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2018 anno europeo del patrimonio culturale

Il 2018, dichiarato Anno europeo del patrimonio culturale, sarà dedicato alla promozione della diversità culturale, del dialogo interculturale e della coesione sociale.
L’impegno si rivolgerà ad evidenziare il contributo economico dei beni culturali per i settori culturali e creativi e a sottolineare il ruolo del patrimonio culturale nelle relazioni esterne dell’Ue, tra cui la prevenzione dei conflitti, la riconciliazione post-conflitto e la ricostruzione del patrimonio culturale eventualmente distrutto.
Gli obiettivi generali dell'Anno europeo sono:
- promuovere la diversità culturale, il dialogo interculturale e la coesione sociale
- evidenziare il contributo economico offerto dal patrimonio culturale ai settori culturale e creativo, compreso per le piccole e medie imprese, e allo sviluppo locale e regionale
- sottolineare il ruolo del patrimonio culturale nelle relazioni esterne dell'UE, inclusa la prevenzione dei conflitti, la riconciliazione postbellica e la ricostruzione del patrimonio culturale distrutto
L'Anno europeo potrà contare su una dotazione finanziaria dedicata pari a 8 milioni di EUR, 4 saranno erogati dal programma Europa Creativa e gli altri 4 da altri programmi UE quali Erasmus Plus, Horizon 2020 ed Europa dei Cittadini che parteciperanno con bandi dedicati.
Gli Stati membri nomineranno dei coordinatori nazionali per promuovere le iniziative dirette nel proprio paese e raccordarsi con quelle “bandiera” promosse dalla Commissione. Rappresentanti del Parlamento europeo potranno partecipare in qualità di osservatori alle riunioni dei coordinatori nazionali organizzate dalla Commissione per lo svolgimento dell'Anno europeo.
Il 2018 Anno europeo del patrimonio culturale sarà presentato al Forum della Cultura in programma a dicembre 2017 a Milano.
La Decisione (UE) 2017/864 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 maggio 2017, relativa a un Anno europeo del patrimonio culturale (2018) è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell'Unione europea, il 20 maggio scorso. (G. Nitti)

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C'è dell'Hamlet in Finlandia Stampa E-mail
di Tommaso Dotta   
Indice articolo
C'è dell'Hamlet in Finlandia
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L'esperienza di teatro multiculturale della Shakespeare’s Children di Tampere

Hamlet è un monumento al teatro: l’opera shakesperiana forse più famosa e più frequentemente rappresentata nei paesi occidentali; nei secoli che hanno seguito la sua prima rappresentazione è stato tradotto, adattato, rivisitato, parodiato, cercando di afferrare il segreto di un testo capace di sopravvivere per spettatori di ogni epoca. I suoi protagonisti incarnano le pulsioni umane nelle estreme difficoltà della vita: il desiderio di vendetta, la prudenza, la pazzia, la passione condotte alle estreme conseguenze.

Queste loro pulsioni li hanno portati a morire migliaia di volte sulla scena, e migliaia di volte a rinascere, per una nuova messa in scena. Lo stesso Shakespeare sarebbe però sorpreso nel vedere il suo capolavoro portato alla vita da una compagnia di giovani attrici e attori provenienti da ben otto paesi diversi: Finlandia, Turchia, Cina, Francia, Georgia, India, Australia e Russia.
Si chiamano Shakespeare’s Children, sono una compagnia che si forma e si scioglie a Tampere ogni anno, con l’arrivo e la partenza di nuovi studenti internazionali con la passione per il teatro. Dal 2003 fanno pratica come interpreti in lingua inglese grazie al palco messo a disposizione della scuola elementare Tammela.
Portare a compimento, nella stagione 2009-2010, un’opera di tale impegno è stata una sfida importante per questa piccola compagnia, diretta da Dilek Yesilova-Leino, una giovane di origini turche. La poetica e sanguinosa vendetta di Timor Khodyaev, nei panni di Amleto, ha però avuto successo: niente hanno potuto lo zio Claudio, interpretato da Stephen Burton (forse la prova d’attore più convincente del gruppo) e la madre Gertrude, Perrine Gourdin. L’aspetto più interessante dello spettacolo è stato proprio lo scontrarsi e mescolarsi di accenti “esotici” che, se inizialmente possono rendere difficile la comprensione allo spettatore, una volta intesi donano alle dispute e ai monologhi di Shakespeare un tono ancora più originale.

 

 

 

 

Ofelia, romantica vittima degli eventi della tragedia, che vede il suo amore trasformarsi in pazzia dopo l’uccisione del padre da parte di Amleto, è interpretata da Tianyun Jin, una studente cinese trasferitasi in Finlandia per la sua Laurea Triennale. Ho voluto porle qualche domanda, intrigato dal coraggio della sua scelta, ovvero viaggiare all’estero subito dopo le scuole superiori con l’intento di trascorrere almeno i tre anni della Laurea lontana da casa.


 
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Fantastica!

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A Tampere, in mostra i capolavori di Valentino

Alcune tra le più straordinarie creazioni viste in passerella, gli abiti di alta moda di Valentino, sono in mostra al Museo Milavida di Tampere, la capitale industriale della Finlandia. Intitolata Fantastica! Abiti di Valentino da collezioni private, è una mostra che rappresenta innanzi tutto una celebrazione dell’alta moda: sotto i riflettori vi sono non solo gli abiti di Valentino provenienti da collezioni private, ma anche il loro retroterra artigianale e la minuziosa esperienza di tessitori, sarti e ricamatori, che rendono ogni capo prezioso come un gioiello.
La raffinatezza e la cura dei dettagli fanno sì che Valentino venga definito “L’ultimo imperatore della moda”.
Ottima l’occasione, per i curiosi, per conoscere l’edificio storico che ospita la mostra, Il Castello di Näsi (Näsilinna) a Tampere, nel quartiere di Finlayson.
Il magnifico palazzo è stato costruito nel 1898 da Peter von Nottbeck, figlio di Wilhelm von Nottbeck, con progetto di Karl August Wrede, autore celebre per una serie di grandi edifici come la Biblioteca municipale di Turku. Il palazzo nel 1905 fu ceduto dagli eredi al comune di Tampere.
Danneggiato a più riprese durante la guerra civile, e poi durante la seconda guerra mondiale, l’edificio ha subito profondi restauri, tra il 2013 e il 2015, recuperando la sua originaria bellezza. Oggi Näsilinna, oltre al Museo, ospita anche un caffè e un ristorante.

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Valentino Garavani è uno degli stilisti più famosi, ha vestito il bel mondo internazionale, ed è talmente celebre da aver dato il suo nome a una varietà di rosso. Come grandi pittori del passato, da Carpaccio a Tiziano.

Mostra: Museo Milavida - Tampere

dal 15 giugno al 15 ottobre
http://museomilavida.fi/en/museum-milavida/

 

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