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BUONI A NULLA
Più di un lettore scrive per sapere “Ma com’è veramente la vita in Finlandia, come la vedete voi, dal di dentro...”, e siccome qui qualcuno gigioneggia, e fa mostra di scetticismo, io, in quanto capo della tribù dei Buoni a Nulla, provo a sbottonarmi. Ma dopo non venite a lamentarvi... Per qualche
pillola in più
di Alessandro Buoni Quello che arriva
in Italia dei paesi scandinavi è un insieme di cose che vanno
dagli stereotipi fiabeschi (paesi popolati da folletti, renne e
mirtilli), all´indifferenza di chi li inquadra come posti freddi
e basta.I racconti di amici, parenti in gita turistica arricchiscono il quadro con altri particolari. Gente chiusa, gente fredda, gente sobria, gente onesta. Chi c´è stato in Scandinavia, sia per turismo, per studio o per lavoro, viene colpito dal silenzio di questi luoghi e dalla natura incontaminata. La monotona bellezza del paesaggio suscita sentimenti contrastanti. Per i mistico-naturalisti ammirare foreste e laghi che si susseguono per centinaia di chilometri è un esercizio rilassante, per quelli che se non vedono una chiesa e quattro ruderi “non c´è cultura” la Scandinavia è una palla allucinante, un immenso Trentino senza cime rifugi grappe e polente. Magari un ristorantino sul lungomare non guasterebbe... E un bel bagno “Jukka”, seguito da un altro, “Pekka”, tanti bagni numerati da Stoccolma a Helsinki stile Rimini? Per i più politici questi sono i paesi del Welfare State, lo stato sociale dalla culla alla bara. Stereotipi e approcci turistici a parte, la battaglia ideologica si gioca su cosa questo modello culturale rappresenti per molti italiani. Paesi civili o immorali (spesso le due cose non sono in contraddizione)? Modello importabile o no? La cultura protestante contro la cultura cattolica. No, è perché sono pochi. Sono chiusi. No, meglio dire riservati. Non si sanno divertire. E´ chiaro che ognuno ci vede quello che vuole. Negli anni ´70 dopo l´ubriacatura sovietica mentre la sinistra tutta cuore e poco cervello guardava al Che, quella riformista guardava oltre il Baltico e vedeva nell´Emilia una piccola Scandinavia. Ma lasciamo stare la politica. Una bella svedese mette d´accordo sinistra e destra, per dirla alla Gaber. Questi luoghi sono stati un simbolo di libertà per i primi pionieri dei viaggi della speranza, quando l´Inter-rail non c´era ancora. Tutt´oggi la stampa progressista (non si sa ancora per quanto e per quanto ancora si potrà definire tale) italiana cita statistiche sui livelli di istruzione, per non parlare di aneddoti bizzarri per il lettore italiano, quali ministri che danno le dimissioni per non aver pagato il canone o il parlamento norvegese che vuole riequilibrare con una legge l´eccessivo potere femminile. La Scandinavia sembra fatta apposta per deliziare i progressisti e scioccare i moralisti. Simbolo di civiltà da una parte, esempio di dissoluzione morale e del dove andremo a finire dall´altra. Ma suscita anche reazioni intermedie, quali l´ammissione che qualcosa funziona meglio, ma “perchè sono pochi”. Oppure i servizi efficenti, gli indicatori economici positivi, lo Stato sociale onnipresente, la debolezza dei valori tradizionali (quelli italo-cattolici forse, dato che i loro sono tutt´altro che trascurati! ) produce solitudine, alcolismo, depressione e l´immancabile suicidio. Ma questa è anche un luogo nel quale si sfatano certi luoghi comuni. Ad esempio la convinzione che in Italia non si fanno più figli perchè le donne vogliono andare a lavorare e pensano solo alla carriera, invece che al focolare. Al contrario qui c´è alta