Caro Dario (ti do del tu, spero che non ti dispiaccia, visto che siamo quasi coetanei),

mi chiamo Massimo e ti scrivo per chiederti un consiglio importante.

Prima, però, vorrei dirti che sono diventato ormai un visitatore assiduo e giornaliero del vostro sito ed un attento lettore delle vostre rubriche. Trovo l'ironia utilizzata nei vostri articoli molto piacevole e tipicamente "italiana" (a proposito, complimenti in particolare a te per la spiegazione sullo striscione riguardante Totò Di Natale e ad Alessandro Maccari per le "20 buone ragioni per vivere in Finlandia").

Ma veniamo a noi.

Ho 31 anni, sono nato a Caserta (anche io figlio del Sud) e, dopo essermi laureato in Scienze Politiche a Napoli, ho deciso di "emigrare" o, considerandola da un altro punto di vista, di provare nuove esperienze. Sono stato in Scozia, Spagna, Inghilterra, dove ho lavorato per 2 anni e poi ho deciso (purtroppo) di tornare in Italia. Adesso lavoro in provincia di Bergamo (nella più profonda Padania!) e mi occupo come sempre, di turismo. Dico purtroppo perché da quando sono tornato ho
lavorato per 2 aziende, che, pur offrendomi un buon stipendio, hanno avuto sempre grossi problemi finanziari. In questo momento la società per cui lavoro ha dei collaboratori che lavorano in nero ed è sull'orlo del fallimento (come vedi non è che le cose in Italia cambiano!).

Da 2 anni sono con una ragazza finlandese (Sanna), che sta per finire l'università a Savonlinna.

Logicamente, il piano è quello di vivere insieme, dopo la fine dei suoi studi. Ma è proprio qui che entri tu in gioco!

Sanna ha vissuto per 2 anni in epoche diverse in Italia. Conosce perfettamente la lingua e le piace
molto (quasi tutto) del nostro Paese. Dall'altra parte io parlo inglese e spagnolo, ma, ovviamente ho MOLTI problemi con il finlandese.

La cosa più logica sarebbe quella di chiedere a Sanna di trasferirsi in Italia per i motivi succitati, ma ho una titubanza. So benissimo che, dal punto di vista professionale, avrebbe molti più problemi ad affermarsi in Italia rispetto a quanto potrebbe fare in Finlandia. Per questa ragione, sto valutando la possibilità di trasferirmi in Finlandia. Vorrei conoscere un tuo parere (che ormai hai una certa esperienza del Paese) su questa situazione. Secondo te, avrei difficoltà ad ambientarmi, tenendo comunque conto che, come ho detto sono ormai "emigrante" da 4 anni? Lo chiedo a te perché mi sembra che sei riuscito ad inserirti benissimo a quella realtà.

Ho provveduto ad inviare una mail con il mio c.v. in inglese (che allego nuovamente) la settimana scorsa alla rubrica Cerco&Trovo, ma non è stato ancora pubblicato.

Caro Dario, so che questa non è proprio una lettera come le altre che ricevi, ma apprezzerei tantissimo se trovassi il tempo di rispondermi. Chissà, forse un giorno mi sdebiterò offrendoti un paio di drinks in un pub di Helsinki!!

GRAZIE!

Massimo Casanova - (
mcasanova99@yahoo.it)

carodario@larondine.fi
di Dario Martinelli

Caro Massimo,

 

Grazie per la tua lettera, e soprattutto per la fiducia che mi accordi. Fiducia che si accompagna anche a una grossa responsabilità che non sono sicuro di riuscire a sostenere appieno, ma ovviamente ce la metterò tutta.

