

né nasceva ancor quel germe,

increato, dal suo seno.

S'aggirò, madre dell'acque,

nuotò a oriente, ad occidente,

da maestrale e mezzogiorno,

fin del cielo sui confini:

con il ventre sempre gonfio,

angosciata dalle doglie:

né nasceva ancor quel germe,

increato, dal suo seno.

Prese piano a lacrimare,

parlò allora, così disse:...

"Ukko ! Ukko, dio supremo,...

dalle doglie la fanciulla

tu solleva, dai tormenti..."

volò dritta un'anatrella,

una folaga leggiadra:

e cercava un luogo al nido

ed un posto ove fermarsi...

Ma la madre delle acque,

quella Vergine dell'aria

un ginocchio alzò dal mare,

sollevò dall'onde il dorso,

perchè il nido vi posasse

l'anatrella e si fermasse...

Si librò, con volo lento

si calò sopra il ginocchio;

il suo nido colà fece,

vi depose l'uova d'oro:

di quell'uova, sei son d'oro

ed il settimo di ferro.

Cominciò l'uova a covare,

il ginocchio a riscaldare:

covò un giorno, covò un altro,

covò ancora il terzo giorno:

già la madre delle acque,

quella Vergine dell'aria

sentìa caldo sul ginocchio,

come un fuoco sulla pelle:

le parea che nel ginocchio

si struggessero le vene.

Il ginocchio scosse forte,

alle membra diè uno scrollo:

cadder l'uova dentro l'acqua,

giù piombarono nell'onde:

e si ruppero in pezzetti,

si spezzarono in frantumi...

la metà del guscio sotto

diventò la madre terra :

L'altro mezzo guscio sopra

si mutò nel firmamento:

quel che c'era sopra, giallo,

brillò in cielo come sole:

quel che bianco c'era sopra

diventò luna splendente :

quel che c'era di screziato

brillò in cielo come stelle:

quel che l'uovo avea di scuro

diventò nube nell'aria.

Premi

 Premio per la traduzione dal finlandese 2004
A un italiano e a una cèca il prestigioso premio, consegnato dal Ministro Tanja Karpela


Il Ministero dell'Istruzione finlandese, su proposta del Suomen kirjallisuuden tiedotuskeskus (Centro di informazione per la letteratura finlandese) ha conferito il premio nazionale per la traduzione letteraria del 2004 (valore 10 mila euro) ai traduttori Viola Parente-Čapková e Antonio Parente.

La cerimonia si è tenuta martedì 24 agosto nel Valtionneuvoston Juhlahuoneisto di Eteläesplanadi, e il premio è stato consegnato dal Ministro dell'Istruzione Tanja Karpela. Presenti alla cerimonia, tra gli altri, scrittori e letterati come Anja Snellman, Pirjo Hassinen, Tomi Kontio, Merja Virolainen, Johanna Venho, Kai Nieminen, Kai Laitinen, Pirjo Lyytikäinen, Päivi Lappalainen, Lea Rojola e una rappresentanza della Suomalaisen Kirjallisuuden Seura (Società per la letteratura finlandese) e dell'Istituto Italiano di Cultura.

I due traduttori, uniti anche nella vita privata, sono oltre tutto infaticabili tessitori di contatti con editori e periodici letterari, nonché con istituzioni accademiche tra Finlandia Italia e Repubblica Cèca. A legarli è anche la convinzione che la traduzione sia un canale potente di conoscenza. L'anno scorso, in un fascicolo della serie "Books from Finland", Viola Parente-Čapková scriveva: "Il lavoro di traduzione fornisce a chiunque abbia una certa sensibilità linguistica l'opportunità di esplorare il nocciolo di lingue diverse. Per chi studia letteratura, è uno strumento unico per esplorare sino in fondo un testo letterario, fornendo chiavi formidabili di analisi e interpretazione letteraria".

 Viola Parente-Čapková, praghese, è traduttrice di testi tecnici, commerciali e letterari dall'anno 1990; insegna Letteratura finlandese all'Università di Praga, Letteratura finlandese all'Università di Firenze, e Letteratura finlandese per stranieri all'Università di Helsinki. Attualmente lavora alla tesi di dottorato su L.Onerva all'Università di Turku, dove opera anche come assistente di Letteratura finlandese.

Dal finlandese al ceco ha tradotto, tra l 'altro:
Eino LEINO, Mika WALTARI, Raija SIEKKINEN, Mariaana JÄNTTI, Pirjo HASSINEN, Silné ženy (Voimanaiset), Kari HOTAKAINEN, Buster Keaton. Život a činy (Buster Keaton. Elämä ja teot), Anja SNELLMAN, Čas dotyků (Ihon aika), Johanna SINISALO, Ne před slunce západem (Ennen päivänlaskua ei voi) e ha curato e tradotto l'antologia di poesia finlandese contemporanea Má tvář v jazyce. Antologie současné finské poezie (Il mio volto nella lingua. - J. Ahvenjärvi, R. Katajavuori, L. Otonkoski, A. Peura, J. Kiiskinen, J. Inkala, M. Virolainen, J. Koskelainen, H. Sinervo, M. Jääskeläinen, T. Kontio, H. Liehu).

 


Antonio Parente, traduttore e comeniologo, traduce soprattuto testi letterari dal finlandese, dal ceco e dall'inglese. Ha sottotitolato un gran numero di film, anche per manifestazioni internazionali come la Mostra del Cinema di Venezia, il Festival di Milano e di Karlovy Vary. Come comeniologo si occupa della Panglottia e su quest'argomento ha pubblicato articoli e saggi su "Studia Comeniana et Historica" e su "Acta Comeniana". Lavora anche all'Encyclopaedia Comeniana, opera in due volumi di prossima uscita. Dal 2001 tiene corsi di traduzione all'Università di Firenze ed in altre Università.

Dal finlandese in italiano ha tradotto, tra l'altro, i seguenti testi poetici:
Paavo HAAVIKKO, Talvipalatsi
e liriche da Eino LEINO, L. ONERVA, Mirkka REKOLA, Mikko RIMMINEN (Runoja kokoelmasta Jännittävää olisi nähdä pihalla lintuja), Tommy TABERMANN, (al Festival della poesia di Genova, 2002), Johanna VENHO, Merja VIROLAINEN, Katariina VUORINEN, nonché contributi al volume Sheol - tra la perduta gente... ventisette poeti di fronte alla guerra, Sheol, Torino, 2003.

Ha curato inoltre il volume Quando il sole è fissato con i chiodi - Poeti finlandesi contemporanei (J. Ahvenjärvi, O. Heikkonen, J. Inkala, R. Katajavuori, J. Kiiskinen, T. Kontio, H. Liehu, L. Otonkoski, A. Peura, H. Sinervo, M. Virolainen), ASEFI, Milano, 2002, con Presentazione di Viola Parente- Čapková.