occupazione, le donne studiano, lavorano e fanno 2,4 figli a testa in giovane età. Magari senza il padre, ma non sottilizziamo. E´chiaro che è la mancanza di politiche per la famiglia e il secondo stipendio ad impedire la produzione di prole, non i valori di riferimento. La cicogna è un animale agnostico lo sanno tutti, mica come la mantide religiosa o il pesce S.Pietro! La Scandinavia, con grande giubilo per i Pepponi e stracciamento di vesti dei don Camilli sembra il paradiso dei mangiapreti. Tarja Halonen, non una pericolosa sovversiva, ma una delle figure piú amate nella storia della Finlandia negli anni '60, abbandonò la Chiesa finlandese, a cui appartiene la maggioranza dei suoi connazionali, per protestare contro le tasse sui fedeli, e per le sue posizioni contro il sacerdozio femminile (fonte wikipedia). Da sempre impegnata per i diritti degli omosessuali nel 2003, durante un’intervista radiofonica fu definita lesbica da un parlamentare dell’opposizione. La Halonen non lo considerò un insulto e non ritenne opportuno smentirlo. (http://totentanz.wordpress.com/2007/03/04/politici-daltri-mondi-1-tarja-halonen/). Secondo un sondaggio sugli svedesi, nella classifica delle istituzioni di cui si fidano e si riconoscono di più al primo posto c´è Ikea, seguita da Volvo, Ericsson, Saab. La Chiesa Luterana si posiziona al 14mo posto. Bei valori qualcuno potrà dire! A migliorare o aggravare il dato si noti che le posizioni della chiesa luterana sono solitamente ultraprogressiste, rispetto alla cugina romana apostolica! In Finlandia il 14% della popolazione si dichiara ateo. In Norvegia, secondo un sondaggio del 2006 il 29% crede in dio o in qualche deità; il 23% crede in una forza superiore senza essere sicuro di cosa sia; il 26% non crede in dio o forze superiori; il 22% è incerto sull´argomento. Estendendo o limitando il concetto, il tasso di secolarizzazione (chiamiamolo così) va dal 26 al 71%. Un recente articolo del Times segnala che l´Italia è un paese che funziona come se "al governo fossero i vostri nonni ". Guardando alle classi dirigenti scandinave (tra ministri gay e leggi post-zapateriane) altro che il nonno! Da una prospettiva italiana, sembra di avere la pecora nera di famiglia al governo, lo zio rock! Il tutto nella massima naturalezza, senza borchie o tatuaggi. Al contrario gente normale senza scorta che fa jogging nel parco o si beve un caffè in bar normali con i propri concittadini. Il punto non è credere o no ai sondaggi. I sondaggi non servono per essere creduti, ma per capire chi li commissiona, cioè la classe dirigente. Siamo sicuri allora che la società scandinava sia quel paradiso anticlericale, libertino (o inferno immorale a seconda dei gusti) che viene dipinto a fosche tinte dai parolai d´oltre Baltico? Ci sono gli ubriaconi al bar, ci sono i superesperti in IT (Information Technology), le università pazze per il mobile-commerce, ovvero l´uso super avanzato di quel coso che fino a qualche anno fa serviva solo per telefonare, che dipingono scenari futuribili con estrema naturalezza. Dobbiamo espandere i limiti del possibile nella struttura della vita di tutti i giorni ti dicono citando Braudel! Ma io veramente Eccellenza ero rimasto a Ford e i vantaggi della nuove tecnologie che devono essere per tutti. C´è la Finlandia dei 25 libri a testa presi a prestito all´anno, la Finlandia di chi sa 5 lingue, ma la gggente con tre g, com´è? Tra tradizione e innovazione come la cucina New Age? Dove li mettono quei poveracci che sanno solo 3 lingue con un diploma da ragioniere? Nei barili di cetrioli? Cosa pensano? Cosa fanno? E la casalinga di Oulu, ja fa? |