Non sono sicuro di essermi inserito "benissimo" nella realtà finlandese come tu dici, ma di sicuro la Finlandia mi ha accolto con civiltà, apertura mentale e (ebbene sì) calore. Ma conosco (non pochi) italiani che ti direbbero l'esatto opposto. E questo già ci suggerisce una prima banale ma importante considerazione, e cioè che ognuno vive una determinata realtà a modo proprio, e che questo non dipende solo ed esclusivamente dalla realtà in questione. Ci sono mille modi di reagire all'ananas sulla pizza: si può evitare di mangiarlo, lo si può provare e poi vomitare, lo si può persino apprezzare e rimangiarlo la volta successiva, lo si può usare come metafora della totale inconciliabilità tra le due culture, lo si può prendere come scusa per esternare la propria infelicità, e così via. Per me, l'ananas sulla pizza è stato la conferma di come la stessa cosa vada vista sotto diversi punti di vista prima di poterla giudicare: la Finlandia non è l'unico Paese che mette l'ananas sulla pizza, piuttosto è l'Italia l'unico a non mettercelo. Gli strani siamo dunque noi, in questo caso. Ma mai, neanche per un momento, ho pensato che qualcuno avesse torto, e che di conseguenza dovesse cambiare le proprie abitudini (detto questo, l'ananas sulla pizza mi fa schifo, e non lo riproverei neanche sotto tortura).

Venire in Finlandia dall'Italia significa, per forza di cose, cambiare mondo. Il tuo inserimento, secondo me, sarà determinato soprattutto dal tuo atteggiamento verso la diversità, ovvero dalla tua capacità di accettare persone e situazioni diverse come tali, e non come migliori o peggiori. Sembra poco, ma è tutto. C'è un abisso tra chi trascorre la sua serata in pizzeria a lamentarsi di questi selvaggi che mettono l'ananas dappertutto, e chi semplicemente ordina una margherita, e poi parla d'altro, cosciente che difficilmente la pizza che mangerà potrà competere con quella che mangiava "da Ciro" a Caserta, ma anche che Ciro difficilmente potrà fare una piirakka buona come quelle che fanno a Imatra.

Molto dipenderà dunque da te. E da Sanna, naturalmente. Non sono fidanzato con una finlandese, ma credo di conoscere bene un numero di coppie miste sufficiente a farmene parlare con cognizione di causa (compreso mio fratello, sposato con una finlandese, e una delle mie più care amiche, fidanzata con un finlandese). Un rapporto di coppia, soprattutto se serio, non è mai facile di suo. Un rapporto di coppia tra due persone appartenenti a culture molto diverse è poi ancora più complicato. Scusami la brutalità: è necessario che tu ti accerti con inequivocabile chiarezza che l'attrazione tra te e Sanna non è di tipo esclusivamente ormonale, ma anche intellettuale, emotivo, caratteriale e soprattutto culturale. E' necessario che su queste cose ci sia un'intesa persino maggiore che non quella tra una coppia di soli italiani o soli finlandesi. Altrimenti, tu impazzirai nel chiederti come mai Sanna non ti chiede mai aiuto su niente, e lei impazzirà nel chiedersi perché non vuoi affrontare mai niente da solo (è solo un esempio generale, magari tu e Sanna siete l'esatto opposto, volevo solo dare l'idea). In questo senso, lei dovrà aiutarti molto, perché tu &emdash; accettando di trasferirti non solo CON lei, ma anche DA lei &emdash; le hai dato una grande dimostrazione di amore.

Insomma, la regola dell'ananas vale anche per voi due: consapevolezza e rispetto della diversità. Due compiti estremamente difficili (io predico, ma sono il primo a razzolare male, a riguardo), dai quali dipenderà quasi tutto.

Per il resto, mi associo pienamente al nostro direttore Nicola, e alla sua risposta a una lettera analoga alla tua. Ovvero: attento a non accettare lavoretti (apparentemente temporanei, ma che poi si rivelano tragicamente ridondanti) inferiori alle tue aspettative e competenze, solo per la voglia di stare accanto a Sanna. Sono sicuro che lei è la prima a non volere accanto un partner disilluso o addirittura frustrato.

Non so quanto di ciò che ti ho detto ti sarà utile, ammesso che fosse niente che già non sapessi. Poi un giorno, magari di persona, mi piacerebbe anche parlarti di quanto è bello questo paese, e di come di questo posto ci si possa veramente innamorare. Mi sa che il drink (uno e possibilmente analcolico) ti toccherà offrirmelo… Accetto molto volentieri il tuo invito. Kiitos.

A presto, e saluti a Sanna.

Dario